Questa sarà una semplice e minimale introduzione alla scelta
ma soprattutto alla comprensione delle caratteristiche base
di un binocolo infatti, dopo il
cannocchiale, la macchina fotografica, il computer e tutti
gli accessori che possono rendere la nostra attività il più
pratica e semplice possibile, questo è lo strumento indispensabile
che ci portiamo appresso. La scelta del binocolo spesso è
sottovalutata e quasi sempre, per motivi pratici o
economici, il primo strumento con cui facciamo le nostre
osservazioni non è del tutto
adatto al nostro uso. In considerazione del suo uso
immediato e della moltitudine di modelli e caratteristiche
sia tecniche che economiche è facile sottovalutare alcuni
fattori.
Capita così che dopo il primo binocolo sentiamo la necessità
di comperarne un altro perché il primo si rivela inutile e
faticoso al nostro uso o perché si rompe. Il binocolo è uno
strumento ottico composto da diversi elementi ottici e
meccanici che devono convivere in maniera fluida e precisa
infatti è un sistema ottico formato dall’integrazione di due
piccoli telescopi identici, che per funzionare al meglio
devono essere perfettamente paralleli e saldamente connessi
tra loro.
Quindi è uno strumento DELICATO.
Usandolo senza le dovute attenzioni si rovina
e ci rende le osservazioni faticose e, soprattutto, molto dannose
ai nostri occhi.
Capita che lo usiamo per lunghe osservazioni, alla ricerca
dei nostri soggetti più ambiti o ci serve per studiare le
abitudini dell'animale così da poterlo fotografare nella
posa e nel luogo che meglio si presta a rappresentarlo,
allora la nostra osservazione deve essere riposante sia per
le nostre braccia ma soprattutto per i nostri occhi.
Quando andiamo in un negozio di ottica per il nostro
acquisto dobbiamo sperare di avere la fortuna di incontrare
un venditore preparato e capace di capire le nostre esigenze
sul campo, se invece andiamo in un centro commerciale
o lo comperiamo in rete dobbiamo essere preparati noi.
In linea di massima un buon binocolo da birdwatcher è
adattissimo.
Ma quali caratteristiche ha un buon
binocolo da birdwatcher?Deve essere
potente.
Deve essere luminoso.
Deve essere cromaticamente corretto.
Deve essere maneggevole e robusto.
Deve essere leggero. Purtroppo non
si può avere tutto e spesso una caratteristica preclude le
prestazioni di un altra. Un esempio classico è la ricerca di
equilibrio tra luminosità, potenza e peso.
Ma ora ipotizziamo di trovarci davanti un
binocolo 10X50 che ci piace perché piacevole al tatto,
leggero e ci sembra abbastanza potente per la prova che
abbiamo potuto fare dal negozio (per chi ha una buona mano
(ferma) queste caratteristiche sono piuttosto buone a meno
che non ci si trovi ad osservare da un mezzo in movimento).
La prima cosa che notiamo sono le scritte numeriche che
tutti hanno. Le cifre incise su un binocolo, per esempio
10x50, significano che lo strumento ottico ha 10
ingrandimenti, cioè un oggetto osservato appare come se
fosse 10 volte più vicino, e che l’obiettivo, cioè la lente
più esterna, ha un diametro di 50 mm. Chiaro che il
diametro della lente esterna corrisponde alla quantità di
luce che entra nel sistema ottico e che quindi ne
caratterizza in buona parte la luminosità. Essendo il
binocolo composto da un sistema ottico composto da diverse
lenti e 2 prismi vi è un ulteriore dispersione di luminosità
dovuta a incontrovertibili leggi fisiche. La costruzione sia
delle lenti come dei prismi con materiali di buona qualità e
con strati correttivi molto sottili e collanti di estrema
qualità, può portare a un a perdita piuttosto contenuta, si
parla di poter garantire una capacità di trasmissione finale
di circa il 96%. Su strumenti più a buon mercato la perdita
è drammaticamente maggiore.
Da un punto estetico possiamo notare anche
se il nostro strumento è a Prismi di porro o
Prismi a tetto. A dire il vero ce ne possiamo accorgere
anche dal prezzo. I prismi hanno la funzione di
raddrizzarci l'immagine . Infatti senza di loro l'immagine
sarebbe capovolta e invertita.
I prismi detti a Porro (devono il loro nome
all'italiano Ignazio Porro) sono strumenti tecnologicamente
molto sviluppati e economici. Si riconoscono facilmente per
la loro forma meno slanciata. Hanno la caratteristica di
dare un immagine con un effetto di maggiore profondità.
I Prismi a tetto sono molto più slanciati e leggeri
ma anche i più costosi. Il loro prezzo è in buona parte
dovuto allla progettazione e costruzione molto sofisticata.
Il loro schema ottico richiede precisissime tolleranze. La
loro tendenza a riflessioni fuori fase delle onde luminose
porterebbe a un abbassamento della risoluzione.
I binocoli di alta qualità con Prismi a tetto e
correzione di fase stanno alla pari con i migliori
binocoli a Prismi di Porro, mentre quelli senza
rivestimento a correzione di fase saranno sempre un gradino
più in basso.
Nell'uno come nell'altro caso la loro qualità non risiede
solo nel vetro ma anche nei rivestimenti, nella qualità del
materiale usato come specchio e nella scelta dei collanti.
Altro fattore di valutazione da considerare
con cura è il valore della Pupilla di uscita
in inglese "eye-relief" (Estensione
del campo visivo posteriore dell'oculare).
Se puntate un binocolo o un
cannocchiale su un campo chiaro e guardate dentro l'oculare
da una distanza di circa 25 cm, noterete un cerchietto
luminoso. Questo cerchietto si chiama Pupilla d'uscita,
Questo valore è di grande importanza per l'osservazione di
oggetti al crepuscolo e la loro nitidezza. Viene calcolata
dividendo il diametro dell'obiettivo diviso per
l'ingrandimento. In sostanza, è il diametro dell’immagine
formata dal sistema ottico. Un binocolo 8 x 56 ha una
pupilla d'uscita di 7 mm misura che corrisponde all'apertura
massima della pupilla dell'occhio umano.
Una pupilla d'uscita piccola e posizionata
distante dall'oculare crea quel fastidioso effetto per il
quale l'immagine viene contornata da una mezzaluna scura.
Ciò si verifica in maggior misura al crepuscolo, quando la
pupilla del nostro occhio tende a dilatarsi. Una grande
pupilla d'uscita è invece di grande aiuto anche nel caso di
un osservazione effettuata da una posizione scomoda o
instabile. La pupilla d'uscita ideale è quella che risulta
sempre leggermente più grande della pupilla dell'
osservatore. Questo valore ci rende
più gradevole la visione per lunghi tempi.
In pratica l'"eye-relief" è quel valore che dichiara
quale è la distanza massima tra occhio e oculare senza
perdere parte del campo visivo. Se dobbiamo tenere l'occhio
molto vicino alla lente dell'oculare è inevitabile un
affaticamento. Altri
due fattori che non approfondirò ma che è bene considerare
sono l'impermeabilità e il riempimento con azoto
(riempiti con gas inerte sotto pressione, che elimina ogni
traccia di umidità residua all’interno e impedisce che ne
entri dall’esterno). Non li approfondisco perché le
caratteristiche sono le stesse che trovate nella sezione
dove presentiamo il cannocchiale. Aggiungo
solo che questi sono valori importanti non solo per
l'umidità ma anche per la micidiale polvere.
Alcuni piccoli accorgimenti:
1) La pigrizia ci porta a non usare i
tappi di protezione sia delle lenti che degli oculari. Male!
Collegateli con un filo al binocolo in modo da averli sempre
a portata di mano.
2) Se acquistate un binocolo con oculari
grand'angolare non usatelo per molto tempo in situazioni
dove vi viene richiesto molto equilibrio, ai bordi di un
dirupo da un ramo di una pianta ecc..., perché è
inevitabile che l'uso di questi strumenti vi metterà in
crisi l'orientamento e potreste cadere.
3) Molti si sono trovati bene ma bisogna essere molto
sicuri di come è stato tenuto l'oggetto per poter comperare
un binocolo di seconda mano su aste come Ebay.
4) Un Leica è garantito a vita, su problemi
meccanici e ottici.
Per ogni altro approfondimento e ricerca ci
sono dei siti indipendenti in Italia che hanno test e
articoli di alto livello sia tecnico che pratico. Uno tra
tutti, e forse il migliore, è
Binomania. I
suoi test sono molto approfonditi e condotti sul campo da
persona appassionata ed esperta.
A giorni seguirà la seconda parte. |
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