Falco pellegrino (Falco peregrinus) Tunstall 1771 .

 

Foto e testi di Andrea Roverselli ©

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Falco pellegrino (Falco peregrinus) Tunstall 1771 - Foto e testi di Andrea Roverselli ©

 Il Falco Pellegrino è un rapace di medie dimensioni specializzato nella predazione di uccelli in volo.
Nel mondo esistono diverse sottospecie che differiscono essenzialmente per dimensione e piccole differenze di colore!
   Per quanto riguarda l’italia le sottospecie presenti sono il F.p.peregrinus, quella nominale di riferimento che occupa tutte le aree interne della penisola,dalla catena alpina all’area mediterranea, è stanziale ed occupa aree impervie e boscose di media alta montagna, ma anche i cieli delle nostre grandi città.
   Un'altra sottospecie stanziale è il F.p.brookei, diffuso lungo le coste mediterranee, dalla Spagna al Caucaso. In Italia vive soprattutto lungo le coste marine, riproducendosi e cacciando sulle falesie a picco sul mare.
   Durante l’inverno un’ altra sottospecie, questa volta migratrice, frequenta i nostri cieli,il F.p. calidus. Quest’ultimo vive e si riproduce in zone artiche, dalla Norvegia alla Siberia,al giungere dell’inverno migra in area mediterranea.

   Caratteristiche morfologiche : Come detto all’inizio è un rapace di medie dimensioni, più grande di un Gheppio, più piccolo di una Poiana.
   La femmina come in molti rapaci è sensibilmente più grande, giungendo a pesare più di un kilogrammo, il maschio più piccolo di quasi un terzo, si ferma attorno ai 700 grammi. Il piumaggio dell’adulto è molto simile nei due sessi, dorso grigio ceruleo,petto chiaro striato di nero, due evidenti mustacchi neri scendono dalla testa verso il collo. Zampe e cera del becco giallo oro, becco ed unghie nere. Il piumaggio del giovane è marrone sul dorso e petto bianco sporco, punteggiato sempre di bruno.
   Alimentazione e strategie di caccia: La dieta dipende principalmente dal habitat, molto varia in ambiente naturale,dai piccoli passeriformi in migrazione a prede della dimensione di un anatide o di un galliforme. Raramente aggiunge alla dieta piccoli mammiferi o insetti. Molto più limitata per i soggetti che abitano le grandi citta la cui dieta è ridotta essenzialmente a Piccione (Columba livia)e Storno.
   Caccia in campo aperto sfruttando la sua velocità, si porta sfruttando le termiche ad alta quota ed individuata la preda si butta su di essa con una velocità prossima ai 300km orari, tramortendola con la forza dell’impatto, A volte questo è anche sufficiente ad ucciderla, altrimenti la finisce a terra con un deciso colpo di becco. Come tutti i rapaci dedica grande attenzione alla spennatura della preda cibandosi principalmente del petto delle prede. Con grande sorpresa ho notato che come altri rapaci anche il Pellegrino , durante la giornata nasconde il cibo tornando a cibarsene in un secondo momento.
   Il mese di Marzo è il periodo centrale per la riproduzione di questa specie, la coppia stabile negli anni, dopo un lungo periodo di corteggiamento, fatto di voli spettacolari, scambi di preda ed altri rituali, si insidia definitivamente in prossimità dell’area di nidificazione. Il nido, una semplice cavità protetta in parete, spesso è lo stesso per anni successivi, le uova in media 3 o 4 sono deposte e covate per 4 settimane direttamente sul terreno, senza alcuna protezione e supporto vegetale o di piume.  Il successo riproduttivo dipende dalla disponibilità alimentare e dalle condizioni metereologiche, se queste sono favorevoli, la coppia spesso riesce ad allevare tutti i pulcini schiusi, altrimenti i più forti prevarranno sui deboli accaparrandosi sempre la quantità maggiore di cibo.  I giovani involati dal nido dopo circa 40 giorni, continuano ad essere seguiti dagli adulti, avvicinati alla caccia e spesso ancora nutriti.
Si allontaneranno definitivamente durante la successiva stagione invernale.
   La situazione della popolazione di questi falchi può considerarsi rassicurante, dopo il tracollo avvenuto negli anni del dopo guerra a causa della mortalità dovuta all’ uso di DDT in agricoltura,la specie si è lentamente riappropriata dei suoi spazi e seppur non in modo ancora uniforme ha occupato tutto il territorio italiano giungendo in questi ulti mi anni a ricolonizzare anche le vallate alpine. Ancora molti pericoli lo minacciano , cavi sospesi, predazione di uova, caccia indiscriminata, disturbo antropico, fotografi, arrampicatori, amanti del volo a vela, ma nonostante tutto questo la situazione sembra nel complesso rassicurante e di buon auspicio.

NOMI  DIALETTALI
REGIONE NOME DIALETTALE
Calabria Farcuni, Farcunui riali
Veneto Falcon, Falcheton
Emilia-Romagna felch, felch reèl, falcòun, falcòun dai sbafi
Lombardia Falcù, falch, falchitù de campagna, falchèt ròss
Piemonte Pellegrino farcun, falcun, farcat dij culumb faucon pèlerin

 


Distribuzione del Falco Pellegrino sul nostro territorio.
Dati del 2003 ripresi da Magrini M., Perna P., 2007.

 

Un sito tutto da leggere e soprattutto da vedere.
 

Due tra  i numerosi francobolli che ritraggono questo bellissimo falco
 

 

 

  Non vorrei in queste poche righe analizzare biologia e comportamento della specie Falco Pellegrino (Falco peregrinus), lascio la cosa a testi ed autori più qualificati.
  Preferisco soffermarmi sulla sua realtà locale e sulla situazione di scatto.
Il Falco Pellegrino è un predatore legato si alle aree rocciose, ma soprattutto collinari o media montagna, sulle Alpi vere e proprie è molto più raro!
  Del tutto assente, se non in migrazione, fino a pochi anni fa, sta lentamente ricolonizzando le aree più vocate.
  Le coppie stabili della mia Provincia sono ancora davvero poche ed i loro territori vastissimi ed impervi. Questo è dovuto principalmente alla disponibilità di prede, di gran lunga inferiore a quella delle grandi città o dei grandi corridoi di migrazione delle Prealpi.
  Anche il successo riproduttivo ne viene limitato, quando in realtà più favorevoli l’involo di tre o quattro giovani è cosa normale, sulle Alpi, anche a causa delle condizioni metereologiche spesso sfavorevoli, già 2 nuovi nati, rappresentano un grande successo. Tali difficoltà devono rendere l’osservatore o il fotografo davvero attento, è fondamentale disturbare il meno possibile questi animali, spesso già alle prese con altri pericoli e disturbi, cavi sospesi, climber e amanti del volo a vela, solo per ricordare i principali.
Pellegrino!
  Quando penso ad un Pellegrino, non posso che pensare alla sua velocità, è veloce in tutto non solo nelle picchiate sulla preda, ma anche nel suo arrivo al posatoio !
  Non hai modo di preparati, si svolge tutto in un attimo,hai poco tempo per pensare, tutto deve essere a posto, quante volte sono rimasto lassù sulle rocce a disperarmi per un attimo d’esitazione. Non nascondo che per ottenere quest’immagine ho impiegato due anni, tre se risalgo al primo giorno in cui il magnifico maschio mi sorvolò, mentre ero in cerca di Cotorni.
  Ricordo quel giorno come fosse ieri!  Da li è nato tutto,la verifica della presenza di una coppia, la scoperta per nulla facile del nido , la nascita queste estate dei primi 2 piccoli ed affamati batuffoli bianchi !
   Oltre all’osservazione non potevo che augurarmi di ottenere anche qualche scatto. In volo con la reflex è decisamente più facile che sorprenderlo sul posatoio ed i posatoi sono sempre dannatamente pericolosi e mal posti. La roccia su cui è posato da sul vuoto, 200 metri di parete verticale, la mia posizione era leggermente più sicura e con un Mugo come sicurezza,ma l’atrezzatura poteva scivolare al minimo errore.
   L’esposizione era perfetta, prendeva gli ultimi raggi della sera, quando in montagna l’aria è più tersa e minimo l’effetto calore che immancabilmente sale dalla parete. La distanza giusta, prossima ai 40 metri, distanze minori non danno possibilità contro la sospettosità del soggetto.
  La mia macchina principale allora era la Nikon CP 4500, è uno delle ultime immagini che mi ha donato, qualche uscita a Galli ancora, poi arrivò la Leica!   Quella però è un'altra storia …
   Tornando alla 4500, fondamentale fu la possibilità quel giorno di orientare il visore, quanto mi manca oggi!
  Quel giorno, una prima apparizione accompagnata da forti richiami durò pochissimo, pochi secondi che mi lasciarono emozionato dalla sua presenza e senza foto, fortuna volle che il volo durò poco, forse il tempo di un breve scambio di opinioni con i numerosi Gheppi e di nuovo tornò sul posatoio.  Finalmente era dove l’aspettavo e disponibile a farsi immortalare.  Sfondo pulito, la buona nitidezza del soggetto, l’esser riuscito a mettermi allo stesso livello del falco, la sua posizione frontale che però non fissa l’obiettivo,quel vivido bagliore nell’occhio credo siano i pregi di quest’immagine!
  Ci sono anche molti difetti, spero di porvi rimedio.
  Mi auguro che la maestosità del soggetto colto nell’essenza del suo ambiente naturale vi sia piaciuta, sono ovviamente felice per la soddisfazione ricevuta dal premio e spero presto di tornare sulla parete ad emozionarmi con i “miei” Pellegrini!

  Ancora grazie ad Andreas e a tutti gli amici del forum.

Andrea (Alpino)



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Scientifico Falco pellegrino (Falco peregrinus) Tunstall, 1771
   
Inglese  Peregrine Falcon
Tedesco  Wanderfalke
Spagnolo  Halcón Peregrino
Francese

 Faucon pèlerin

Giapponese  バアバリアハヤブサ
Portoghese  Falcão-peregrino
Svedese  Pilgrimsfalk
Fotografo  Andrea Roverselli
Cannocchiale Swarovski ATS 80 Hd
Oculare  20x60
Adapter  Swarovski DCA
Macchina  Nikon CP4500
Tempi  1/1000
Diaframma  f. 3.8
ISO  100
Distanza  45 m
Esposizione  Priorità di tempi
Cavalletto Swarovski
Testa Manfrotto 701 HDV
Mimetismo Rete mimetica e Vegetazione naturale
Software Adobe
Plug-in   ---
Luogo Valtellina (SO)
Data   --
Meteo   ---
 

   Il canto è in effetti molto ripetitivo come nel grafico 
Fonte : Xeno-canto Foundation

   Nell'area contrassegnata si può notare la sua vasta area di diffusione.

  Il cranio.
Fonte: www.skullsite.com

L'uovo del pellegrino

Moneta Polacca

Le piume del Pellegrino