Svasso Maggiore  (Podiceps cristatus ) (Linnaeus, 1758) .

 

Foto  di Denis Bertanzetti ©

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Foto del mese 01-2012 Svasso Maggiore ((Podiceps cristatus) Foto Denis Bertanzetti ©

 Svasso Maggiore

Testo di Andreas Bossi e Paula Holguin   -


  Svasso Maggiore (Podiceps Cristatus) appartene, insieme ad una ventina di altre specie, alla famiglia dei Podicipedidi; uccelli acquatici per eccellenza di origini molto primitive, cioè assai simili ai loro antenati fossili, mantenendo inalterata o quasi la sua fisionomia per molti milioni di anni.
    Sviluppatisi nell’emisfero settentrionale, essi abitano attualmente tutte le parti del globo ad eccezione dell’Antartide.
   I due sessi sono esteriormente simili, il maschio è leggermente più grande ma è un particolare che si apprezza solo per confronto diretto. Il carattere più vistoso di questo uccello consiste nei quattro ciuffi di piume erettili, due sul vertice del capo e due ai suoi lati, la cui funzione è esclusiva  nel corteggiamento tant’è così che spuntano in primavera per cadere al termine dell’autunno. Le penne timoniere sono piccole e deboli, per cui questi uccelli sembrano privi di coda.
   Uccello eminentemente acquatico, e come tale il suo corpo e coperto da un fitto strato di piume che gli fanno da impermeabile e da isolante termico. Per aumentare l’impermeabilità delle piume deve continuamente curare e lisciare il mantello, in modo da spalmarlo in maniera uniforme di una sostanza grassa, appositamente secreta. Per questo motivo, in passato, le sue piume vennero impiegate nella fabbricazione di colli e di accessori, in luogo di pellicce, o per foderare cappotti. Per questo motivo e non certo per la sua carne che pare non sia buona, gli Svassi venivano massacrati a centinaia di migliaia col rischio, negli anni settanta, d’estinzione.
   Podiceps cristatusLo Svasso Maggiore passa tutta la sua vita in acqua, spostandosi sulla terra ferma soltanto in casi di assoluta necessità, ad esempio per nidificare, per covare, per portarsi dall’una all’altra polla d’acqua quando l’inverno è particolarmente rigido o l’estate eccessivamente secca abbassando il livello dell’acqua creando lingue di terra che dividono le pozze. Si capisce il perché non amino la terra ferma guardando l’aria impacciata ed infelice che hanno  quando ne sono fuori. Questo e dovuto alle sue zampe corte e molto spostate all’indietro, che lo costringono a muoversi sulla terra con molta insicurezza, ma anche alle dita dei suoi piedi le quali si presentano circondate ognuna da un caratteristico “lobo natatorio”, che si allarga nella spinta, mentre si ripiega, offrendo una minima resistenza, quando vanno in avanti. Questi lobi risultano efficientissimi in acqua ma rendono la vita difficile e problematica a terra.
   La spiccata abilità dello Svasso al nuoto e all’immersione non si è però perfezionata a discapito della capacità di volo e, durante la migrazione, gli svassi possono coprire ampie distanze. Non ostante questo, anche in aria, da l’idea di essere impacciato. La fase più penosa è il decollo dove per qualche decina di metri prima di staccarsi dall’acqua sbatacchia ali, zampe e tutto quello che può ed, una volta in aria, sembra che, a tenerlo su, sia più che altro una tenace volontà di non precipitare. Ma è nell’acqua dove lo Svasso evoca un’immagine di grande e disinvolta eleganza. Il suo corpo affusolato scivola senza sforzo e si tuffa in avanti come un delfino, senza sollevare uno spruzzo. E a suo agio anche sott’acqua trattenendosi in apnea per una ventina di secondi arrivando al occorrenza addirittura a superare il minuto. E capace di espellere l’aria dal corpo per aumentare il proprio peso specifico, in questo modo, all’avvicinarsi di un pericolo, s’immerge lentamente e come il periscopio di un sommergibile avanza lasciando fuori soltanto la testa e parte del collo. Talvolta, al contrario, immerge soltanto la testa sotto acqua per scrutare le sue prede.
   Si ciba in prevalenza di pesci, ma non sdegna girini, crostacei o insetti acquatici.
   Anche se lo S. M. è un pescatore formidabile è conosciuto dagli etologi soprattutto per il suo elaborato rituale di corteggiamento. La sua vita amorosa e familiare ne fa un oggetto di osservazioni affascinanti.
   Gli Svassi sono uccelli migratori che passano l’inverno in luoghi dove l’acqua non gela e possono trovare cibo. Le lagune costiere salmastre si addicono in genere a tale scopo. Alla fine del inverno si recano in volo nelle aree di nidificazione quasi sempre  lagune d’acqua dolce, ricche di pesci e di un fitto canneto in qui fare il nido. Nelle due settimane che seguono al arrivo con grande agitazione, inseguimenti accaniti svolazzi e schiamazzi si decide la formazione delle coppie e allora inizia lo spettacolo unico del corteggiamento. I due si dispongono petto contro petto, agitando i lunghi ciuffi di penne che ornano la sommità del capo, offrendosi reciprocamente del materiale per la costruzione del nido, danno poi l’impressione di ripulirsi a vicenda, e quando raggiungono il culmine dell’eccitazione si solevano mettendosi nella posa che gli etologi chiamano “del pinguino“.
 L’unione avviene poi nel nido lontano da occhi indiscreti.
   Gli Svassi covano e allevano la prole in coppia, ognuno e necessario. La covata e composta come minimo di tre uova, che il genitore di turno all’incubazione provvede a coprire ogni volta che si allontana dal nido. Covano a turno per 28-29 giorni, Al termine della covata escono dall’uovo dei pulcini coperti da un piumino bianco striato di nero
   La cova inizia ancor prima della deposizione così la schiusa sarà asincrona; fra il primo e l’ultimo uovo può trascorrere una settimana circa, Instaurando in questo modo una vera e propria gerarchia dentro la nidiata, favorendo il primo nato che, non dovendo dividere le attenzioni dei genitori con nessuno, riceverà più cibo crescendo così, generalmente, più grande e robusto. L’allevamento della prole avviene con il medesimo impegno da entrambi i genitori e a un mese e mezzo di età la nidiata si divide in due gruppi ognuno dei quali viene preso in consegna da un genitore. Fin dalla nascita i piccoli seguono i genitori a pesca, i primi giorni sul dorso e poi a nuoto.




Testo di Denis Bertanzetti  -

   Lo Svasso Maggiore  è un uccello acquatico molto diffuso nei nostri bacini italiani.
   Esso  ha una particolare colorazione che lo rende unico. Il ventre è il collo sono bianchi, invece la testa è incorniciata da una specie di ciuffo di colore nero e rosso mattone e la faccia anch’essa bianca. Lo svasso maggiore è piuttosto solitario durante l’anno, ma nel periodo  degli amori che va da marzo ad aprile, il maschio e la femmina si riuniscono per l’accoppiamento e per la costruzione del nido che ospiterà i piccoli.
   Svazzo MaggioreQuesto accoppiamento per i più può passare inosservato, ma non a chi come me conosce bene è frequenta spesso un bacino, visto la mia  fortuna di abitare su un lago bellissimo come quello di Idro. Infatti, con mia sorpresa, la prima volta su consiglio di un mio grande amico, ho potuto assistere ad un corteggiamento che mai avevo visto.
   I due svassi “danzavano”, ammiccavano, si guardavano teneramente scambiandosi in segno di affetto il materiale di costruzione per il nido.
   Da qui l’idea per intitolare le mie foto “Svassi Innamorati” in onore di questo dolce e amorevole amore che i due svassi si scambiano in questo periodo particolare come è la primavera, momento del risveglio amoroso.
   Le uova vengono covate per 25-30 giorni una volta schiuse i pulcini sono gia attrezzati per nuotare liberamente anche se non è difficile vederli sulla schiena della mamma quando vogliono sentirsi totalmente protetti. Gli svassi si nutrono principalmente di piccoli pesci, infatti la loro caratteristica principale è quella di immergersi anche per lunghi tratti alla ricerca dei pesciolini, ma non disdegnano affatto anche piccoli insetti, girini e semi.
   Che dire un uccello affascinante che pochi conoscono da vicino. Nella zona del lago di Idro lo svasso e ben presente anche se si concentra maggiormente in determinati punti. La sua presenza e molto semplice da osservare visto il fatto che si immerge e riemerge molto spesso non tralasciando dubbi sulla sua presenza .
   Un ultima curiosità che pochi sanno; le penne dello svasso venivano spesso usate per decorare cappelli data la loro particolare eleganza.
   Chiudo questa breve descrizione dello svasso, per aggiungere che vale veramente la pena ricordarsi nel periodo amoroso, di prendersi qualche ora è osservare le danze di questi uccelli meravigliosi che danno vita ad uno spettacolo singolare e sicuramente dagli ottimi spunti fotografici. Infatti voglio ricordare che nelle ultime edizioni del concorso” Digiscoping of the year “, lo svasso, è quasi sempre presente nelle prime posizioni … segno di un apprezzamento notevole.    

    LA MIA ESPERIENZA :
   Devo dire che ho cominciato la mia esperienza con il digiscoping da non molto, circa 2 anni. Quasi per caso imbattendomi  in un sito internet ho scoperto questa disciplina e  le sue enormi  potenzialità. Già forte della mia passione della montagna e della fauna, quasi subito ho acquistato tutto, e pian piano dopo aver fatto molte prove con vari sistemi sto ottenendo i risultati che speravo, anche se non sono mai sazio di imparare anche e soprattutto dagli altri fotografi.
   A volte le difficoltà sono davvero tante, ma se si superano senza mai mollare con grinta, poi i risultati arrivano. Il mio percorso è ancora lungo, ma spero di migliorare sempre di più….  

    LO SCATTO :
   Questo scatto degli svassi è stata una ricerca approfondita ,in primo luogo per individuare la zona dove c’era una concentrazione maggiore di svassi. Ho la fortuna di abitare su un lago splendido: il lago di Idro, che mi ha dato la possibilità di seguire spesso questi momenti e senza fare molta strada. Una volta individuato il posto ho allestito un capanno mobile e aspettato il momento giusto. C’è voluto un po’ di tempo, e varie uscite ma alla fine, grazie anche al tempo bello ed alla spettacolare luce che entra la mattina in questa zona, sono riuscito ad immortalare questa scena d’amore tra gli Svassi con una cornice di colore a mio parere bellissima. ..


 



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine

Podicipediformes

Famiglia

Podicipedidi

Scientifico

Podiceps cristatus

Generere Podiceps
Inglese

Great Crested Grebe

Tedesco

Haubentaucher

Spagnolo

Somormujo Lavanco

Francese

Grèbe huppé

Giapponese

 カンムリカイツブリ

Portoghese

Mergulhão-de-crista

Russo

Большая поганка

Svedese

Skäggdopping

Fotografo Denis Bertanzetti
Cannocchiale Swarovski 80 HD
Oculare TLS 800
Adapter  Meco/Bossi
Macchina  Nikon D90
Tempi 1/200
Diaframma  f. 6.3
ISO  320
Distanza  40m
Esposizione  Manuale
Cavalletto -Swarovski AT 101
Testa Benro GH1
Mimetismo Capanno 
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Luogo  Lago di Idro
Data

26.03.2012 08:50

Meteo sereno