Foto e testi di Paolo Bertini ©
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La
Nitticora (Nycticorax nycticorax)
Tra tutti gli ardeidi è forse il più
tozzo e tra i più piccoli ma, con i
suoi occhi rossi e il suo fenomenale
mutare di piumaggio, è sicuramente
uno tra i più interessanti. I
giovani hanno una livrea (come si
vede in foto) molto simile a quella
del tarabuso e quindi molto mimetica.
L'adulto ha invece una livrea del
tutto diversa come si può notare
nella foto piccola. Di solito è
inattiva di giorno e parte alla
ricerca del cibo al tramonto e
durante la notte. Tanto è comune
questa caratteristica che nel nome
comune inglese, tedesco e svedese
compare la parola "notte". Lo stesso
nome italiano nitticora deriva da
nicti-corax=corvo della notte.
Nidifica in colonie miste con altri
Aironi su alberi e cespugli, a volte
nei canneti.
Le uova sono di un
colore blu verdastro. Il periodo
riproduttivo va da Maggio a Luglio.
In genere sono 2-3 uova e i giovani
lasciano il nido dopo 40-50 giorni.
Ad eccezioni delle popolazioni più
meridionali, le rimanenti
popolazioni europee sono migratrici
e trascorrono l’inverno nel
continente africano. Arriva nel
nostro paese da marzo a maggio e
migra di nuovo verso l’Africa tra
gli inizi di settembre e i primi
giorni di novembre.
Per le sue
abitudini non è facile fotografarla
tranne quando nutre la nidiata.
Allora è più facile vederla di
giorno.
Una
volta al mese mi reco all'oasi
LIPU di Torrile (PR) per
frequentare, nel pomeriggio, il
corso di ornitologia tenuto da
Maurizio Ravasini. Ogni volta
parto in mattinata per poter
godere di un paio d'ore
d'osservazione. L'oasi presenta
una gran varietà di avifauna,
gli ardeidi abbondano ed in
questo periodo sono arrivate
molte nitticore che trovano
nell'oasi l'ambiente perfetto
per nidificare. Da uno dei
capanni, ad una distanza di una
quarantina di metri circa, ne
stavo giusto osservando un
piccolo gruppo: cinque individui
appollaiati su alcuni rami che
sporgono da un'isolotto.
Decido di scattare alcune
immagini in digiscoping per
documentare l'osservazione e
poi, vista l'ora, comincio a
raccogliere le mie cose per
avviarmi verso il Centro Visite
e consumare il pranzo. Ho appena
iniziato a smontare
l'attrezzatura, quando noto che
una delle nitticore si alza in
volo, si avvicina di una decina
di metri e atterra nel mezzo di
una distesa di foglie di loto
antistante il capanno.
Un'immagine poco consueta per una nitticora, che vale la pena di essere immortalata e mi induce a rimandare la partenza di qualche minuto: la luce del sole all'ora di pranzo è esplosiva e difficilmente controllabile, ma una nuvola di passaggio mi è complice e mi consente di catturare la brillantezza dei colori senza "sfondare". Nonostante la presenza di altri fotografi muniti di reflex e teleobiettivi davanti a me, usando la tecnica del digiscoping godo di una lunga focale e posso permettermi di indietreggiare di alcuni metri e posizionare comodamente il cavalletto per trovare uno spiraglio di campo attraverso la feritoia del capanno. Il soggetto è quasi immobile così scelgo di utilizzare l'autoscatto per cercare di ottenere un immagine molto nitida.


