Piviere Tortolino (Charadrius morinellus) (Linnaeus 1758)    .

Foto e testo di Andrea Roverselli©

I° premio Ottavo concorso fotografico "Fotografare il Parco" Anno 2012

Foto del mese 04-2013 Piviere Tortolino (Charadrius morinellus) (Linnaeus 1758) ) foto di Andrea Roverselli ©

 

Il Piviere tortolino euroasiatico è un uccello di medio piccole dimensione appartenente alla grande famiglia dei Limicoli.

A differenza di molti di questi non è strettamente legato all’ambiente aquatico, anzi abita le tundre nordiche e i rilievi più alti, superfici coperte esclusivamente da bassa vegetazione e pietraie.
L’areale di nidificazione europea è ristretto essenzialmente alla Scozia alla penisola scandinava e alle regioni baltiche, a livello asiatico si estende lungo tutta la costa siberiana fino allo stretto di Bering. Oltre a queste aree, anche alcuni massicci continentali interni come Pirenei, Carpazi e Urali lo ospitano come nidificante o quanto meno lo hanno ospitato

L'ambiente
5 Settembre 2010 ore 12.51 ! Nikon D100 + 75-300 mm a 90mm. 3 Pivieri ed il loro splendido sfondo alpino.

in un recente passato. Anche le Alpi e gli Appennini, in Svizzera ed Austria è tuttora nidificante regolare anche a pochi chilometri dai nostri confini, in Italia era fino a qualche anno fa nidificante sulla Majella e sui monti Abruzzesi, ad anni alterni negli anni ’70 ed ’80, poi ancora nel 1994.
Sulle Alpi, nidificazioni più recenti fino alle soglie degli anni 2000 anche sulle mie stesse montagne.
Sicuramente l’areale alpino è cosi vasto e difficilmente raggiungibile che con ottima probabilità il piccolo Piviere continua a nidificare sulle nostre montagne, anche se a nostra insaputa.

Vi accennavo all’habitat, il Tortolino, vive quasi esclusivamente in zone pianeggianti, coperte da bassa vegetazione, con qualche pietraia e sassi affioranti.
Nidifica e alleva la prole da Maggio ai primi di Agosto, nutrendosi esclusivamente di piccoli insetti e larve. La femmina depone direttamente sul terreno, in una buchetta foderata essenzialmente da vegetali e qualche piuma, 3 o 4 uova che poi verranno incubate dal maschio!
Infatti un'altra curiosità della specie è proprio questa inversione dei ruoli riguardo alle cure parentali.

A metà Agosto adulti e giovani sono già pronti per intraprendere il lungo volo che li porterà a svernare sulle alture africane dell’Atlante.
Questo volo non è diretto, ma i pivieri compiono molte tappe anche della durata di qualche giorno, prima nelle vaste pianure della Francia e della Germania, frequentando principalmente campi agricoli e stoppie, poi come accennato gli altipiani alpini ed appeninici.
Su quelli alpini, spesso si ritrovano a convivere, come durante la riproduzione, con le Pernici bianche!

I luoghi di sosta, sono spesso gli stessi e frequentati regolarmente tutti gli anni, pur nella vastità apparentemente a disposizione, nella realtà sono molto circoscritti e necessitano di assoluta protezione.

Molti sono i pericoli, ma principalmente la costruzione di nuove stazioni sciistiche e strade d’alta quota.

Mi fermo qui, lasciando alla Vostra curiosità l’eventuale ricerca di informazioni più particolareggiate su questo grazioso e raro animale.


 

LA FOTO

 

Il Piviere tortolino è decisamente un soggetto molto ricercato dai fotografi, fondamentalmente per la sua rinnomata confidenza o tolleranza verso la presenza umana!
Questa è vera solo in parte e chi ha avuto la voglia e la fortuna di cercarli e trovarli più di una volta credo si sia reso conto che non sempre le cose sono cosi’ facili!

un altro Piviere Tortolino
3 Settembre 2012 Leica D-Lux 4, Swarovski 80 Hd + oculare zoom 20-60 a 22x. Un laghetto alpino si riflette negli occhi di quest’adulto col piumaggio di transizione.

Personalmente la ritengo una specie più adatta alla fotografia tradizionale che al Digiscoping, è vero spesso , non sempre, si fanno avvicinare molto, anche troppo a volte , ma soprattutto sono molto mobili, riuscire a seguirli, inquadrarli a dovere, mettere a fuoco, spesso è molto faticoso, quasi estenuante!

Vero è che nel loro continuo girovagare sulle solitudini alpestri, si concedono alcune pause di riposo e pulizia!

E proprio in uno di questi momenti sono riuscito a realizzare l’immagine che Andreas mi onora di ospitare questo mese in Homepage!

Come ho ricordato nella prima parte dedicata alla biologia della specie, il Tortolino ha dei luoghi preferiti, dove sosta durante il lungo viaggio migratorio. Conoscere uno di questi posti, meglio conoscerne un paio almeno, può permetterci ogni anno di incontrarli più volte, tempo e clima permettendo!

Per me il 2012 non è stato molto fortunato, la neve è scesa più volte nel periodo giusto, molte volte non li trovai e le poche volte fortunate erano pochi e poco confidenti!
Quel giorno, ricordo, salii il sentiero poco convinto, il tempo volgeva al brutto e un forte vento piuttosto fresco agitava il mare d’erba!
Come detto fino a quel giorno non ero stato fortunato, un paio di uscite a vuoto, poi qualche giorno di neve, la neve non si era sciolta del tutto, qua e là, attraversavo ancora qualche discreto accumulo!
Speravo però che i dossi sommitali, spazzati dal vento o irraggiati dal sole, fossero di nuovo liberi almeno in parte, a Settembre non c’è più molto tempo.
Il mio desiderio era trovarli ed aspettare con loro la luce della sera, come ho fatto già molte volte negli anni, ci misi più del solito e ne trovai solo tre per giunta piuttosto nervosetti, la giornata si fece addirittura piovosa, addio calde luci della sera!

Siccome però erano  a pochi metri, provai  comunque a realizzare qualcosa, anche solo un ricordo.
L
a poca luce non consentiva alla seppur luminosa Leica immagini in movimento.
L
e prime foto durante l’inseguimento iniziale erano in buona parte mosse, devo dire che l’idea di quella foto mi è nata subito o quasi, poi senza dubbio in buona parte devo ringraziare la sorte! Il tempo di scatto 1/200 sec e la stabilità del sistema hanno fermato l’occhio e l’ambiente regalandomi un bel effetto sul piumaggio scombussolato.

Pur non essendo perfetta, racchiude habitat , colori ed emozioni dell’incontro con questo visitatore del grande nord!   Sempre nella speranza di poterli rincontrare anche quest’anno e magari fotografarli sempre meglio.

Grazie a tutti  

 



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Charadriiformes
Famiglia

Charadriidae

Scientifico Charadrius morinellus  (Linnaeus 1758)
   
Inglese  Eurasian Dotterel
Tedesco Mornellregenpfeifer
Spagnolo Chorlito Carambolo
Francese

Pluvier guignard

Giapponese  コバシチドリ
Portoghese Borrelho-ruivo
Russo  Хрустан
Svedese Fjällpipare
Fotografo Andrea Roverselli
Cannocchiale Swarovski 80 Hd
Oculare 20-60x a 25X
Adapter  Autocostruito
Macchina  Leica D-Lux 4
Tempi 1/200
Diaframma  f. 4
ISO  100
Distanza  --
Esposizione  Manuale
Cavalletto  Swarovski
Testa  Manfrotto 701 HDV
Mimetismo no
Software Adobe Photoshop Elements 10
Plug-in   Livelli -
MC
Luogo  Alta Valtellina
Data 03.09.2012 08:54
Meteo Sereno