Foto e testi di Moreno Pellegrin ©
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Questo
uccello che personalmente mi piace
chiamare “black”, non è uno dei
soggetti più facili da immortalare
in chiave fotografica. Animale molto
schivo e solitario, il forcello ha
la tendenza ad innalzarsi in volo al
primo accenno di pericolo reale o
apparente che esso sia.
Come
per quasi tutti i volatili, il
maschio presenta dei colori più
sgargianti e vistosi rispetto alla
femmina. Il suo colore è di un
nero-blu brillante con delle
sfumature bianche sulle ali e due
sgargianti caruncole rosse poste
sopra gli occhi. La femmina invece è
di colore marrone con delle
sfumature grigiastre.
La
dieta del Forcello è compresa
principalmente da bacche (mirtillo,
ginepro ecc..) ed insetti. Tutti gli
amanti di questo magnifico animale
non aspettano altro che i mesi di
maggio-giugno per poterlo ammirare,
infatti nel periodo compreso fra il
10 maggio e 10 giugno questo
tetraonide lascia da parte la sua “timidezza”
per scatenarsi in pirotecniche
parate amorose fatte di salti, brevi
camminate circolari, rugolii e
fischi. Tutto questo serve per
richiamare le femmine nell’arena di
canto dove si terranno gli amori.
Spesso queste arene sono sono
frequentate da diversi maschi che
sfidandosi tra loro (a volte anche
molto selvaggiamente con colpi di
becco e graffi), cercano di
guadagnarsi il centro dell’arena
stessa per imporre la loro
supremazia e quindi poter fecondare
le femmine presenti che deporranno
fino a 15 uova circa un mese più
tardi.
Tutto questo spettacolo ha
inizio al mattino molto presto,
infatti chi lo volesse ammirare,
innanzi tutto dovrà buttar via un po’
di tempo nella ricerca di un arena (cosa
per niente facile da trovare) a meno
che non si abbia qualche amico che…...
una volta trovato il posto, fare
alcuni sopraluoghi mattutini per
vedere dove i galli preferiscono
fare la loro parata. Il giorno che
si deciderà per l’appostamento fisso,
la sveglia dovrà suonare attorno
alle 2 e 30 del mattino in modo tale
da essere in postazione almeno un
ora primache inizi ad albeggiare.
Dopo dieci giorni di levattacce inutili pensai quasi di rinunciare nel mio intento, ma per fortuna sono un testone che non ama rinunciare e decisi di insistere ancora. Ricordo bene il 20 maggio, era una mattina nuvolosa ma non pioveva, io partito di buon ora da casa ero in postazione speranzoso come sempre… Non si vedeva ancora quando da lontano sentii l’inconfondibile cccfffffiuuuuuu del black. Stavano raggiungendo l’arena. Il freddo non era cosi tagliente come i giorni precedendi ma era molto umido, tempo ideale per i galli. Ad un certo punto mi vidi passare davanti alla faccia un ombra nera che sembrava un proiettile vagante e, di li a poco, un fischio vicino ... molto vicino….
Rimasi quasi pietrificato per la paura di spaventarlo, non lo vedevo perché una roccia ci separava ma era li, a non più di 15 metri da me... Per fortuna in questo periodo i maschi di forcello sono un po’ rimbambiti e lui non si accorse della mia presenza, fosse stata la femmina la storia non avrebbe avuto buon esito sicuramente…. Il gallo iniziò la sua meravigliosa parata spostandosi a piccoli passi veloci qua e la con alcuni piccoli balzi seguiti da un fischio minaccioso che rompevano il ritmo del suo rugolio.
La distanza fra noi adesso era meno invadente infatti con un breve volo si era posato su una piccola roccetta ad una cinquantina di metri da me, ricordo bene il luccichio di quelle due caruncole rosse che nonostante fossi orbo come una talpa, me lo facevano contraddistinguere anche senza occhiali. Ormai l'ora per alcuni scatti si era fatta buona e mi misi all’opera soddisfatto come non mai del risultato che con piacere posso condividere con voi.
Quest’anno è
andata bene,anzi molto bene e mi
sono tolto alcune soddisfazioni vere
che mi hanno fatto apprezzare e
conoscere ancora di più questo
splendido animale.
Il mio
unico piccolo rammarico è non aver
trovato più maschi che combattevano
tra loro.
Pazienza,anche questo
è il bello di poter vivere il
dialogo con la natura, fatto di
nuove cose da scoprire in un mondo
che forse non finirà mai di stupirci.
Innanzi
tutto vorrei iniziare col salutare
tutti gli appassionati di fotografia
in digiscoping e non che faranno
visita a questo sito. Mi chiamo
Pellegrin Moreno, sono nato a
Bolzano ma vivo da sempre in uno dei
posti più belli del mondo la VAL DI
FASSA. Fin da quando ero piccolo
sono un grandissimo appassionato di
natura e soprattutto di animali
alpini di cui conosco praticamente
ogni cosa, vita, morte e miracoli.
Dall’età di 13 anni ho sempre
lavorato nell’attività di famiglia
ad Alba di Canazei oggi diventata di
mia proprietà. A 21 anni scopro il
digiscoping che ora pratico full
time,ma lasciate che vi racconti …
Sono ormai passati 8 anni da
quando, per la prima volta, scoprii
il digiscoping. Stavo sfogliando
alcune riviste del settore venatorio
e, quasi per caso i miei occhi si
posarono sul libro “DIALOGO CON LA
NATURA”.
Ricordo che rimasi
subito folgorato dalle enormi
potenzialità che questa tecnica
fotografica a molti ancora
sconosciuta …. Mi comprai quasi
subito tutto l’occorrente ed inizia
cosi la mia nuova avventura in
questo campo. All’inizio come tutti
non riuscivo ad ottenere i risultati
sperati e cercati per molto tempo,
questo fino al giorno in cui non ho
conosciuto Riccardo Camusso, oggi
mio grande amico e “socio” a cui
devo praticamente tutto quello che
so fare oggi con la fotografia.
Per me poter dialogare con la
natura, fare le mie uscite
giornaliere ( anche quando dopo
essermi alzato alle quattro del
mattino rientro e vado subito al mio
lavoro in negozio), vedere una nuova
alba nascere o un giorno finire,
aspettare il finire dell’inverno e
rincontrare dopo mesi vecchi amici
con nuovi palchi ancora più
sgargianti, beh, per me questo è
vita, è ciò che amo davvero fare.
In più ho avuto la fortuna di
poter condividere con le persone
questa mia passione attraverso un
libro, “IL
GRANDE LIBRO DEL DIGISCOPING”
che ha riscosso un bel successo,
forse perché, siamo riusciti a
trasmettere a chi lo ha letto, tutta
la purezza e la magia sempre diversa
che la natura riesce a regalarci
ogni giorno dell’anno.








