Fagiano di monte o Gallo forcello, Black grouse (Lyrurus tetrix) (Linnaeus 1758)

 

Foto e testi di Moreno Pellegrin ©

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Fagiano di monte o Gallo forcello, Black grouse (Lyrurus tetrix) (Linnaeus 1758) - Foto e testi di Moreno Pellegrin ©

  

    Questo uccello che personalmente mi piace chiamare “black”, non è uno dei soggetti più facili da immortalare in chiave fotografica. Animale molto schivo e solitario, il forcello ha la tendenza ad innalzarsi in volo al primo accenno di pericolo reale o apparente che esso sia.
   Come per quasi tutti i volatili, il maschio presenta dei colori più sgargianti e vistosi rispetto alla femmina. Il suo colore è di un nero-blu brillante con delle sfumature bianche sulle ali e due sgargianti caruncole rosse poste sopra gli occhi. La femmina invece è di colore marrone con delle sfumature grigiastre.
   La dieta del Forcello è compresa principalmente da bacche (mirtillo, ginepro ecc..) ed insetti. Tutti gli amanti di questo magnifico animale non aspettano altro che i mesi di maggio-giugno per poterlo ammirare, infatti nel periodo compreso fra il 10 maggio e 10 giugno questo tetraonide lascia da parte la sua “timidezza” per scatenarsi in pirotecniche parate amorose fatte di salti, brevi camminate circolari, rugolii e fischi. Tutto questo serve per richiamare le femmine nell’arena di canto dove si terranno gli amori. Spesso queste arene sono sono frequentate da diversi maschi che sfidandosi tra loro (a volte anche molto selvaggiamente con colpi di becco e graffi), cercano di guadagnarsi il centro dell’arena stessa per imporre la loro supremazia e quindi poter fecondare le femmine presenti che deporranno fino a 15 uova circa un mese più tardi.
   Tutto questo spettacolo ha inizio al mattino molto presto, infatti chi lo volesse ammirare, innanzi tutto dovrà buttar via un po’ di tempo nella ricerca di un arena (cosa per niente facile da trovare) a meno che non si abbia qualche amico che…...  una volta trovato il posto, fare alcuni sopraluoghi mattutini per vedere dove i galli preferiscono fare la loro parata. Il giorno che si deciderà per l’appostamento fisso, la sveglia dovrà suonare attorno alle 2 e 30 del mattino in modo tale da essere in postazione almeno un ora primache inizi ad albeggiare.

 

   Ricordo molto bene il giorno in cui ho scattato questa fotografia. Dopo le delusioni dello scorso anno, fatte di appostamenti sbagliati e avvicinamenti improbabili, quest’anno avevo deciso di iniziare molto presto la mia ricerca di una nuova arena più consona alle mie esigenze. Dopo qualche mattina senza successo, quasi per caso andai ad esplorare un posto diverso dal solito non molto impegnativo da raggiungere anzi, un quarto d’ora a piedi ed ero in postazione. Fantastico. Avevo sentito il loro inconfondibile fischio proprio in mezzo da una radura posta su di un colletto e contornata da pini mughi e roccette. Il posto fotograficamente si prestava molto bene, ma dovevo decidere dove appostarmi il mattino seguente. Optai per una piccola barrira naturale fatta di neve e rami era perfetto. Purtroppo le mattine seguenti non furono delle migliori, nebbia, neve e pioggia la facevano da padrone, per non parlare del freddo… e i galli cantavano poco..
   Dopo dieci giorni di levattacce inutili pensai quasi di rinunciare nel mio intento, ma per fortuna sono un testone che non ama rinunciare e decisi di insistere ancora. Ricordo bene il 20 maggio, era una mattina nuvolosa ma non pioveva, io partito di buon ora da casa ero in postazione speranzoso come sempre… Non si vedeva ancora quando da lontano sentii l’inconfondibile cccfffffiuuuuuu del black. Stavano raggiungendo l’arena. Il freddo non era cosi tagliente come i giorni precedendi ma era molto umido, tempo ideale per i galli. Ad un certo punto mi vidi passare davanti alla faccia un ombra nera che sembrava un proiettile vagante e, di li a poco, un fischio vicino  ... molto vicino….
   Rimasi quasi pietrificato per la paura di spaventarlo, non lo vedevo perché una roccia ci separava ma era li, a non più di 15 metri da me... Per fortuna in questo periodo i maschi di forcello sono un po’ rimbambiti e lui non si accorse della mia presenza, fosse stata la femmina la storia non avrebbe avuto buon esito sicuramente…. Il gallo iniziò la sua meravigliosa parata spostandosi a piccoli passi veloci qua e la con alcuni piccoli balzi seguiti da un fischio minaccioso che rompevano il ritmo del suo rugolio.
   La distanza fra noi adesso era meno invadente infatti con un breve volo si era posato su una piccola roccetta ad una cinquantina di metri da me, ricordo bene il luccichio di quelle due caruncole rosse che nonostante fossi orbo come una talpa, me lo facevano contraddistinguere anche senza occhiali. Ormai l'ora per alcuni scatti si era fatta buona e mi misi all’opera soddisfatto come non mai del risultato che con piacere posso condividere con voi.
 

Quest’anno è andata bene,anzi molto bene e mi sono tolto alcune soddisfazioni vere che mi hanno fatto apprezzare e conoscere ancora di più questo splendido animale.
  Il mio unico piccolo rammarico è non aver trovato più maschi che combattevano tra loro.
Pazienza,anche questo è il bello di poter vivere il dialogo con la natura, fatto di nuove cose da scoprire in un mondo che forse non finirà mai di stupirci.


    Innanzi tutto vorrei iniziare col salutare tutti gli appassionati di fotografia in digiscoping e non che faranno visita a questo sito. Mi chiamo Pellegrin Moreno, sono nato a Bolzano ma vivo da sempre in uno dei posti più belli del mondo la VAL DI FASSA. Fin da quando ero piccolo sono un grandissimo appassionato di natura e soprattutto di animali alpini di cui conosco praticamente ogni cosa, vita, morte e miracoli. Dall’età di 13 anni ho sempre lavorato nell’attività di famiglia ad Alba di Canazei oggi diventata di mia proprietà. A 21 anni scopro il digiscoping che ora pratico full time,ma lasciate che vi racconti …
    Sono ormai passati 8 anni da quando, per la prima volta, scoprii il digiscoping. Stavo sfogliando alcune riviste del settore venatorio e, quasi per caso i miei occhi si posarono sul libro “DIALOGO CON LA NATURA”.
    Ricordo che rimasi subito folgorato dalle enormi potenzialità che questa tecnica fotografica a molti ancora sconosciuta …. Mi comprai quasi subito tutto l’occorrente ed inizia cosi la mia nuova avventura in questo campo. All’inizio come tutti non riuscivo ad ottenere i risultati sperati e cercati per molto tempo, questo fino al giorno in cui non ho conosciuto Riccardo Camusso, oggi mio grande amico e “socio” a cui devo praticamente tutto quello che so fare oggi con la fotografia.
    Per me poter dialogare con la natura, fare le mie uscite giornaliere ( anche quando dopo essermi alzato alle quattro del mattino rientro e vado subito al mio lavoro in negozio), vedere una nuova alba nascere o un giorno finire, aspettare il finire dell’inverno e rincontrare dopo mesi vecchi amici con nuovi palchi ancora più sgargianti, beh, per me questo è vita, è ciò che amo davvero fare.
    In più ho avuto la fortuna di poter condividere con le persone questa mia passione attraverso un libro, “IL GRANDE LIBRO DEL DIGISCOPING” che ha riscosso un bel successo, forse perché, siamo riusciti a trasmettere a chi lo ha letto, tutta la purezza e la magia sempre diversa che la natura riesce a regalarci ogni giorno dell’anno.



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Galliformes
Famiglia Phasianidae
Scientifico Lyrurus tetrix Linnaeus, 1758
Protonym Tetrao tetrix, Linnaeus 1758
   
Inglese  Black Grouse
Tedesco  Birkhuhn
Spagnolo  Gallo lira
Francese

 Tétras lyre

Giapponese  クロライチョウ
Portoghese  Galo-lira
Svedese  Orre
Fotografo  Moreno Pellegrin
Cannocchiale Swarovski ATM 80 HD
Oculare  Swarovski 20-60x  zoom
Adapter Swarovski UCA
Macchina  Nikon D90 + 50mm 1,4
Tempi  1/113,5
Diaframma  f. 4.1
ISO  100
Distanza  40 m
Esposizione  Priorità di diaframmi
Cavalletto Swarovski  carbonio
Testa Swarovski  FH101
Mimetismo no
Software Nikon view NX
Plug-in  -
Luogo Alta valle di Susa
Data 20/05/2010
Meteo Nuvoloso
 

   Il canto è in effetti molto riconoscibile. Cliccate sull'immagine per sentire.

   Nell'area cintrassegnata si può notare l'area di diffusione del gallo forcello.

   Un francobollo sovietico che riproduce questo uccello, per loro, molto più comune.
 
   Un marchio scozzese di whisky usa nome e simbolo per esprimere forza e carattere.
 
   Le caratteristiche che distinguono la femmina
 
Copertina del libro realizzato con la collaborazione di Riccardo Camusso.
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