|
La garzetta (Egretta garzetta,
Linneo 1766) |
|
 |
La garzetta
(Egretta garzetta) Dell'ordine dei
cicogniformi, famiglia degli ardeidi è
un uccello molto aggraziato dal colore bianco su
tutto il piumaggio zampe nere e piedi gialli, collo
sottile, becco nero e affusolato. L'iride è gialla.
La garzetta è lunga circa 55-65 cm, il suo peso
varia da 350 a 650 g ed ha un'apertura alare di
85-95 cm. Frequenta ambienti simili alla Nitticora
con la quale, nel periodo riproduttivo, forma spesso
colonie miste. Le garzaie dove possiamo trovare
anche aironi cenerini e rossi.
È presente in quasi tutto il bacino del
Mediterraneo, Africa, Asia meridionale, Australia e
Indonesia.
Spesso è gregaria anche nella caccia dove, con altri
aironi, non sussiste competizione poiché le "riserve
di pesca" vengono divise in base ad alcune
caratteristiche morfologiche, quali la lunghezza
delle zampe, che consentono di camminare in acque di
diversa profondità, del becco, un autentico arpione
per catturare i pesci, del collo,complementare al
becco, e la forma delle dita, per facilitare gli
spostamenti su terreni fangosi o tra la vegetazione
acquatica. Così ciascuna specie sfrutta
esclusivamente una nicchia che i suoi parenti
troverebbero difficile, se non impossibile,
sfruttare.
La garzetta si nutre di piccoli vertebrati come
pesciolini, anfibi e rettili e invertebrati quali
crostacei, molluschi e insetti Alle volte può essere
vista cacciare in un curioso modo quando, per
eliminare i riflessi sulla superficie dell’acqua, fa
ombra con le ali, tenute aperte ad arco.
In Italia nidificano circa 9.000 coppie di garzetta
(circa il 22% della popolazione europea) a cui
durante le migrazioni si sommano alcune migliaia di
individui di passo o svernanti. E' in buona ripresa
dopo un periodo di crisi dovuto soprattutto
all'uomo. Prima veniva cacciata per le piume
caratteristiche nel suo periodo riproduttivo, dietro
il capo, due lunghe penne filiformi, le aigrettes, e
anche per quelle del dorso molto belle e vaporose
che venivano usate come ornamento per i cappelli da
signora. Oggi il suo pericolo è la continua
distruzione degli ambienti adatti alla riproduzione.
Il corteggiamento (da fine marzo a fine aprile) e la
costruzione del nido, costruito con rami secchi e
canne su alti pioppi, salici, o alberi ad alto fusto
ma anche grossi cespugli, impegna entrambi i
genitori. L'incubazione, in media 4 massimo 6 uova
di colore verde-bluastro, dura da fine aprile a fine
maggio e i pulcini rimangono nel nido da metà maggio
a fine giugno (in media 40 gg.). In un anno viene
deposta un'unica covata.
Le popolazioni italiane di garzetta sono in parte
migratrici e in parte sedentarie.
È possibile confonderla con altri aironi soprattutto
con:
Airone guardabuoi, più piccolo, con il becco
giallo, piumaggio che tende al rossastro e molto
meno legato all'acqua;
Airone bianco maggiore, più grosso, con becco
giallo in stagione invernale.
CURIOSITA': La
garzetta ha una delle più sofisticate tecniche di
difesa tra gli uccelli: quando un intruso irrompe
nel loro territorio, in particolare di notte, tutti
gli individui, adulti e pulcini, emettono forti
grida e bombardano l'estraneo vomitandogli addosso
pesci, rane e invertebrati semi-digeriti, producendo
un odore così ripugnante da far desistere
l'eventuale intruso.
|
Lungo le rive del fiume Comano, nel
Mugello, ero in attesa di fotografare un merlo
acquaiolo (Cinclus cinclus). Probabilmente non ero
molto ben mimetizzato oppure avevo scelto un punto
sbagliato del fiume, certo è che lo ho visto passare
un paio di volte ma mai si è fermato. Per fortuna
avevo una buona compagnia con Ballerine gialle e
bianche, Ghiandaie, un Occhiocotto, un Martin
pescatore e dei Cardellini. In lontananza vedevo il
Gheppio e sentivo il Picchio verde ridere di me che,
sotto la rete mimetica, cercavo di difendermi da una
moltitudine di insetti. Indisturbate due garzette
continuavano il loro banchetto nel fiume con mia
grande invidia. Vederle sguazzare nell'acqua mentre
io ero li, accaldato e fermo, è stato uno spettacolo
assai difficile da non emulare. Oramai, a fine
giornata, si sono alzate e posate su un alto ramo di
un frondoso albero. La poca luce calda del tramonto
filtrava tra le foglie e illuminava a tratti la
garzetta intenta a ripulirsi prima di tornare alla garzaia distante circa 15Km. Ho approfittato di
alcuni momenti un poco più luminosi per fare qualche
scatto consolatorio (ero comunque intenzionato a
fotografare il merlo). I primi scatti sono un vero
disastro, tutto troppo buio e troppi elementi di
disturbo davanti al soggetto. Poi si è levata una
corroborante brezza che ha spostato molti rami ed ha
aumentato le probabilità di luce. Sfruttando un
momento di sue pulizie ho notato che quando
allungava l'ala la luce riflessa mi illuminava
meglio il corpo e così è nato questo scatto.
Spero vi piaccia.
|
|
|
Ordine |
Cicogniiformes |
|
Famiglia |
Ardeidae |
|
Scientifico |
Egretta Garzetta |
|
|
|
|
|
|
|
Inglese |
Little Egret |
|
Tedesco |
Seidenreiher |
|
Spagnolo |
Garceta Común |
|
Francese |
Aigrette
garzette |
|
Giapponese |
goisagi |
|
Portoghese |
Garça-branca-pequena |
|
Svedese |
Silkeshäger |
|
|
|
|
Cannocchiale |
Kowa TSN-883
Prominar |
|
Oculare |
Kowa 30x WA |
|
Macchina |
Nikon C.P. 4500 |
|
Tempi |
1/125 |
|
Diaframma |
f. 3,3 |
|
ISO |
100 |
|
Distanza |
28 m. |
|
Esposizione |
spot |
|
Cavalletto |
si |
|
Mimetismo |
Si rete |
|
|
|
|
Photoshop |
si -
M.Contrasto |
|
Plug-in |
Neat image |
|
|
|
|
Luogo |
San Bavello
torrente Comano (Fi) |
|
Data |
22/08/2008
17:49 |
|
Meteo |
sole tramonto
leggera brezza |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|