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Il Rigogolo oppure Oriolo è un
fantastico passeriforme della famiglia degli
Oriolidae.
Saremmo tutti portati a dire che la prima cosa che
colpisce è il suo colore ma questo è solo il lato
più apparente. In realtà la primissima cosa che
colpisce è il suo canto e la seconda è la nostra
difficoltà nel vederlo.
Se ci accorgiamo della sua presenza non è certo per
averlo avvistato ma per il suo continuo canto
melodico che ci spinge a guardare verso il folto
fogliame di alberi. Il suo canto più frequente è una
specie di ui-u-uio che sembra averli dato il nome di
Oriolo (anche se altri sostengono che derivi
dal latino classico "aureolus" d'oro). A questo
canto alterna anche altri versi simili a
quelli della ghiandaia e altri che finiscono sempre
con ...- uio. Se vi ha avvistato allora emette
un allarme che assomiglia ad un Ch-r-r. Comunque
sempre caratteristico ed inconfondibile riempie le
nostre estati fino a settembre con il suo canto
d'amore soprattutto nelle ore serali quando si
espone un poco di più cercando le cime degli alberi
da cui lancia i suoi richiami alla femmina che
rimane sempre nel fitto del fogliame. Lo abbiamo
sentito? .... Bene .... ora cerchiamolo. Abbiamo
visto delle foto che lo ritraggono con la sua livrea
giallo vivo, il becco rosso e le ali e la coda nere.
In vero c'è anche un altra macchia nera che unische
l'occio al becco. Sappiamo che è grande quasi come
un merlo ed allora? ... cosa c'è di più facile?!! Non
ci si crede come è facilissimo per lui mimetizzarsi
e nascondersi nel fitto del fogliame sia di alberi
con le nuove e fresche foglie verde brillante di un
noce come in quelle più scure e rade di un ciliegio.
Come spesso accade bisogna abituare il nostro occhio
a trovare quello che cerchiamo. Mi è successo con il
martin pescatore e con altri uccelli vistosi che non
riuscivo a notare pur sapendo della loro presenza.
Quando poi li vedi e li osservi per un poco, allora, è
tutto più facile e ti accorgi di come siano
frequenti gli avvistamenti.
Se il maschio è decisamente molto vistoso la femmina
e i piccoli sono meno appariscenti con il petto
ornato da striature grigie e il dorso di un giallo
verde meno luminoso. La femmina si espone molto
raramente e preferisce rimanere nel fitto del
fogliame dove costruisce, alla biforcazione di due
rami, un nido, spesso pensile, con 3-6 uova con
macchie bruno-rossicce molto scure.
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La femmina in primo piano e il maschio
sullo sfondo in una stampa di
Claude Gibney
Finch-Davies
(1875-1920) conservata
nel "Transvaal Museum, Pretoria". |
Un esempio tra i tantissimi francobolli
che lo ritraggono.
Clikkando sull'immagine si accede ad una
pagina con altri esempi. |
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Il rigogolo ha un volo che assomiglia a quello
del picchio verde (Picus viridis) con lunghe
ondulazioni e rapide impennate verso le cime degli
alberi.
Si nutre di lombrichi ed insetti ma integra la sua
dieta anche con frutti come le ciliegie e i fichi ed
è per questo motivo che fino a poco tempo fa gli
veniva data la caccia. In realtà il suo consumo di
frutta coltivata è assai irrilevante ed ora è
rigorosamente protetto in tutta Europa. Grazie a
questi provvedimenti si stà diffondendo anche se
rimane un uccello piuttosto raro ed è inserito nella
lista rossa IUCN delle specie minacciate.
Il rigogolo europeo è l'unico rappresentante di una
numerosa famiglia, quella dei Oriolidae, di origine
africana ed asiatica. La loro area di diffusione si
estende dall'Africa fino all'Australia. Nell'Asia
meridionale vivono 14 specie, in Australia 4, in
Africa 6 e una è diffusa in Asia settentrionale.
CURIOSITÁ
- Il compositore e appassionato
ornitologo francese Oliver Messiaen
(1908-1992) nel suo Catalogue d'Oiseaux
ha composto un pezzo per pianoforte (1e livre- Le
loriot) dove si esprime chiaramente il movimento
irrefrenabile e continuo e il verso ripetitivo del
nostro Rigogolo. potete ascoltarlo su
Youtube.
- La sua bellezza lo ha
portato ad essere spesso raffigurato in
francobolli ed in insegne araldiche (La famiglia
prussiana Bülow) e diversi comuni europei.
- In Germania è chiamato
anche "Uccello della Pentecoste" per il suo
tardivo rientro nei quartieri invernali
dell'Africa.
- Se uno Sparviero (accipiter
nisus) si avvicina ail nido allora il
maschio di Rigogolo non esita ad attaccare ed
inseguire il rapace che, di norma, è un suo
predatore.
- Pare che non migri mai in
gruppo ma sempre da solo e di notte.
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Per fare queste immagini ho
dovuto, dopo averlo sentito ed avvistato, seguirlo
per un paio di giorni per poter capire quali erano i
suoi posatoi abituali e studiare un immagine che non
fosse come quelle che si trovano comunemente con una
ripresa dal basso verso le cime degli alberi.
Grazie alla sua vistosa livrea era impossibile avere
delle belle immagini nelle ore centrali della
giornata. La sovra esposizione mi bruciava una buona
parte del suo manto e il contrasto eccessivo dava
comunque immagini troppo dure.
Avendo scelto una inquadratura che avesse come
sfondo una parte della boscaglia in lontananza ero
costretto a fotografarlo nelle ore tardo pomeridiane
perché al mattino non avevo la luce giusta. Le
possibilità di posizionarmi in alto erano due ma una
era decisamente la più comoda e mi dava una più
ampia visuale. Una piccola torre di 3 piani con una
piccola finestra in una angusta stanzetta. Il
problema era ora come posizionare il cavalletto che
mi desse molta mobilità e mi consentisse di
affacciare il cannocchiale per poter avere una
visuale di molti gradi in orizzontale. Lo spessore
delle vecchie mura non mi dava molte chances ed
allora mi sono costruito una solida base in legno al
centro della quale ho inserito la vite di fissaggio
per la testa gimbal della Benro. Ho potuto così
appoggiare il tutto al davanzale interno della
finestra e lavorare molto più agilmente.
Molti scatti e solo la scelta di quello migliore!
L'immagine ha avuto da subito un certo successo ed è
stata subito inserita nella guida degli uccelli
europei edita dal sito spagnolo di digiscoping (fotodigiscoping.info).
Spero piaccia anche a voi.
Un saluto.
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