Foto e testi di Andreas Bossi ©
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Il Rigogolo oppure Oriolo
è un fantastico passeriforme
della famiglia degli Oriolidae.
Saremmo tutti portati a
dire che la prima cosa che
colpisce è il suo colore ma
questo è solo il lato più
apparente. In realtà la
primissima cosa che colpisce è
il suo canto e la seconda è la
nostra difficoltà nel vederlo.
Se ci accorgiamo della
sua presenza non è certo per
averlo avvistato ma per il suo
continuo canto melodico che ci
spinge a guardare verso il folto
fogliame di alberi. Il suo canto
più frequente è una specie di ui-u-uio
che sembra averli dato il nome
di Oriolo (anche se altri
sostengono che derivi
dal latino classico "aureolus"
d'oro).
A questo canto alterna anche
altri versi simili a quelli
della ghiandaia e altri che
finiscono sempre con ...-
uio.
Se vi ha avvistato allora
emette un allarme che assomiglia
ad un Ch-r-r. Comunque sempre
caratteristico ed inconfondibile
riempie le nostre estati fino a
settembre con il suo canto
d'amore soprattutto nelle ore
serali quando si espone un poco
di più cercando le cime degli
alberi da cui lancia i suoi
richiami alla femmina che rimane
sempre nel fitto del fogliame.
Lo abbiamo sentito? .... Bene
.... ora cerchiamolo. Abbiamo
visto delle foto che lo
ritraggono con la sua livrea
giallo vivo, il becco rosso e le
ali e la coda nere. In vero c'è
anche un altra macchia nera che
unische l'occio al becco.
Sappiamo che è grande
quasi come un merlo ed allora?
... cosa c'è di più facile?!!
Non ci si crede come è
facilissimo per lui mimetizzarsi
e nascondersi nel fitto del
fogliame sia di alberi con le
nuove e fresche foglie verde
brillante di un noce come in
quelle più scure e rade di un
ciliegio.
Come
spesso accade bisogna abituare
il nostro occhio a trovare
quello che cerchiamo. Mi è
successo con il martin pescatore
e con altri uccelli vistosi che
non riuscivo a notare pur
sapendo della loro presenza.
Quando poi li vedi e li osservi
per un poco, allora, è tutto più
facile e ti accorgi di come
siano frequenti gli avvistamenti.
Se il maschio è
decisamente molto vistoso la
femmina e i piccoli sono meno
appariscenti con il petto ornato
da striature grigie e il dorso
di un giallo verde meno luminoso.
La femmina si espone molto
raramente e preferisce rimanere
nel fitto del fogliame dove
costruisce, alla biforcazione di
due rami, un nido, spesso
pensile, con 3-6 uova con
macchie bruno-rossicce molto
scure.
| La femmina in primo piano e il maschio sullo sfondo in una stampa di Claude Gibney Finch-Davies (1875-1920) conservata nel "Transvaal Museum, Pretoria". |
Un esempio tra i
tantissimi
francobolli che lo
ritraggono. Clikkando sull'immagine si accede ad una pagina con altri esempi. |
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Il rigogolo ha un volo
che assomiglia a quello del
picchio verde (Picus viridis)
con lunghe ondulazioni e rapide
impennate verso le cime degli
alberi.
Si nutre di lombrichi ed
insetti ma integra la sua dieta
anche con frutti come le
ciliegie e i fichi ed è per
questo motivo che fino a poco
tempo fa gli veniva data la
caccia. In realtà il suo consumo
di frutta coltivata è assai
irrilevante ed ora è
rigorosamente protetto in tutta
Europa. Grazie a questi
provvedimenti si stà diffondendo
anche se rimane un uccello
piuttosto raro ed è inserito
nella lista rossa IUCN delle
specie minacciate.
Il rigogolo europeo è
l'unico rappresentante di una
numerosa famiglia, quella dei
Oriolidae, di origine africana
ed asiatica. La loro area di
diffusione si estende
dall'Africa fino all'Australia.
Nell'Asia meridionale vivono 14
specie, in Australia 4, in
Africa 6 e una è diffusa in Asia
settentrionale.
CURIOSITÁ
- Il compositore e appassionato ornitologo francese Oliver Messiaen (1908-1992) nel suo Catalogue d'Oiseaux ha composto un pezzo per pianoforte (1e livre- Le loriot) dove si esprime chiaramente il movimento irrefrenabile e continuo e il verso ripetitivo del nostro Rigogolo. potete ascoltarlo su Youtube.
- La sua bellezza lo ha portato ad essere spesso raffigurato in francobolli ed in insegne araldiche (La famiglia prussiana Bülow) e diversi comuni europei.
- In Germania è chiamato anche "Uccello della Pentecoste" per il suo tardivo rientro nei quartieri invernali dell'Africa.
- Se uno Sparviero (accipiter nisus) si avvicina ail nido allora il maschio di Rigogolo non esita ad attaccare ed inseguire il rapace che, di norma, è un suo predatore.
- Pare che non migri mai in gruppo ma sempre da solo e di notte.
Per fare queste immagini ho dovuto, dopo averlo sentito ed avvistato, seguirlo per un paio di giorni per poter capire quali erano i suoi posatoi abituali e studiare un immagine che non fosse come quelle che si trovano comunemente con una ripresa dal basso verso le cime degli alberi. Grazie alla sua vistosa livrea era impossibile avere delle belle immagini nelle ore centrali della giornata. La sovra esposizione mi bruciava una buona parte del suo manto e il contrasto eccessivo dava comunque immagini troppo dure.
Avendo scelto una inquadratura che avesse come sfondo una parte della boscaglia in lontananza ero costretto a fotografarlo nelle ore tardo pomeridiane perché al mattino non avevo la luce giusta. Le possibilità di posizionarmi in alto erano due ma una era decisamente la più comoda e mi dava una più ampia visuale. Una piccola torre di 3 piani con una piccola finestra in una angusta stanzetta. Il problema era ora come posizionare il cavalletto che mi desse molta mobilità e mi consentisse di affacciare il cannocchiale per poter avere una visuale di molti gradi in orizzontale. Lo spessore delle vecchie mura non mi dava molte chances ed allora mi sono costruito una solida base in legno al centro della quale ho inserito la vite di fissaggio per la testa gimbal della Benro. Ho potuto così appoggiare il tutto al davanzale interno della finestra e lavorare molto più agilmente.
Molti scatti e solo la scelta di quello migliore!
L'immagine ha avuto da subito un certo successo ed è stata subito inserita nella guida degli uccelli europei edita dal sito spagnolo di digiscoping (fotodigiscoping.info).
Spero piaccia anche a voi.
Un saluto.









