Civetta (Athene noctua) Scopoli 1769

 

Foto e testi di Andreas Bossi ©

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Civetta (Athene noctua) (Scopoli 1769) - Foto di Andreas Bossi ©

   La civetta è un piccolo e simpatico Strigidae che ha vissuto momenti di gloria e di amarezza nel suo rapporto con l'uomo.
   Anticamente, nella civiltà greca, era tenuto in grande considerazione e associato alla dea Atena (per i romani Minerva) simbolo della sapienza e saggezza (per i romani era soprattutto la dea della guerra e questo la dice lunga sulla differenza di vedute che nel tempo si ha della saggezza ..). Lo stesso nome scientifico (Athene noctua, Scopoli 1769) rimanda alla dea greca raffigurata, spesso, in compagnia della civetta che le sormontava la testa (Glaukõpis, “sguardo da civetta”, era il nome greco per la dea Atena, composto da glaùks, civetta e opé, sguardo.). Lo stesso nome rimanda alla città di Atene dove questo uccello era considerato sacro. La sua immagine di uccello fermo sul suo posatoio in un atteggiamento che si potrebbe identificare come pensoso ... meditativo nell'atto di scrutare attraverso le tenebre aiuta a identificare questo uccello come simbolo della sapienza. La scelta dei suoi posatoi, sempre in alto verso spazi aperti la fa vedere come sorvegliante, gli occhi attenti della dea  che è anche guardiana e protettrice. Ecco che l'immagine della saggezza appare chiara.
   Ma iconografie più antiche si possono trovare ad epoche risalenti al paleolitico superiore (-1300 a.C.) nella "Galleria delle civette" in Francia nella grotta Les Trois Frères in Ariège dove, sembra, assumesse un significato di onniveggenza, fonte di vita. Si trova un altra immagine di civetta anche nella grotta Chauvet il che rafforza l'immagine di Dea Civetta rimasta tale fino all'era del bronzo e presente in tutta l'area del mediterraneo. Raffigurazioni e statuette sono presenti anche nelle culture asiatiche (mongole, cinesi, giapponesi ed indie) e sempre con significati di protezione e saggezza. Vero è che spesso veniva raffigurata in monumenti funerari o come piccole statuette poste accanto al morto accovacciato in posizione fetale ma il significato era tutt'altro che macabro o minaccioso.  Si pensa che fosse un animale totemico capace di guidarti nelle vie oscure e sconosciute dell'aldilà. Una figura amica e fonte di conforto. Poi, con la nascita e diffusione delle religioni monoteistiche  (nell'area del Mediterraneo), si è sempre più diffusa l'immagine della morte come momento di giudizio finale e, l'aldilà, viene immaginato come luogo di felicità o pena eterna. Il ricatto che ne consegue ha fatto vedere con terrore il momento della morte e tutte le simbologie che la avevano fino ad allora accompagnata.
   Forse per le sue abitudini notturne o per il fatto che frequentemente nidifica in case abbandonate, ruderi o nei cimiteri (è vicinissimo ad un cimitero che la ho fotografata) ha assunto un significato nefasto ed è stata spesso associata anche alle streghe.
In meridione viene anche chiamata " l'accid malecagn" = uccello della sventura o del malaugurio. Si dice che, la civetta, quando canta avvisa che sta passando la morte. Ancora al tempo dei nostri nonni si diceva che - Se ascolti il canto della civetta è un segnale di sventura e catastrofe imminente. Il tempo poi e, soprattutto, la stupidità dell'uomo le ha dato anche un ruolo di uccello nocivo, da eliminare. Nulla di più falso e sbagliato!! Anzi!
  Un poco per i motivi sopra citati e anche per la mancanza di aree adatte alla sua riproduzione si è venuto a creare un momento di difficile sopravvivenza per questo uccello utilissimo sia all'agricoltura che all'equilibrio di tutti gli ambienti come la campagna, le colline e la montagna, fino ad un altitudine di 1.000m, dove la civetta trova un ambiente ideale per la sua riproduzione e caccia. I suoi ambienti ideali sono aperti con corsi d'acqua e vegetazione non troppo fitta. Spesso la possiamo trovare anche nelle periferie di città dove ha trovato un habitat sicuro. Come potete notare dalla cartina accanto è diffusa in tutta Europa, Asia e nord Africa. In Europa il suo limite di diffusione è la Gran Bretagna dove, però, è stata introdotta dall'uomo.
   Di norma rimane ferma durante le ore del giorno per diventare attiva al tramonto ed all'alba. La sua caccia si concentra su prede di medie dimensioni ed è soprattutto a base di insetti, piccoli uccelli, piccoli mammiferi e  lombrichi. La percentuale di queste prede varia a seconda dell'ambiente e del paese. Si è notato che in Italia l'80% delle sue prede sono insetti (Coleotteri, Ortotteri, Dermatteri) ma nella vicina Svizzera il 60% è rappresentato da lombrichi. Mi è capitato di osservare delle civette che non mostravano nessun interesse per uccelli come cince, cannaiole, luì piccoli e saltimpali ma di li a poco si sono precipitate su prede come cervi volanti, cavallette e lombrichi.
   Osservare una civetta durante la caccia è assai interessante e , sotto alcuni aspetti, anche molto divertente. Come il gufo, il barbagianni, l'assiolo ed altri strigiformi anche la civetta ha un fine udito raffinato dal arco di piume facciali che crea un padiglione adatto a convogliare i suoni verso i solchi auricolari ai lati della testa. Anche lei possiede un particolare piumaggio sul bordo delle ali che la rende particolarmente silenziosa. Queste, insieme all'ottima vista, sono armi assai efficaci.
   Appollaiata di vedetta su rami, pali, rocce e ogni posatoio spiovente la possiamo osservare ferma e attenta per tempi interminabili fino a quando, individuata una preda, incomincia ad osservarla con movimenti ondulatori e inchini. Questo comportamento è dovuto, in parte, a specifiche caratteristiche degli occhi. Come uccello notturno anche la civetta ha  evoluto alcune caratteristiche che le consentono di "vedere" le prede al buio (poca luce). I grandi occhi gialli hanno una retina con un alto numero di bastoncelli (Wikipedia), molto sensibili alla luce e poco ai colori, e meno coni, responsabili della visione a colori ma sensibili solo a luci piuttosto intense. Con l'evoluzione, l'occhio, è diventato tubolare (per lo sviluppo della cornea e del cristallino) producendo un immagine che risulta ingrandita e dettagliata. Il cristallino si è avvicinato alla retina  così l'immagine risulta senza dispersione di luci. Il prezzo da pagare a questa specializzazione è un occhio più grande per compensare, in parte, l'immagine più piccola che ne risulta e, quindi, una quasi totale assenza di mobilità dell'occhio. Questo limite viene compensato dalla sorprendente capacità di ruotare la testa di 270°. Il nostro occhio, molto mobile, ci aiuta, senza che noi ce ne accorgiamo, a capire la dimensione e la profondità dell'oggetto che osserviamo. La civetta è costretta a muovere tutta la testa in modo ritmico e ondulatorio per arrivare alla stessa visione. La sua visione binoculare corrisponde ad un angolo di circa 70° centrali del suo campo visivo. Anche le sue ottime capacità di percepire il sonoro si basano su un sistema molto complesso di rilevazione ed elaborazione cerebrale dove il suono raccolto viene distinto per frequenza (note basse e alte) ed intensità per creare una mappa bidimensionale dello spazio. La percezione dell'orecchio destro non è simmetrica a quella del sinistro per sensibilità e questo aiuta il cervello a creare una mappa dettagliata dell'ambiente e a localizzare con precisione la distanza e la direzione del suono e, quindi, della preda. Ecco spiegati tutti quei buffi movimenti che hanno portato ad interpretarli come mosse dettate più da vanità e voglia di apparire e, di conseguenza, a dare l'appellativo di "civetta" a quelle donne che, con movenze e atteggiamenti vistosi, vogliono apparire e farsi notare.
   La civetta è un uccello stanziale che difficilmente si allontana dalla sua area di caccia e nidificazione. Questa caratteristica la rende molto delicata e sensibile ai cambiamenti climatici o al numero di prede presenti sul suo ristretto territorio. Un inverno molto freddo e un calo delle prede può arrecare drammatiche conseguenze fino alla scomparsa di questo fenomenale rapace in tutta l'area dove risiedeva.
   A differenza di altri rapaci gli strigiformi non hanno il gozzo dove poter conservare le prede e questo porta la nostra civetta ad una caccia a intervalli regolari.
   Nella maggioranza dei casi le prede vengono ingerite intere e trattenute nel Ventriglio (Wikipedia) da dove, una parte, quella che non è digeribile, viene espulsa sotto forma di borra. La borra non è solo funzionale all'eliminazione di parti che l'animale non riesce a digerire ma ha anche altre funzioni tra cui quella di ripulire l'apparato digerente da parassiti. Si è potuto constatare che quei rapaci notturni tenuti in cattività e nutriti con carne senza ossa né peli o piume hanno problemi di rachitismo.  Con i volatili catturati durante la caccia è facile notare che la civetta li spiuma un poco prima di ingerirli e, con i topi e altri piccoli mammiferi riesce a smembrarli grossolanamente.
   I nemici della civetta sono più numerosi di quanto non sembri e primo tra tutti è proprio l'uomo. La distruzione dell'ambiente adatto alla riproduzione e le stupide credenze popolari oltre all'uso come zimbello per la caccia all'allodola (un modo che, personalmente, ritengo vile e privo di dignità di praticare la caccia) hanno minato per anni la vita di questo uccello. Oltre all'uomo anche la donnola e la faina arrecano danno saccheggiando i nidi così come i corvi, le ghiandaie e le gazze. Nemici temibili sono anche il falchi (astori e sparvieri).

Per altre indicazioni su questo rapace notturno e per visionare dei filmati davvero interessanti faccio riferimento a questo sito dove, vi invito, a fare una piccola visitina ... davvero interessante e istruttiva.
Elicriso.it

Un altro sito interessante per come è stato trattato nel tempo il significato simbolico della civetta è QUESTO

   L'immagine della civetta ha avuto molti usi sia in numismatica e in filatelia come nei simboli di società e aziende produttrici di beni di consumo. Nella simbologia massonica, dove è associata alla saggezza, è presente in medaglioni e in altre iconografie simboliste. Negli Stati Uniti d'America, dove la massoneria è presente fin dagli albori tra la classe politica e imprenditoriale, ci sono numerose raffigurazioni della civetta. Due sono particolarmente curiose e sono la piccola civetta presente nel biglietto da un dollaro tra i decori della filigrana, subito a lato del numero uno, e quella che compare studiando la mappa del Campidoglio (Washington DC). A lato vedete le immagini sulle quali potete cliccare per una visione ingrandita.

 
 
 

NOMI  DIALETTALI
REGIONE NOME DIALETTALE
Basilicata Cuccumedda,Cuccuoshn
Calabria Zagarogna, Pìula, pìgula
Campania Ciucciuvéttola
Emilia-Romagna Zvèta
Lazio Ciuetta
Lombardia Siéta, scinguéta, murìc
Marche Cioetta, Ciuetta, Cuccumìo (onomatopeico)
Piemonte Suitula, ciuita
Puglia Cuccùascia, checchevasce (Bari), Cuccuaja
Sardegna Cucumèa, cucumiàu, cucumeu,cuccumiao
Sicilia Cuccuviu, cucca, pìula
Umbria Ciuetta, cioetta, cuccugnau
Veneto Soetta, Žuit, Ževita, Žièta, Żiètta

 

   La Notte Europea della Civetta, un evento nato nel 1995 in Francia da un'idea dell'esperto di Strigiformi Jean Claude Genot, si svolge con cadenza biennale e si prefigge di far conoscere al grande pubblico non solo questo piccolo e simpatico predatore, ma tutto il mondo dei Rapaci Notturni. In questi ultimi anni coinvolge tutti i paesi europei e, quindi, anche l'Italia.  L'ultima edizione è stata il 14 marzo 2009.  Prepariamoci!

Alcuni francobolli che riproducono la civetta.
Non risultano francobolli stampati in Italia.
Un esempio di come costruire un nido artificiale per supplire alla carenza di ambienti adatti alla riproduzione
Civetta,  Un esempio di come costruire un nido artificiale
L'uso della civetta come zimbello per la caccia alle allodole è rappresentato anche in questo dipinto del Goya conservato al Museo del Prado. Un aryballos antico vaso greco usato per la conservazione di oli profumati per la cura del corpo
dipinto del Goya Un aryballos
Due opere di picasso,
un dipinto Chouette sur une chaise
ed un vaso ispirati alla civetta
Particolare di una maschera africana ispirata alla civetta
Due opere di picasso, Particolare di una maschera africana i

  Chi ha seguito la mia evoluzione come digiscoper sa che da sempre ho una passione per i rapaci notturni ed in particolare per la civetta e il barbagianni. Fotografarli non è stato facile ... anzi ... è stato proprio un autentico calvario. Molti di voi hanno pubblicato immagini del piccolo rapace nel nostro forum e questo mio "limite" diventava ogni giorno più frustrante.
   Ho deciso quindi di fare una ricerca sugli usi e costumi per affrontare la ricerca con metodo. Mi sono anche confrontato con gli abitanti della vallata per avere un idea delle loro osservazioni e avvistamenti. La mia ricerca è stata sorprendente per numero di avvistamenti e per la diffusa disinformazione sul piccolo Strigidae.
   La fortuna ha voluto che un vicino di casa mi avvertisse di un avvistamento ad un kilometro circa da casa. Ottima occasione per provare a vedere se fosse casuale e, nel caso contrario, per osservare e fotografare quello che per me era diventata una meta irraggiungibile.  La fortuna è stata dalla mia parte e da subito ho potuto osservare due adulti che si alternavano nella cura della prole che avevano situato all'interno di un piccolissimo buco nel muro di cinta del cimitero.
   Passare quelle ore all'interno della macchina ad osservare il loro "Lavoro" è stato estremamente utile e mi ha dato un numero considerevole di dati.
   Dopo pochi giorni, con mia grande gioia, ho potuto osservare i 3 piccoli compiere i primi voli fino alla staccionata della strada subito davanti al    nido. Questo era il momento che aspettavo ed ho subito approfittato a scattare senza disturbare troppo. I giorni passavano e l mia presenza era diventata un abitudine anche per loro. Non avevo più bisogno di perdere tempo in attese perché avevo oramai acquisito tutti i loro orari e anche loro avevano superato la iniziale diffidenza arrivando ad un "rapporto di intesa tale che addirittura si mettevano a camminare sullo sterrato per avvicinarsi e osservarmi meglio. I genitori, che inizialmente li avvertivano con il loro caratteristico grido di allarme, stavano zitti e, alcune volte, si sono anche esposti e resi chiaramente visibili al mio obiettivo.
   Ci sono sensazioni indimenticabili che hanno riempito e stimolato la mia vita di digiscoper ma ... quella di essere accettato dal mondo animale  è la più grande ed indelebile. Una gioia che pochissime cose al mondo potranno darmi ancora.

   Spero che la mia piccola ed incompleta (è solo un decimo dei dati che ho raccolto) ricerca non vi abbia annoiato ma ... anzi .. stimolato a ridare il giusto valore e la corretta visione sulla civetta che soffre ancora molto di stupide credenze ed è vittima della nostra ignoranza.

   Un saluto a tutti i digiscoper.




Mini guide

Introduzione
● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Strigiformi
Famiglia Strigidae
Scientifico Athene noctua, Scopoli 1769
Subspecie Athene noctua noctua
   
Inglese  Little Owl
Tedesco  Steinkauz
Spagnolo  Mochuelo
Francese

 Chevêche d'Athéna

Giapponese  コキンメフクロウ
Portoghese  Mocho-galego
Svedese  Minervauggla
Fotografo  Andreas Bossi
Cannocchiale Kowa TSN-883 Prominar
Oculare  Kowa TSN-PZ
Adapter  anello T2
Macchina  Nikon D3000
Tempi  1/200
Diaframma  f. 9
ISO  400
Distanza  30 m
Esposizione  Priorità di diaframmi
Cavalletto Linhof Combi +
Testa Manfrotto 128 + Giottos MH-631
Mimetismo abiti e telo
Software Adobe
Plug-in NC
Luogo San Bavello Firenze
Data 21/07/2010
Meteo tramonto
 

   Il canto è in effetti molto riconoscibile. 
Fonte : Xeno-canto Foundation

Ascolta :
Maschio,
Richiamo di allarme,
Richiamo di un giovane

Fonte : owlpages.com
 

   Nell'area cintrassegnata si può notare l'area di diffusione della civetta

   Le dimensioni confrontate con le mani di un uomo adulto.
  Il cranio della Civetta.
Fonte: www.skullsite.com

Moneta greca

   Medaglione della società segreta degli "Illuminati di Baviera".
   Nel biglietto da un dollaro (USA) è presente, nascosta in un angolo tra la filigrana, la riproduzione di una civetta.
  La mappa del Campidoglio a Washington che riproduce una civetta. Clickate sull'immagine.
Civetta,  La mappa del Campidoglio