Aquila del Bonelli (Hieraaetus [fasciatus or spilogaster]) (Vieillot, 1822)  .

 

Foto e di Claudio Montuori ©

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Foto del mese 07-2012 Aquila del Bonelli (Hieraaetus [fasciatus or spilogaster]) (Vieillot, 1822) Foto Claudio Montuori ©

 Aquila del Bonelli


   Il suo nome più comune è Aquila del Bonelli ma è conosciuta anche col nome Aquila fasciata Vieillot, 1822 -  Hieraaetus fasciatus oppure spilogaster  -  Hieraaetus fasciatus fasciatus. In Inghilterra viene indicate anche come falco (Hawk) ma è comunque più comune come Bonelli's Eagle.

Origine . Avibirds.com.
Nel sito potrete sentire anche il suo verso.
Aquila del Bonelli da Avibirds.com


   Il primo a identificarla fu il naturalista italiano Franco Andrea Bonelli (Cuneo, 10 novembre 1784 – Torino, 18 novembre 1830).
  
Questa Aquila dalle medie dimensioni ( 55 - 67 cm in lunghezza e 142 - 175 cm con la misura minore per i maschi che sono circa l’ 11% più piccoli delle femmine) è e rimane un vero mito per me come per moltissimi altri appassionati. Moltissimi tra noi ne conoscono le caratteristiche di base ma solo per averla studiata o per sentito dire senza mai averla vista sapendo che difficilmente potranno colmare questa lacuna. Infatti è assai raro oggi poterla vedere e molto viene fatto mei paesi dell’Europa mediterranea per poter creare un ambiente che possa essere nuovamente eletto per ospitarla.
   Oggi la sua presenza è rara e si tratta sicuramente di uno dei rapaci più difficili anche da proteggere. Come molti rapaci è assai delicata ed esigente nella scelta del suo territorio che, oltre ad avere una buona quantità delle sue prede, deve avere anche una geografia adatta al suo stile di caccia. Pareti rocciose per la nidificazione ed ampi spazi di caccia con radure aperte dove potersi lanciare per cogliere conigli e lepri, ramarri o uccelli come colombacci e pernici. Raramente sceglie luoghi vicini alla presenza dell’uomo che è, direttamente o indirettamente, la causa della sua continua diminuzione. Per molto è stata cacciata e, purtroppo, ancora molti nidi sono depredati da collezionisti. distribuzione
   Come ho già detto la sua diffusione copre l’area del Mediterraneo con una predilezione per Spagna e Francia dove la loro presenza è attentamente monitorata e tutelata essendo anche i due paesi con il più alto numero di coppie nidificanti e con un territorio adatto alla sua sopravvivenza. Su circa 1.100 coppie presenti in Europa si stima che in Spagna (Andalusia, Estremadura e Castilla-La Mancha) siano presenti circa 750 coppie (dati del 2007) e 29 in Francia. La sua presenza è buona anche in Portogallo (pare 104), Grecia (90-100 coppie), Cipro (20-40 ma sappiamo tutti come vengono “rispettati” gli uccelli e i nidi in questa isola dove le regole e l’etica ambientalista più elementare non vengono rispettate 365 giorni l’anno e dove il bracconaggio e il commercio di uova hanno la meglio), in Italia pare siano presenti 13-18 coppie nidificanti distribuite in un area molto ampia del meridione ed è molto rara in Bulgaria con sole 1 o 3 coppie nidificanti.  Le stime parlano, comunque, di un calo annuale del 20% su tutto il Mediterraneo. La sua area di diffusione non è solo in Europa ma anche in Africa ed Asia con 2 sottospecie distribuite in Iran, Arabia, Oman, Turkmenistan, India, Cina meridionale e Pakistan. Una sottospecie vive sulle isole della Sonda. L’unico posto al mondo dove, pare, sia in ascesa è a Hong Kong.
   L’aquila del Bonelli deve essere considerata come una specie sedentaria e solo i giovani (all’ età di 3 anni) compiono grandi spostamenti di circa 20Km alla ricerca di aree di riproduzione lasciando il loro areale d’origine alle coppie più anziane.
   Le coppie rimangono unite per tutta la loro vita e, generalmente, usano lo stesso nido tutti gli anni che “aggiornano”  per la nuova covata nel periodo tra dicembre e gennaio. In questo particolare periodo capita di assistere ad una parata dove uno dei due partner, durante il volo, lascia cadere un ramo, scelto per l’ammodernamento del nido, e l’altro lo coglie in volo prima che tocchi il suolo.
   Il nido verrà difeso con grande accanimento ed aggressività anche contro attacchi di uccelli molto più grandi come l’aquila reale e il grifone.
  
In natura, si stima, possa vivere fino ad un età di 32 anni e la sua riproduzione (non è regolare per tutti gli anni) è di 1 piccolo da covate di 1 uovo fino ad un massimo di 3 uova. Solo coppie molto esperte ed anziane possono avere successo nel portare a termine una covata di due piccoli. Carenza di cibo e malattie ( molto sensibile alla Trichomonas gallinae) sono la causa di una simile drastica riduzione dei sopravvissuti che possono rimanere abbandonati per la morte del genitore dovuta a malattia, caccia da parte dell’uomo o fulminato dalla corrente elettrica dei tralicci. Per il successo delle covate non va sottovalutato anche il lungo periodo di cure dei genitori che covano per un periodo di 37-40 giorni e alimentano i piccoli al nido per 55-70 giorni. Solo a 3 anni essi si separeranno dalla coppia di genitori e dal territorio di origine.
   Se la femmina non è occupata nella cura dei piccoli capita frequentemente di notare che i due partner caccino in coppia con strategie anche molto elaborate per distrarre la preda. La carenza di prede abituali come lepri e conigli sterminati dalla  Mixomatosi ha portato l’aquila del Bonelli a cacciare anche colombi e piccioni domestici rendendola molto impopolare tra i colombofili e i cacciatori che la sterminano anche con bocconi avvelenati. Rimane una cacciatrice molto efficiente e capace nel catturare anche uccelli di grandi dimensioni come aironi e cicogne (molto raramente) ma le sue prede abituali sono i topi, pipistrelli, scoiattoli, rettili, anatre, piccioni, pernici, cuculi, gabbiani e varie altre specie di uccelli.



  
Questa foto, mi obbliga ad un chiarimento, perché in altri forum, foto come questa hanno sollevato non poche polemiche, io credo perché non accompagnate da notizie complete e precise.
   Il problema che fa discutere, è che in queste foto si utilizza una preda viva, esattamente dei piccioni. Cercherò di essere il più preciso possibile:
   da anni in Spagna, sono partiti alcuni progetti per la tutela della Bonelli, e in alcuni siti monitorati, viene messo in atto un programma di supporto all'alimentazione per la Bonelli, mettendogli a disposizione 2 o 3 volte la settimana, un piccione vincolato a terra, in punti che sono sempre gli stessi, cosicché l'aquila, alla vista della persona che si occupa di questo, nel mio caso un guardaparco del Parque di Monfrague, capisce che è disponibile cibo da catturare facilmente. Foto del mese 07-2012 Aquila del Bonelli (Hieraaetus [fasciatus or spilogaster]) (Vieillot, 1822) Foto Claudio Montuori ©
   Nei periodi di nidificazione, e quando ci sono i pulli, l'apporto viene leggermente aumentato, e la preda viene lasciata in modo che possa essere asportata e consumata al nido. Negli altri periodi, se c'è un fotografo nel capanno, la preda viene fissata in modo che debba essere per forza consumata sul posto, dando al fotografo la possibilità di fotografarla.
   Pertanto, e questo è il punto che fa nascere le maggiori polemiche, bisogna sapere che la preda viene lasciata per la cattura, indipendentemente dalla presenza o meno del fotografo. Nessun animale viene immolato per l'egoismo di portare a casa degli scatti. La differenza sta nel fatto, che in presenza di fotografato, non gli si dà la possibilità di portarla via. Per la precisione, alcune volte anche se il fotografo non è presente, si obbliga l'aquila a consumare la preda sul posto, per verificare con certezza che sia stata lei a consumarla, e non ad esempio una volpe, cosa facilmente riscontrabile dallo spiumamento.
   Non si superano le 2/3 volte per non snaturare il comportamento, e obbligando la coppia a cacciare autonomamente gli altri giorni.
   Non è neppure possibile obbligare sempre l'aquila a consumare sul posto la preda, è una cosa che non ama, perché in quei momenti è potenzialmente vulnerabile. Se così non fosse, in poco tempo, ignorerebbe completamente anche la preda più facile, e il progetto abortirebbe.
   I piccioni sono frutto di catture in città dove sono diventati infestanti, e vengono dati gratuitamente per questo progetto. Diversamente verrebbero eliminati con i gas.
   Nonostante i progetti siano relativamente recenti, la popolazione della Bonelli, sta lentamente aumentando, a testimonianza della validità di questa iniziativa.
   Naturalmente esiste un aspetto anche di carattere economico, perché il capanno predisposto si paga, ma non si deroga mai da questi comportamenti, ossia non si riempie 7 gg su 7, per i motivi che ho menzionato.
   Aver speso questi soldini ed in parte aver contribuito anche a questo progetto, lo trovo giusto, e sono contento di averli spesi, foto a parte.
   Unico neo, non sono stato fortunatissimo, e questa, vi garantisco emozionante esperienza, è durata purtroppo solo 2 minuti 2, e pochi scatti validi, perché quando avevo davanti almeno 30 minuti di questa meraviglia, una dispettosissima volpe è saltata fuori dal nulla, rubando la preda alla povera Bonelli, che non ha potuto far altro che fuggire impaurita per non ritornare più, e lasciando me come un salame, e con un amarissimo boccone!!!
   Due o tre scatti sono discreti, ma quello che poteva seguire, ho potuto solo immaginarlo.
   Spero di esser stato il più preciso possibile, ma se avete domande, dubbi o curiosità, vi risponderò volentieri.

 



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Falconiformes 
Famiglia

Accipitridae 

Scientifico Hieraaetus [fasciatus or spilogaster]
   
Inglese Bonelli's Eagle
Tedesco Habichtsadler
Spagnolo Águila-azor Perdicera
Francese

Aigle de Bonelli

Giapponese ボネリアクマタカ,
 ボネリークマタカ
Portoghese Águia de Bonelli
Russo Ястребиный орёл
Svedese Hökörn
Fotografo Claudio Montuori
Cannocchiale Kowa TSN 883
Oculare 20-60x a  20x
Adapter  Falco Igino project
Macchina  Leica D-Lux 4
Tempi 1/250
Diaframma  f. 8
ISO  100
Distanza  27/29m
Esposizione  Priorità diaframmi
Cavalletto -Gitzo GT2331
Testa Manfrotto 501 HDV
Mimetismo Capanno con vetro
Software Adobe
Plug-in   Livelli -
Smart Sharpen
Luogo  Extremadura, ES
Data  13-06-2012 08:51:52
Meteo Sereno