Pernice Bianca (Lagopus mutus helveticus) (Montin, 1781) .

 

Foto e testi di Andrea Roverselli ©

Immagine tagliata e ridotta cliccando sull'immagine si vede nella sua composizione originale.
Cliccando sul nome del fotografo si accede alle sue foto del nostro forum.

Pernice Bianca (Lagopus mutus helveticus) (Montin, 1781) - Foto e testi di Andrea Roverselli ©

 

 

  La Pernice bianca (Lagopus mutus helveticus) è un Galliforme della famiglia dei Tetraonidi come Gallo forcello,Gallo cedrone e Francolino di monte,citando solo le specie presenti in Europa.
  Questa famiglia è diffusa esclusivamente nelle regioni fredde dell’emisfero settentrionale,in Italia esclusivamente sulla catena alpina. La Bianca abita preferibilmente i freschi versanti erbosi al di sopra della vegetazione arborea spingendosi non di rado anche oltre i 3000m.
  Tra tutte le caratteristiche morfologiche quella che sorprende di più è la capacità di cambiarsi d’abito durante le diverse stagioni,per essere sempre mimetica nel suo ambiente e per resistere alle condizioni meteorologiche più estreme. Il processo di muta è continuo,si interrompe solo durante la fase centrale dell’inverno,da Novembre ai primi di Marzo,quando sfoggia il suo vestito più bello,quasi completamente bianco ad eccezione delle timoniere,becco,unghie e redini nel maschio. Durante le altre stagioni il piumaggio è grigio screziato di nero nel maschio, toni invece marroni nelle femmine, con numerosi fasi intermedie.
  La Pernice bianca è un uccello monogamo,forma quindi coppie stabili.
  Il maschio difende il proprio territorio da eventuali rivali e resta sempre in allarme segnalando eventuali pericoli alla femmina con il suo roco richiamo e distraendo il predatore o l’intruso con evoluzioni aeree davvero spettacolari.
  La femmina sceglie un luogo adatto e allo scioglimento della neve depone le uova in una semplice buca rivestita di licheni e penne,spesso al riparo di qualche sporgenza rocciosa, ma anche al completo scoperto. Le uova,solitamente da 5 a 10, vengono covate per 3 settimane e dopo schiusa la madre guida subito i pulcini in pastura. Foglie,gemme ed infiorescenze di Azalee e Sassifraghe,Salici nani, Cerastium,alcune bacche, mirtilli e uva ursina in particolare, sono il suo cibo preferito, a volte qualche insetto.
  I primi giorni di vita sono i più pericolosi, piogge prolungate, freddo e non di rado la neve possono distruggere intere covate. Una volta cresciute dovranno temere molti predatori, la Volpe e l’Ermellino principalmente, ma anche rapaci, in particolare l’Aquila reale non disdegna di averle nella sua dieta.
 


   Quella mattina il cielo non prometteva niente di buono,una fitta nebbia con qualche goccia di pioggia,nascondeva i miei monti.
Non mi sono preoccupato,ero deciso ad uscire:

< Lungo i tornanti della carrozzabile sono sempre più avvolto nel bianco, la sola speranza che in alto le cime sian sgombre mi spinge a proseguire.
Con i primi raggi di sole oltre ai pascoli e alle rocce si è illumina anche il mio volto, avevo ragione.
Si parte, scarponi ai piedi e zaino, pesante, in spalla mi avvio lungo il sentiero.
La giornata è davvero stupenda e lo spettacolo vale già la levataccia, però oggi voglio trovare le Bianche. Pur conoscendole bene, sono uccelli particolari e l’incontro non è mai assicurato, il risultato fotografico lo è ancor meno. In piena estate la luce è stata troppo dura e le onde di calore mi han disturbato già in mattinata.   Ora l’aria è frizzante e limpida il sole meno alto sull’orizzonte, condizioni ideali.
   Eccole finalmente! Ma quante sono?
3, 4, … , 7 che bel volo!
   Come sempre sono loro ad avermi visto per prime, si radunano, poi furtivamente si defilano di pedina tra i sassi e la scarsa vegetazione d’alta quota.
Mi nascondo, tolgo velocemente l’attrezzatura, il treppiedi, il “lungo”, l’adattatore e la … 4500.
Ora sono pronto, cerco uno spiraglio, spero ci siano ancora, le trovo, si sono radunate su di una roccia, so di aver poco tempo, molto poco.
Zoom, composizione, messa a fuoco … mi concedono 3 scatti e poi via in volo sul mare di nebbia lasciandomi solo il loro malinconico richiamo e questa immagine.>

   Per quale motivo faccio Digiscoping?
   Bella domanda,in realtà non c’è un motivo unico come molti di noi è frutto di un percorso durato molti anni.
Già dall’età di 14 anni fotografavo animali con reflex e teleobiettivo, poi mi sono appassionato all’osservazione, su è giù per i monti, nello zaino un pesantissimo cannocchiale 30x75!
   Quando ormai quel fardello cominciava a pesarmi sono usciti i primi cannocchiali moderni e non mi vergogno a dire che il giorno in cui finalmente ho avuto tra le mani il mio 80Hd è stato uno dei più belli della mia vita.
   Ovviamente ho scelto l’Hd perché l’idea di farci anche foto era ben presente, ora fotografo quasi solo in Digiscoping, anche quando le condizioni sono più adatte alla tecnica tradizionale e devo dire che mi diverto molto.

 



Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Dati dello scatto

Ordine Galliformes
Famiglia Phasianidae
Scientifico Lagopus mutus helveticus
   
   
Inglese Rock Ptarmigan
Tedesco Alpenschneehuhn
Spagnolo Lagópodo Alpino
Francese Lagopède alpin
Giapponese ライチョウ
Portoghese Lagópode-branco
Svedese Fjällripa
Fotografo Andrea Roverselli
Cannocchiale Swarovski ATS 80HD
Oculare Swarovski  20-60X Zoom
Adapter DCA
Macchina Nikon Coolpix 4500
Tempi 1/100
Diaframma f. 3,6
ISO 100
Distanza  -
Esposizione  -
Cavalletto  -
Mimetismo  -
Photoshop Si
Plug-in  -
Luogo  -
Data 08.09.2009 ore 9.10
Meteo  -