|
Pernice bianca (Lagopus mutus
helveticus) |
|
 |
|
Fotografia di: Andrea
Roverselli
Cliccando sull'immagine si vede nelle
sue proporzioni originali
. |
|
La Pernice bianca (Lagopus
mutus helveticus) è un Galliforme della famiglia dei
Tetraonidi come Gallo forcello,Gallo cedrone e
Francolino di monte,citando solo le specie presenti
in Europa.
Questa famiglia è diffusa esclusivamente nelle regioni fredde
dell’emisfero settentrionale,in Italia
esclusivamente sulla catena alpina. La Bianca abita
preferibilmente i freschi versanti erbosi al di
sopra della vegetazione arborea spingendosi non di
rado anche oltre i 3000m.
Tra tutte le caratteristiche morfologiche quella che sorprende di più è
la capacità di cambiarsi d’abito durante le diverse
stagioni,per essere sempre mimetica nel suo ambiente
e per resistere alle condizioni meteorologiche più
estreme. Il processo di muta è continuo,si
interrompe solo durante la fase centrale
dell’inverno,da Novembre ai primi di Marzo,quando
sfoggia il suo vestito più bello,quasi completamente
bianco ad eccezione delle timoniere,becco,unghie e
redini nel maschio. Durante le altre stagioni il
piumaggio è grigio screziato di nero nel maschio,
toni invece marroni nelle femmine, con numerosi fasi
intermedie.
La Pernice bianca è un uccello monogamo,forma quindi coppie stabili.
Il maschio difende il proprio territorio da eventuali rivali e resta
sempre in allarme segnalando eventuali pericoli alla
femmina con il suo roco richiamo e distraendo il
predatore o l’intruso con evoluzioni aeree davvero
spettacolari.
La femmina sceglie un luogo adatto e allo scioglimento della neve depone
le uova in una semplice buca rivestita di licheni e
penne,spesso al riparo di qualche sporgenza
rocciosa, ma anche al completo scoperto. Le
uova,solitamente da 5 a 10, vengono covate per 3
settimane e dopo schiusa la madre guida subito i
pulcini in pastura. Foglie,gemme ed infiorescenze di
Azalee e Sassifraghe,Salici nani, Cerastium,alcune
bacche, mirtilli e uva ursina in particolare, sono
il suo cibo preferito, a volte qualche insetto.
I primi giorni di vita sono i più pericolosi, piogge prolungate, freddo e
non di rado la neve possono distruggere intere
covate. Una volta cresciute dovranno temere molti
predatori, la Volpe e l’Ermellino principalmente, ma
anche rapaci, in particolare l’Aquila reale non
disdegna di averle nella sua dieta.
|
|
Quella mattina il cielo non
prometteva niente di buono,una fitta nebbia con
qualche goccia di pioggia,nascondeva i miei monti.
Non mi sono preoccupato,ero deciso ad uscire:
< Lungo i tornanti della carrozzabile sono sempre
più avvolto nel bianco, la sola speranza che in alto
le cime sian sgombre mi spinge a proseguire.
Con i primi raggi di sole oltre ai pascoli e alle
rocce si è illumina anche il mio volto, avevo
ragione.
Si parte, scarponi ai piedi e zaino, pesante, in
spalla mi avvio lungo il sentiero.
La giornata è davvero stupenda e lo spettacolo vale
già la levataccia, però oggi voglio trovare le
Bianche. Pur conoscendole bene, sono uccelli
particolari e l’incontro non è mai assicurato, il
risultato fotografico lo è ancor meno.
In piena estate la luce è stata troppo dura e le
onde di calore mi han disturbato già in mattinata.
Ora l’aria è frizzante e limpida il sole meno alto
sull’orizzonte, condizioni ideali.
Eccole finalmente! Ma quante sono?
3, 4, … , 7 che bel volo!
Come sempre sono loro ad avermi visto per prime, si
radunano, poi furtivamente si defilano di pedina tra
i sassi e la scarsa vegetazione d’alta quota.
Mi nascondo, tolgo velocemente l’attrezzatura, il
treppiedi, il “lungo”, l’adattatore e la … 4500.
Ora sono pronto, cerco uno spiraglio, spero ci siano
ancora, le trovo, si sono radunate su di una roccia,
so di aver poco tempo, molto poco.
Zoom, composizione, messa a fuoco … mi concedono 3
scatti
e poi via in volo sul mare di nebbia lasciandomi
solo il loro malinconico richiamo e questa
immagine.>
Per quale motivo faccio
Digiscoping?
Bella domanda,in realtà non c’è un motivo unico come
molti di noi è frutto di un percorso durato molti
anni.
Già dall’età di 14 anni fotografavo animali con
reflex e teleobiettivo, poi mi sono appassionato
all’osservazione, su è giù per i monti, nello zaino
un pesantissimo cannocchiale 30x75!
Quando ormai quel fardello cominciava a pesarmi sono
usciti i primi cannocchiali moderni e non mi
vergogno a dire che il giorno in cui finalmente ho
avuto tra le mani il mio 80Hd è stato uno dei più
belli della mia vita.
Ovviamente ho scelto l’Hd perché l’idea di farci
anche foto era ben presente, ora fotografo quasi
solo in Digiscoping, anche quando le condizioni sono
più adatte alla tecnica tradizionale e devo dire che
mi diverto molto.
|
|
|
Ordine |
Galliformes |
|
Famiglia |
Phasianidae |
|
Scientifico |
Lagopus mutus helveticus |
|
|
|
|
|
|
|
Inglese |
Rock Ptarmigan |
|
Tedesco |
Alpenschneehuhn |
|
Spagnolo |
Lagópodo Alpino |
|
Francese |
Lagopède alpin |
|
Giapponese |
ライチョウ |
|
Portoghese |
Lagópode-branco |
|
Svedese |
Fjällripa |
|
|
|
|
Fotografo |
Andrea Roverselli |
|
Cannocchiale |
Swarovski ATS 80HD |
|
Oculare |
Swarovski 20-60X Zoom |
|
Adapter |
DCA |
|
Macchina |
Nikon Coolpix 4500 |
|
Tempi |
1/100 |
|
Diaframma |
f. 3,6 |
|
ISO |
100 |
|
Distanza |
- |
|
Esposizione |
- |
|
Cavalletto |
- |
|
Mimetismo |
- |
|
|
|
|
Photoshop |
Si |
|
Plug-in |
- |
|
|
|
|
Luogo |
- |
|
Data |
08.09.2009 ore 9.10 |
|
Meteo |
- |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|