Foto e testi di Gian Pietro Pittaluga ©
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Questa
Sterna di media grandezza (apertura
alare 950-1050) mi ha colpito per la
sua abitudine di alimentarsi con
fragorosi tuffi estremamente
spettacolari.
E' una specie
quasi esclusivamente costiera con un
areale riproduttivo molto
frammentato (alle basse latitudini:
Mediterraneo e Mar Caspio; alle alte
latitudini: Mar baltico ed atlantico
settentrionale).
In Italia
nidifica nelle Valli di Comacchio e
nel delta del Po, qualche segnale di
inizio di nidificazione anche in
Sardegna. Il legame di coppia è
molto forte, monogama, con cura
della prole da parte di entrambi i
partner.
In migrazione e
svernamento frequenta acque costiere
marine o salmastre, con fondali
sabbiosi, limpidi, ricchi di fauna
ittica di superficie. Saltuariamente
può capitare anche su fiumi e laghi
dell'interno.
In Italia è
svernante regolare si stimano circa
1000 individui; maggiori
concentrazioni in Sardegna (Oristano,Sinis),
Toscana (laguna di Orbetello).
Presenze
più scarse in alto Adriatico,
Liguria, Puglia, Calabria, Campania
e Sicilia.
In Liguria lo
svernamento che si verifica lungo
tutta la costa può essere stimato
sugli 80 individui.
Era molto che non andavo sul “molo lungo” di Oneglia Imperia dove in questa stagione si possono vedere a volte gli Svassi a volte i Beccapesci (che a me entusiasmano per i loro tuffi) l'Anatra mandarina con i suoi colori spettacolari ma appena ho cominciato a guardare con attenzione ho visto qualcosa che per me era nuovissimo: la Gazza marina.
Subito ho estratto cannocchiale compatta e con calma ho cercato di fare i miei primi scatti “veri” ma la Gazza era irrequieta sempre in movimento io avevo problemi con la messa a fuoco ma ogni tanto mi riusciva uno scatto giusto.
Tutto questo che c'entra con la foto del Beccapesci ? C'entra eccome , infatti mentre veramente faticavo con la Gazza, con la coda dell'occhio, ho visto qualcosa che si posava sulla penna di una barca vicina una decina di metri era Lui il Beccapesci, è rimasto lì a riposare e mi ha lasciato tutto il tempo che mi è servito per eseguire una foto controllata.
Sicuramente ho avuto fortuna ma anche il modo di fotografare in Digiscoping più lento, più silenzioso ,più rispettoso dell'animale ha contribuito al buon esito.


