Succiacapre (Caprimulgus europaeus) (Linnaeus, 1758) .

 

Foto e testi di Claudio Montuori ©

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Foto del mese 10-2011 Succiacapre (Caprimulgus europaeus) - Foto di Claudio Montuori ©

 SUCCIACAPRE


   Il Succiacapre, Caprimulgus europaeus, è un uccello suddiviso i 6 sottospecie, delle quali, solo 2 sono presenti in Europa, con il Caprimulgus ruficollis.
Foto del mese 10-2011 Succiacapre (Caprimulgus europaeus) - Foto di Claudio Montuori ©Uccello migratore, proveniente dall’Africa nord occidentale, e zone subtropicali dell’Asia, è presente in Europa nel periodo maggio/ottobre.
   Dall’aspetto lungo, con testa grande, piatta e corta, dotato di un becco molto largo e cortissimo, circondato da peluria, filo piume che servono alla cattura degli insetti in volo, che si distaccano
dalla base del becco. Nonostante le ridotte dimensioni del becco, l’apertura della bocca, appare enorme e sproporzionata, ma perfettamente compatibile al tipo di caccia che adotta per alimentarsi.

   Le zampine corte, appaiono praticamente invisibili, ad un osservazione quando posato.
Il colore del piumaggio, grigio scuro, con striature e chiazze più chiare. Le ali sono particolarmente lunghe e strette, nella parte inferiore e sulla coda, è presente una striatura di colore bianco, assente nei soggetti di sesso femminile.
   Osservato in volo, appare di grosse dimensioni, richiamando l’aspetto di un falco.
   Di difficile osservazione, anche perché tendenzialmente in declino, è possibile accertarne la presenza, dal particolare e prolungato canto, che a volte può prolungarsi per ore, nei terreni di cova.
   La distribuzione comprende tutta Europa, con l’esclusione di Islanda e Scozia, e Scandinavia del nord. Resta comunque abbastanza raro nella zona centrale europea, con diffusione a macchia di leopardo.

   Gli habitat che predilige, sono piuttosto vari, ma sempre contraddistinti da ambienti aperti e asciutti, dal clima temperato, e con presenza di insetti volanti notturni.
   Brughiere e praterie asciutte, piccoli boschi soggetti a disboscamento, greti asciutti nei grandi alvei dei fiumi, zone sabbiose e rocciose della macchia mediterranea.
   Nelle zone asiatiche, è regolarmente accertata la presenza anche ad altezze superiori ai 3000 mt.

Piumaggio   Di abitudini crepuscolari, è particolarmente attivo al tramonto, ma continua la caccia anche di notte. Durante il giorno, rimane posato sul terreno, in piccoli avvallamenti, confidando nell’eccezionale mimetismo del suo piumaggio.
   Difficile individuarlo a terra, soprattutto in presenza di foglie secche con le quali si confonde alla perfezione, rimane immobile contando su questo mimetismo, fino all’ultimo momento, e non è raro vederlo involare, da sotto i piedi.
   Quando posato su vegetazione, ha la particolarità di posarsi sui rami in lunghezza, e non trasversalmente, come la maggior parte dei volatili.

   Il nutrimento è costituito integralmente da insetti volanti, con predilezione per le prede più grandi e dalla pelle leggera, tipo le Falene. Molto raramente caccia da fermo, e sono state osservati comportamenti in volo, tipo “spirito santo”.

   Normalmente depone una volta sola all’anno, deponendo 2 uova, sul terreno in leggeri avvallamenti solitamente protetti da bassi arbusti e vegetazione. La cova è seguita esclusivamente dalla femmina, per una durata di 18 giorni circa. Dopo la nascita, i pulli vengono seguiti e nutriti da uno dei genitori, per una 20na di giorni, dopo i quali, i giovani diventano indipendenti, lasciando il nido, senza però allontanasi particolarmente dal territorio degli adulti.

   Come già detto, la popolazione è in costante declino, principalmente a causa dell’uso sempre più diffuso di pesticidi, che fanno diminuire la presenza di insetti e dalla continua antropizzazione del territorio.

   Particolarmente affascinante è il comportamento del maschio nei periodi di corteggiamento, che vola sopra la femmina, con volo “sfarfallante” e facendo battere la punta delle ali tra loro, ricreando un suono tipico, denominato “applauso”

   Simpatica l’origine del nome in Italia e, per esempio in Germania, che si rifà alla tradizione popolare, per la quale si riteneva che l’uccello, succhiasse il latte dalle mammelle degli ovini, in quanto venivano osservati in volo o a terra, al passaggio dei greggi, causando la perdita del latte, e a volte la cecità ai poveri ovini.
   Naturalmente la presenza era dovuta, agli insetti presenti per lo sterco degli ovini, e ad altri parassiti che colpivano gli stessi.
   Queste sue abitudini, il suo canto decisamente particolare, la presenza notturna, gli hanno conferito in passato, un aurea di animale maledetto, uno spirito in forma di animale, che aveva il compito di prelevare le anime dei moribondi, e trasportarle nell’aldilà.



  
Questa foto del Succiacapre, è il risultato finale di un esperienza cominciata all’inizio dell’anno con la fotografia notturna. Mi sono avvicinato a questa tecnica, accompagnando nelle uscite notturne un amico che fotografa con la tecnica tradizionale, andando alla ricerca di gufi e barbagianni.
   Dopo alcune prove infruttuose utilizzando due flash esterni dell’amico, non comandati dalla mia fotocamera, ho cominciato a chiedermi se fosse stato possibile ricreare un funzionamento delle apparecchiature simile al uso della reflex con tele.
   La ricerca e la risposta è stata abbastanza semplice, trovando la soluzione di applicare una trasmittente alla mia compatta, e collegare due flash esterni a due riceventi.
   A parte il problema che piazzare due cavalletti con flash e la nostra attrezzatura a giusta distanza dal soggetto, comporta delle operazioni un poco laboriose, con conseguente perdita di tempo, se la nostra preda, non decide di spostarsi, l’efficacia e la qualità che si ottengono, lasciano al primo approccio, sbalorditi.
   Non vi dico la mia gioia e la mia meraviglia, nel costatare che mi si spalancava l’opportunità di riprendere i notturni nel loro ambiente naturale, eventualità difficilissima durante le ore del giorno.
   E’ stato naturale quindi che si scatenasse in me, il desiderio di riprendere Barbagianni, Assiolo, Succiacapre e altro, facilitato da questa tecnica.
   Lo scotto da pagare naturalmente, sono ore ed ore di sonno perdute, ma la soddisfazione di riuscire poi nell’obbiettivo, è stata sempre impagabile.
   Nonostante il Succiacapre se individuato posato, sia un soggetto decisamente facile, la sua ricerca, è stata probabilmente la più lunga e complicata. In tante uscite, solo per due volte ho avuto la fortuna di trovarne uno fotografabile. Tenete presente che ritrovare un soggetto in un ambientazione troppo stretta, con la nostra tecnica, la foto non è possibile, per noi è sempre necessaria una distanza ed una visuale del soggetto, che spesso non è inferiore ai 10 mt.
   Se questo si verifica, allora il Succiacapre, è un vero modello, se non disturbato e a riposo, non si scompone minimamente, lasciandoti tutto il tempo necessario per qualche scatto.
   Qualcuno mi racconta che a volte si lascia avvicinare talmente, che sarebbe quasi possibile toccarlo, io non ho avuto questa esperienza, e del resto sarebbe inutile.
   A cominciare dai prossimi mesi freddi, forte di un poco di esperienza, ricomincia la possibilità di misurarsi nuovamente con queste meraviglie, e la magia che si respira vagando nella notte.

   Spero di avere la fortuna di potervi regalare qualche altra bella emozione, e soprattutto di poterla vivere personalmente.

 

 

NOMI  DIALETTALI
REGIONE NOME DIALETTALE
Campania Chiovàro
Emilia Romagna

Calcabòt, Boccalone

Friuli Bucàs, Bocjàs
Lazio Fantabbia
Marche Bocabatle, Covatèra, Calcabòt
Sardegna Cuddaru
Toscana Nottola, Fialoppo
Veneto Latacavre, Tetevache, Tetavache, Succhiacapre, Boccalone, Bocaincao, Bocassa, Calcabotto, Corospo
CURIOSI
Val Bormida (SV) Shcuarta baggi (squarta rospi)
Germania Hexe 'strega' (Prussia orientale),. Hexenführer 'guida delle streghe' o Kindermelker 'succhiatore di bambini'.

 

Il piumaggio dell'ala

piume

 

Alcuni francobolli e illustrazioni del succiacapre.
francobollo dis3

John Gould

Suomi

 

 

Contributi: - Filmati da http://www.arkive.org/

                   Audio da http://focuswild.com

                   Piume da http://focuswild.com

 

Nota dell'editore :  Nel cercare materiale per l'articolo di Claudio mi sono imbattuto (in rete) in una sequenza impressionante di errori e imprecisazioni dovute, immagino, alla poca conoscenza del succiacapre e alla credenza popolare. I casi più eclatanti sono: ....

. un RAPACE notturno ... . e .... una "specie di PIPISTRELLO" ... (Mammifero!!??)



Mini guide

Introduzione Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
Il Binocolo breve guida alla scelta.
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

Chiarimenti e semplici indicazioni
Una mini guida
Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?

Dati dello scatto

Ordine Caprimulgiformes
Famiglia

Caprimulgidae

Scientifico Burhinus oedicnemus 
   
Inglese Eurasian Nightjar
Tedesco  Ziegenmelker
Spagnolo Chotacabras Europeo
Francese

Engoulevent d'Europe

Giapponese ヨアロッパヨタカ 
Portoghese Noitibó da Europa
Russo Avdotka
Svedese Nattskärra
Fotografo Claudio Montuori
Cannocchiale Kowa TSN 883
Oculare 20-60x a  20x
Adapter  Falco Igino project
Macchina  Leica D-Lux 4
Tempi 1/250
Diaframma  f. 8
ISO  100
Distanza  12/13m
Esposizione  Manuale
Cavalletto -Gitzo GT2331
Testa Manfrotto 501 HDV
Mimetismo No
Software Adobe
Plug-in  Reg. Esp - mdc
Luogo   -
Data  11-09-2011 23:43:54
Meteo Sereno