Test
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William Optics Ibis 80 Apo
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Grazie alla Astrotec, importatore e distributore per l'Italia dei prodotti William Optics, abbiamo avuto la possibilità di provare il nuovo cannocchiale prodotto dalla azienda americana famosa nel settore dei cannocchiali e telescopi astronomici. Con lo stesso marchio vengono prodotti anche binocoli di grande qualità. Dopo aver sondato il mercato con un prodotto di larga diffusione (il Tucan 50) la W.O. ha pensato di entrare in quello dei cannocchiali con caratteristiche più avanzate con un prodotto robusto e con lenti a bassa dispersione ED apocromatiche prodotte in Giappone con il sistema TMB, che sfrutta la cosiddetta “fluorite sintetica”, il vetro FPL53.. Il cannocchiale viene venduto con un oculare zoom 24X72 di ottima fattura. A corredo ci sono anche una guaina di trasporto e protezione realizzata in materiale abbastanza robusto e ben sagomato. Viene dato anche un raccordo ottico con passo a T per collegare una reflex. Il tutto ad un prezzo estremamente competitivo.
Al primo impatto si ha un
impressione di grande robustezza
viste anche le dimensioni e il
peso. La vernice che ricopre il
telaio in alluminio pressofuso è
piacevole al tatto e offre un
ottima presa. Sorprende la
dimensione della parte che
contiene i prismi di porro che è
ricoperta di un ulteriore strato
di gomma. Penso che sia stato
progettato con l'intento di
proteggere ulteriormente questa
parte così delicata dei
cannocchiali. In questa zona si
trova la manopola di messa a
fuoco che offre una buona
fluidità e precisione. Il
modello che abbiamo provato era
uno dei primi importati in
Italia e forse per questo motivo
aveva, a fine corsa sulla messa
a fuoco in lontananza, un
leggero salto. Nell'uso, la
messa a fuoco, si è rivelata
comunque molto veloce e precisa.
Ai lati della parte che contiene
i prismi vi sono i riferimenti
per puntare il cannocchiale.
Sono presenti su molti modelli
ma il loro uso viene quasi
sempre dimenticato per la poca
praticità. Il paraluce
incorporato è in alluminio e si
estrae senza alcun gioco in
maniera fluida e soprattutto
silenziosa. La sua lunghezza di
circa 65 mm. offre una buona
protezione ai raggi. Il tappo
anteriore è a pressione e
realizzato anche lui in
alluminio. Il cannocchiale si
presta in pochissimo tempo ad
essere pronto all'uso.
La
base su cui avvitare il nostro
strumento ad un cavalletto con
un passo a vite da 1/4" presenta
anche il foro di aggancio al
fermo di stabilità di direzione.
La base è parte di un anello con
vite di fermo per poter girare
il cannocchiale e posizionare
l'oculare a 380°.
L'Ibis 80
risulta all'uso con una testa
fluida abbastanza bilanciato. La
cosa non è molto grave per noi
digiscoper che aggiungiamo
sempre il peso di una macchina
fotografica. Rimane sempre
consigliata una piastra di
bilanciamento tra il
cannocchiale e la testa del
cavalletto.
L'oculare 24-72X è di
costruzione robusta e accurata
ma D'altronde non si poteva
immaginare diversamente dalla
W.O. che costruisce oculari
usati da molti con cannocchiali
e telescopi anche di altre
marche. Dobbiamo ricordare la
serie SPL, UWAN, SWAN ma
soprattutto, per noi digiscoper,
la serie DCL che è studiata
appositamente per la fotografia.
Abbiamo provato sull'Ibis 80 il
DCL28 la cui prova verrà
documentata in un altra sezione.
Tornando al nostro zoom che,
con una focale per alcuni
aspetti originale (di norma,
troviamo sempre zoom 20-60x)
presenta una praticità d'uso e
una qualità sorprendente.
nelle nostre prove ha dimostrato
di essere in buona sintonia con
il cannocchiale e ottimo per il
birdwatching.
Il paraluce
dell'oculare, con un movimento a
vite, si sposta verso l'esterno
per adeguarsi secondo il fattore
di zoomata alla migliore visione.
Abbinarlo ad una macchina
digitale non è facile con gli
accessori in commercio per il
suo diametro di 47 mm. e la sua
lunghezza, con il paraluce tutto
esteso, di 91 mm. Noi ci siamo
fatti fare un adattatore apposta
dalla ditta SISMEC a Firenze che
ha risolto il problema con
ingegno e precisione. L'oculare
si avvita al corpo del
cannocchiale con un anello di
fissaggio a movimento libero il
ché ci permette di posizionare i
riferimenti del fattore di
zoomata nella posizione che più
ci è utile e pratica.
Con il cannocchiale viene fornito anche un adattatore ottico T2 per collegare una macchina fotografica reflex con l'anello specifico per la baionetta a seconda del modello (da acquistare a parte). Costruito in metallo presenta al suo interno un sistema ottico di cui non conosciamo il fattore di ingrandimento ma dovrebbe essere circa un 20X. Abbiamo fatto alcune prove collegando una Canon D30 con risultati degni di nota.
| Alcune immagini.. | |
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Il
cannocchiale con la sua custodia |
Il
contenuto della nostra confezione. |
| Oculare 20-60x |
un
semplice adapter fatto fare da un tornitore |
Le prove
sono state eseguite in esterno
durante una giornata estiva con il
materiale posto ad una distanza di
23 m. in zona parzialmente
ombreggiata. Il cannocchiale aveva
il suo oculare 24-75x originale e
collegata con il suo adattatore una
Nikon Coolpix 4500 tarata con una
sensibilità di 100 ISO, lo zoom 3x,
la messa a fuoco sull'infinito e
quindi controllata dal cannocchiale.
La scelta di questa ambientazione
rappresenta un set di lavoro ideale
per il digiscoper sia per la
distanza che per la luce. Qualcuno
potrebbe contestare l'instabilità
della luce e i fattori esterni (turbolenze,
...) ma a noi interessa soprattutto
la prova sul campo e non certo in
studio.
| Alcune immagini del test | |
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Foto realizzata ad una
distanza di circa 15m. e trattata con Photoshop. Taglio originale.. |
Come abbiamo realizzato le immagini |
La
messa a fuoco si è dimostrata subito
affidabile e fluida con un movimento
della manopola non troppo lungo e
molto preciso. Abbiamo riscontrato
però un problema tecnico a fondo
scala con un sobbalzo dell'immagine
dovuto probabilmente a motivi
meccanici. Difetto analogo lo
abbiamo riscontrato anche su altri
cannocchiali e tutti con la stessa
posizione della manopola di messa a
fuoco (in alto sui prismi e non sul
barilotto). Anche se la cosa non si
può dire grave certo non potevamo
aspettarcela da un cannocchiale
prodotto da questo costruttore.
L'oculare ottimo per il birdwatching
si è comportato altrettanto bene con
il digiscoping presentando solo
nelle alte luci con grande contrasto
un leggero fringing blu. Non si sono
notate deformazioni ai bordi
dell'immagine e la copertura è
ottima senza vignettatura (questo
con la 4500 a 3x). Abbiamo comunque
riscontrato un valore non molto alto
della profondità di campo (sempre
paragonato ad altri zoom). Nel
confronto con la prova con un
oculare di focale fissa
(il celebre WO DCL-28)
abbiamo potuto notare molto
chiaramente la differenza,
grande pulizia e pochissimo fringing,
... ma questo era scontato.
Le immagini a corredo del servizio confermano la qualità costruttiva e ottica del Ibis 80 con immagini abbastanza contrastate, colori ben identificati e nitidi










