Semplici
impressioni su alcuni cannocchiali.
Dopo solo pochi mesi di vita del sito sono rimasto sorpreso dalla frequenza, molto più di quello che speravo (il contatore è stato inserito il 27 /12/2007 e parte da 000), e dalla quantità di domande che mi avete fatto. Fra tutte quella sulla scelta del cannocchiale è la più frequente. In Italia non ci sono negozi che hanno una grande scelta di marchi e modelli e siamo quindi tutti costretti a fidarci di ciò che sentiamo o leggiamo nel web dove, invece, tutto sembra alla portata e la scelta è vasta.
Alcuni marchi sono famosi nel settore del birdwatching ma questo non vuol dire che possono essere buoni anche per la fotografia dove la qualità ottica e versatilità dell'oggetto devono essere al massimo. Come molti, anche io, ho fatto il mio primo acquisto mosso più dall'emozione, dalle caratteristiche generali e dalle possibilità economiche del momento. Come molti ho preso un bidone!!
Da allora, grazie anche alla mia esperienza di fotografo, ho incominciato a valutare con criteri più mirati alla fotografia e alla qualità ottica. C'è un marchio che in Italia ha investito molto in pubblicità e, grazie anche alla poca professionalità e curiosità di molti rivenditori, viene venduto e consigliato come fosse una panacea per tutto. Se poi chiedi al tuo rivenditore di fiducia cosa è il digiscoping scoprirai che la maggior parte non ha la più pallida idea di cosa si sta parlando ... ma consiglia ugualmente. La cosa mi lascia interdetto esattamente come quelle persone che, di fronte a un quadro, dicono "Per carità io non mi intendo proprio di arte ma .... questo quadro è uno schifo" ....... se non te ne intendi non parlare!
O quelli che non hanno mai guidato una Ferrari ma giurano che è stupenda e ha una tenuta di strada invidiabile. La tendenza a emulare i campioni è sempre stata sfruttata a livello pubblicitario e commerciale. Il fondatore del digiscoping stesso viene presentato con una sua vecchia foto che lo ritrae con un cannocchiale che fu il primo ma se guardi le caratteristiche tecniche delle sue ultime foto ti accorgi che lo ha cambiato da tempo. Tutti però, per spirito di emulazione, hanno grande attenzione per il primo marchio.
Da allora, sia nel settore ottico dei cannocchiali che delle macchine fotografiche, c'è stato uno sviluppo impressionante. Oggi si contano numerosissime aziende che hanno in catalogo un cannocchiale prismatico terrestre, moltissime con lenti ED, e diverse con sistemi specifici per il digiscoping. Si sono presentate sul mercato aziende famose nel settore dei telescopi astronomici che, sfruttando le loro conoscenze ottiche, hanno prodotto cannocchiali per uso terrestre con materiali e soluzioni di primissimo ordine.
Questi ultimi due anni hanno visto nascere molti modelli da crearci veramente l'imbarazzo della scelta. Alcuni sono progetti completamente nuovi con una scelta di ottiche e materiali avanzatissimi, altri sono dei semplici redesign per esigenze commerciali.
Alla luce di tutto questo scegliere il nostro cannocchiale è diventata un impresa titanica. Nella mia piccola esperienza ho notato cannocchiali marchiati ED con la presenza massiccia di fringing, ho notato cannocchiali ED con oculari che in ultima analisi erano costruiti con standard qualitativi inferiori (bastava sostituire l'oculare e tutto era perfetto).
Grazie a un sito norvegese e ad altri giapponesi ho avuto le prime indicazioni e ho potuto studiare i loro test.
Abbiamo potuto fare da subito delle prove con due cannocchiali ma speriamo di continuare così da poter arrivare ad avere un buon database per le nostre scelte. Speriamo che questo possa essere visto come un invito alle varie ditte produttrici o importatori per poterci mettere a disposizione materiale a tutto vantaggio nostro e loro.
Quello che sto per esporre è solo una prima
impressione del tutto personale che mi auguro di poter ampliare con dei test.
Affronterò solo e unicamente cannocchiali nei quali ho potuto guardare, alcuni
non saranno delle novità.
Le impressioni sono dettate solo e unicamente dalla mia passione per la
fotografia.
Tralascio impressioni sui cannocchiali oggetto dei test all'interno del nostro sito.
La presentazione non ha un ordine dettato dalle preferenze personali.
Tutti sono stati osservati all'aperto.
ZEISS
La Zeiss ha in catalogo due cannocchiali, un 65 e un 85mm. sono dei tripletti con lenti apocromatiche alla fluorite** e con una
buona scelta di oculari. Anche se sono in catalogo già da
diverso tempo non temono il confronto con modelli di più
recente progettazione anche perché la Zeiss li ha sempre
aggiornati nelle caratteristiche ottiche. Noi abbiamo potuto vedere l'85mm.
con due oculari, lo zoom e il 30mm. L'impressione di
robustezza e buona costruzione è generale e le dimensioni
sono perfette per l'uso come digiscoping. Quello osservato
era verniciato gommato verde che offriva un ottima presa.
Compatto e abbastanza leggero (1,5Kg.) si fa notare subito
per la sua doppia manopola di messa a fuoco, una veloce e
l'altra micrometrica. La prima forse è un poco dura nei
movimento la micrometrica è perfetta. Il modello che avevamo
provato era angolare e lo zoom ha dato una visione
sorprendente alla massima estensione (60X) con luminosità e
dettaglio fino ai bordi. Con l'oculare 30X ci è venuta
voglia di fotografare da subito. Gli oculari vengono
collegati al corpo cannocchiale con un passo a baionetta
molto preciso e sicuro e tutta la costruzione in metallo è
robusta. Solo la parte vicino all'occhio è gommata e anche
lo zoom ha la ghiera tutta in metallo che offre una buona
presa. L'immagine prodotta con tutti e due gli oculari è
forse tendente un poco al caldo e, compreso lo zoom, non è
sembrata afflitta da aberrazioni cromatiche o distorsioni.
Nei vari forum qualcuno ha denunciato una piccola
distorsione e mancanza di definizione ai bordi dello zoom ma
solo a ingrandimenti inferiori al 40X. Noi non lo abbiamo
notato e, avendolo saputo, lo cercavamo. La Coolpix 4500
abbinata allo Zeiss ha dato immagini brillanti con grande
dettaglio e, con lo zoom a 60X, molto nitide. Assenza di fringing.
LEICA
In commercio ci sono 4 modelli tra angolati e diritti, apocromatici e
non, 62 e77mm. La scelta tra 5 oculari di cui uno zoom che
ci è sembrato in assoluto il migliore tra tutti gli zoom
visti. Abbiamo provato solo il Televid 77mm APO diritto con
lo zoom e il 20X.
Difficile resistere al fascino di questo cannocchiale che
rispetta in pieno il nome di robustezza, affidabilità e
qualità del marchio Leica. Anche in questo modello abbiamo
la doppia manopola di messa a fuoco ma più rigida
degli altri due cannocchiali (Zeiss e Kowa). Potrebbe aver
influito il fatto che l'oggetto provato era nuovo di zecca e
mai provato prima. In ogni caso la messa a fuoco è risultata
pratica e precisa. Il 30X ci ha affascinato per la sua
qualità ottica anche se dobbiamo riscontrare una tendenza ai
toni caldi. Comunque gli oculari sono molto chiari e
definiti con lenti grandi e luminose il tutto in un telaio
robusto e ben rifinito. Sappiamo che la Leica stà rinnovando i suoi
modelli e quelli nuovi sono più leggeri e compatti ma
sopratutto avranno il corpo con una vernice gommata nera che
darà un migliore grip soprattutto in condizioni climatiche
di freddo. Dobbiamo però far notare la accurata costruzione
della custodia di trasporto e protezione in cordura che è
risultata robusta e veloce nell'uso (non ha le lente e
rumorose lampo). Ci siamo concentrati nelle prove del 30X.
La ottima correzione alle aberrazioni cromatiche anche nel
controluce e il contrasto di questo oculare ci hanno rapito.
Complice anche la qualità del tripletto apocromatico alla
fluorite** del cannocchiale. Dobbiamo aggiungere che dopo aver
provato dei binocoli Leica ci aspettavamo anche dal
cannocchiale la stessa sorprendente luminosità, il televid è
luminoso ma non più degli altri modelli della nostra lista. Tra i cannocchiali osservati il Leica è
anche quello con il diametro più piccolo con i suoi 77mm. Nella gamma dei nuovi Televid si è aggiunto un 82mm
che ha una linea molto più filante. Le foto fatte con una Coolpix
4500 sono risultate sempre nitide dettagliate fino ai bordi
e con colori un poco caldi ma gradevoli e un ottima
correzione cromatica. Un grande cannocchiale con ottimi
oculari che purtroppo non abbiamo potuto provare come
avremmo voluto perché la voglia di metterlo a tutti i costi
in crisi era tanta.
KOWA
La Kowa non ha in Italia la fama che merita pur avendo dedicato molta
attenzione ai materiali, alla qualità delle lenti al
fluorite ** (nei modelli Prominar) e alla praticità d'uso. Da
sempre considerata dai digiscoper vanta, nel suo
catalogo, oltre che a diversi modelli di cannocchiali con
una buona scelta di oculari di qualità anche molti accessori
tra i quali molti dedicati ai digiscoper.
In una calda e
solatia giornata settembrina grazie ad un amico francese
abbiamo provato un recente modello della serie TSN-880 Prominar con lo zoom e
anche l'oculare TE 20H. Pochi mesi prima avevamo
provato un classico tra i classici il famoso e ancora
in produzione TSN 824 Prominar allora solo con il TSE 21WE.
I due cannocchiali sono così diversi nell'aspetto che non
sembrano fatti dalla stessa casa. Il nuovo 880 è un 88mm.
che non denuncia la sua potenza perché compatto anche se
dall'aspetto massiccio e maneggevolissimo con i suoi 1,5Kg.
Ha un corpo gommato verde che si maneggia con molta
sicurezza e la doppia messa a fuoco veloce e precisa (quella
precisa è veramente precisa!!). Il TSN 824 e solo verniciato
di un grigio caldo e sembra molto più ingombrante ma un poco
meno pesante. Presenta la curiosa posizione dell'oculare
posto a lato e non sullo stesso asse ottico delle lenti del
cannocchiale. Questo non crea nessun problema nell'uso
quando dobbiamo seguire un soggetto in movimento. Gli
oculari del TSN 824 hanno la "caratteristica" di essere
molto compatti con lenti piccole che a un birdwatcher
possono portare ad affaticamento ma nel digiscoping non
hanno dimostrato di avere problemi di rilievo. I nuovi
oculari del TSN 880 sono dedicati solo a questo modello e
presentano finiture di alto livello sia costruttivo che
ottico con un innesto a baionetta più sicuro e preciso
grazie anche a un pulsante di blocco-sblocco. La qualità del
colore e la definizione sono da manuale e correggono alcuni
limiti delle vecchie ottiche che avevano bisogno di zoomare
per non avere subito vignettatura. Il nuovo TSN 880 può
comunque ricevere anche i vecchi oculari Kowa grazie ad un
anello adattatore. Il TSN 824 Prominar offre un osservazione
molto luminosa, con un ottimo contrasto e molto naturale.
Intorno all'innesto a baionetta c'è un passo a vite
praticissimo per l'uso di accessori per il digiscoping. Dopo averlo provato
capisco il grande entusiasmo che ha suscitato l'uscita di
questi cannocchiali nel mondo dei digiscoper del sol
levante e non solo. Sono ottimi !! La foto fatta con la fedele Coolpix
4500 e l'oculare 20x è risultata una delle più equilibrate
che abbiamo mai fatto. Potrebbe essere un caso? Non so spero
presto di poter sottoporre a un test vero e proprio questo
cannocchiale.
Devo dire che il fascino del vecchio ma
eccezionale 824 è nella qualità della sua ottica che ancora
oggi produce immagini di grande contrasto e fedeltà
cromatica. C'é una
schiera di digiscoper che hanno provato e sottoposto questo
cannocchiale a ogni tipo di fatiche e abbinamenti ottici. Ne
è sempre uscito a testa alta. Anche la foto fatta sempre con la Coolpix 4500 è risultata con colori neutri e grande
definizione. C'era un po meno
definizione solo ai bordi estremi con i vecchi oculari.
SWAROVSKI
Questa azienda è la prima ad aver puntato anche sull'uso fotografico dei
suoi ottimi cannocchiali. Cantarne le lodi o i difetti non è
cosa facile perché si corre il rischio di entrare in una
bolgia di interventi. Tutto il web e il mondo dei digiscoper
ha sempre avuto un occhio di riguardo verso questi ottimi
prodotti ma, se prima avevano un predominio incontrastato,
oggi la loro fama è minata da una concorrenza
agguerritissima. La Swarovski non è stata a guardare e
riposare sugli allori. Per molti L'AT80HD è una pietra miliare nel
digiscoping e con i nuovi modelli sia diritti che angolati,
sia Hd che "normali" continua la tradizione di qualità e
affidabilità. Suo pregio è anche il gradevolissimo design e
la ottima maneggevolezza. Abbiamo potuto provare sia il
vecchio AT80HD che il nuovo ATS80HD. Il primo solo con
l'oculare zoom e il secondo anche con il 30X. In entrambi i
casi abbiamo usato adattatori non Swarovski per la nostra Coolpix 4500 ma comunque oggetti di ottima fattura e
precisione. L'ATS80HD lo abbiamo provato a lungo anche con
una reflex Nikon D30. Entrambi hanno prodotto immagini con
grande ricchezza di dettagli e una piacevole sensazione di
brillantezza.
Personalmente ho avuto l'impressione che le caratteristiche
dello zoom fossero un poco inferiori al Leica e al Kowa ma
il 30X ha dato immagini neutri piene di dettagli. Sia lo zoom che
il grandangolare presentavano stranamente del fringing. In
questi giorni avevamo sottoposto un ATS80HD nuovo ai nostri
test ma abbiamo dovuto sospendere la prova perché il
negoziante che gentilmente ci aveva fornito assistenza lo ha
venduto. Durante queste prove è risultato comunque fosse
presente il fringing soprattutto in immagini scattate nelle
ore pomeridiane. Lo troviamo molto curioso e ci dispiace non
poter proseguire nei nostri test.
Una nota personale : Il cannocchiale ha la messa a fuoco
(per altro ottima e fedele) sul corpo cannocchiale
vicinissima al baricentro. Questo ci ha creato dei problemi
nell'uso con il digiscoping obbligandoci ad usare una
piastra di bilanciamento per spostare il tutto in avanti al
fine di trovare il giusto equilibrio sulla testa del
cavalletto. Abbiamo scoperto dopo che la Swarovski stessa
commercializza un accessorio che riteniamo dover essere
fornito di corredo.
Ho ancora molte curiosità su alcuni cannocchiali che non ho potuto provare come gli Optolyth, i Pentax, i Nikon di fascia alta, gli Opticron e i Brunton. Mi sto adoperando per dare anche di questi modelli delle prove e avere una guida completa sulla scelta del cannocchiale per il digiscoping.
Nota della serva: Pur considerandoli tutti
tra i più cari in commercio, Swarovski e Kowa sono tra i più
costosi in assoluto ma, soprattutto con il nuovo Kowa, danno ottimi
risultati. Il Leica e lo Zeiss si piazzano bene per il buon rapporto qualità
prezzo ma lo Zeiss è quello che in assoluto gratifica di più
per il prezzo che ha.
Ci sono ottimi cannocchiali che presto testeremo ad un
prezzo decisamente inferiore come il Meopta Meostar S1 75
Apo, il Vixen Geoma pro 82 ED, il William optics Swan 85 Apo,
il Nikon Fieldscope ED82 e L'Optolyth TBS 80 GA/HDF.
Stiamo testando due oggetti estremamente interessanti che stanno dando risultati straordinari al punto da considerarli uno un alternativa validissima per chi non ha grandi disponibilità economiche e l'altro per chi riesce a spendere anche di più del già esoso Swarovski. Sono un economico catadiottrico Maksutov-Cassegrain VMC110L della Vixen e uno straordinario e fedelissimo TeleVue 85. Entrambi di derivazione da telescopi astronomici. Presto saremo in grado di darvi i risultati dei test e .... vi assicuro .. c'é da stupirsi.
** Nota: Bisogna precisare che i produttori troppo spesso usano impropriamente la definizione "alla fluorite". I vetri ottici sono costituiti da molti elementi chimici scelti per ottenere indici di rifrazione adatti per ridurre al minimo le aberrazioni cromatiche chè altrimenti sarebbero intollerabili. Il vecchio trattamento alla fluorite di calcio è proibito (protocollo di kyoto) perché pericoloso per la salute di chi lo lavora. Vengono usati invece trattamenti con elementi naturali o sintetici che hanno come caratteristica la poca dispersione dello spettro della luce rifratta attraverso l'obiettivo. Ogni azienda produttrice di lenti usa trattamenti basati su proprie ricerche. La caratteristica più importante quindi è di constatare se il cannocchiale viene considerato essere apocromatico perché è questo il fine da raggiungere. La Swarovski non denuncia le sue lenti come alla fluorite ma come sintetiche ED (o HD) cioè Extra-low Dispersion il risultato apocromatico è comunque otticamente raggiunto.












