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I I MESI DELL'ANNO NEI MIEI PENSIERI - Luglio  

 
Se piove tra luglio e agosto, piove miele, olio e mosto.

Consacrato dai romani a Giove, anche se prende il nome da Giulio Cesare nato il 13 di questo mese, questo è il settimo mese dell'anno nel calendario gregoriano.
Il mese del sole e del caldo. I
l secondo mese dell'estate nell'emisfero boreale, dell'inverno nell'emisfero australe.
Questo è il mese in cui Giove con i suoi 4 satelliti (Io, Europa, Ganimede e Callisto) continua a guadagnare ore di osservabilità, diventando, fino al sorgere di Venere, il protagonista principale delle notti estive. Nella seconda parte del mese già poco dopo le 22 sarà possibile scorgere il pianeta sull’orizzonte a Est-Sud-Est.
La temperatura dell'aria si fa ancora più calda e le giornate si accorciano.
Per una buona riuscita del raccolto il mese di Giugno deve essere caldo e le piogge devono essere passeggere. Spesso i temporali sono violenti e accompagnati da trombe d'aria, allora i danni possono essere anche ingenti e le piene dei fiumi invadono aree di nidificazione.
Negli Appennini dove ancora nidificano le poche coppie di
Aquila reale (Aquila chrysaetos) è il momento che i piccoli, nati circa due mesi fa, compiono i primi e insicuri voli accompagnati dai genitori che li osservano con attenzione. Sulle Alpi questo accade verso la fine del mese. Il loro maestoso volo, favorito dalle forti correnti di aria calda che si leva dal suolo, sovrasta boschi e radure dove i piccoli di Cinghiale (Sus scrofa) seguono la madre protetti dal loro manto mimetico striato di giallo e bruno. Questo è un momento molto delicato per loro che sono esposti ai predatori nonostante la sempre vigile e coraggiosa attenzione della madre. A spaventarli, nelle ore serali, c'è anche il forte bramito del Capriolo (Capreolus capreolus) in amore.
Per moltio uccelli è il momento più faticoso e impegnativo. Alcuni hanno già fatto i primi voli e hanno imparato a cacciare ma per molti è ancora tempo di imbeccate e per i genitori i voli al nido sono sempre più frequenti. Entrambi devono portare una grande mole di cibo per la loro prole sempre più esigente. Per altri, se il clima e la quantità di insetti è buona, è tempo di pensare a una seconda nidiata.
Lungo i fiumi e le rive degli stagni il Martin pescatore (Alcedo atthis) sfreccia lasciando la sua cangiante scia di colore blu. Quando si ferma, in uno dei suoi innumerevoli posatoi, notiamo anche il colore rosso ovattato del petto e il riflesso verde del dorso. Il numero di libellule e insetti che lo circondano è aumentato e ci crea non pochi problemi durante le nostre lunghe attese alla ricerca di un immagine.
Individuato un posatoio, ci fermiamo in silenzio e, nell'attesa, se siamo fortunati ed attenti, vediamo il Tarabusino (Ixobrychus minutus)  intento a cacciare tra le canne in pose da equilibrista, Se poi siamo davvero baciati dalla dea bendata possiamo scorgere anche i rapidi e attenti movimenti del Porciglione comune (Rallus aquaticus) che, sempre nascosto nella fitta vegetazione, è costretto a rapide ed improvvise apparizioni allo scoperto.
Un gran numero di uccelli si porta sulle rive per brevi e rinfrescanti bagni. Sono la Passera europea (Passer domesticus), la migratrice Tortora europea (Streptopelia turtur) e la, oramai stanziale, Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto). Entrambe sono molto attente perché sanno di essere particolarmente esposte in questi momenti. Non di rado il Gheppio comune (Falco tinnunculus) riesce a sorprenderle ma raramente porta a termine la sua caccia.
Se ci siamo appostati vicino a un ciliegio allora abbiamo la fortuna di vedere un gran numero di uccelli che approfittano di questa abbondanza di frutti. Tra tutti spicca la chiassosa Ghiandaia eurasiatica (Garrulus glandarius) che, finalmente, si lascia avvicinare un poco di più, ma , molto più sorprendente e chiassoso, ecco il fantastico Rigogolo europeo (Oriolus oriolus). Una macchia di giallo, grande come un merlo, con il bordo dell'ala nero e una piccola striatura nera dall'occhio al rosso becco che ne  identifica il maschio. Uccello straordinario e, nonostante il colore giallo limone, molto difficile da vedere. Se di chiasso si deve parlare allora sicuramente ci rimarrà impresso il canto beffardo del Picchio verde (Picus viridis) che ha incominciato a popolare anche i giardini e i parchi delle città.
Vicino ai rovi, infilzate tra le spine, noteremo i resti di grandi insetti, cavallette e piccoli rettili. Come sono potuti finire in questo modo? Sono il resto del banchetto della Averla cenerina (Lanius minor) che sfrutta le spine per fermare la sua preda e mangiarla comodamente.
Al tramontare del sole il monotono frastuono delle cicale diminuisce e i colori si fanno sempre più saturi per l'enorme umidità che evapora dalla terra e, in controluce, si notano sciami di insetti come macchie argentate. Facile preda di acrobatici Pigliamosche (muscicapa striata), la furtiva Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e il Saltimpalo (Saxicola rubicola) che ama particolarmente prendere questi ultimi raggi di sole.
Sulle Alpi, anche a grandi quote, vola una farfalla che difficilmente passa inosservata, la Farfalla Iride (Apatura iris) , i maschi posseggono brillanti sfumature che passano dal blu al viola-porpora, queste non sono dovute a pigmenti chimici, come avviene nella maggior parte delle farfalle, ma a fenomeni fisici di diffrazione e interferenza della luce; per questo motivo cambiano a seconda dell'angolo di incidenza dei raggi luminosi.
Per chi inizia le ferie e si dirige in Pakistan, nelle pianure occidentali, la magnifica Gru Antigone (Grus antigone) incomincia a covare. Alla fine della cova la gru muta le penne che cadono per intero (tranne le remiganti che cadono dopo due anni). Ora è incapace di volare.


Tutta questa ricchezza, e molto di più, è parte di un grande disegno che Madre Natura ci offre e che noi dobbiamo rispettare e fotografare con cura senza creare danni. Stamo lontani dai nidi, non invadiamo chiassosamente le aree di riproduzione e muoviamoci con movimenti lenti ed attenti. Ogni tanto fermiamoci all'ombra di qualche albero e osserviamo con pazienza. Saremo ricambiati da una miriade di spettacoli dai quali dobbiamo imparare ancora molto.

 

NOTE di fondo pagina

 
 
  • Il 4 luglio Afelio: la Terra raggiunge la massima distanza dal sole.
  • Luglio è un mese molto triste per la musica classica:
    il 28 di luglio muoiono due grandi musicisti: Muore Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741)  - Muore Johann Sebastian Bach (Eisenach, 21 marzo 1685 – Lipsia, 28 luglio 1750) mentre il 29 muore un altro grande della musica Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 – Bonn, 29 luglio 1856).
 

 

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