Test - Il Borg 71 FL - Parte 1/2

 

   Ci accingiamo a presentare una soluzione molto originale che grande successo ha avuto in oriente e ... a buon diritto.
"Molto originale " per noi digiscoper.

 tutti gli strumenti usati per il test

In questa immagine illustriamo tutti gli strumenti usati per il test con il cannocchiale nella versione con il focheggiatore posizionato anteriormente.
Montata c'è la Olympus E420 e il duplicatore TeleXtender1.4.
Notiamo a sinistra la Olympus EPL-1 con, alle sue spalle il Zuiko 50mm macro e il 25mm Pancake montato sul Baader Hyperion 17mm. Accanto il prisma Baader e davanti a questo la Canon S95.
Alla destra il duplicatore 1.4 Kenko per la Nikon D3000 usata sia a fuoco diretto che con il 50mm f1.4.
Davanti al suo adapter per l'uso con ottiche NIkon (trovato su Ebay) cè la Sony Nex 5 con il suo obiettivo zoon 18-55 e alcuni anelli adattatori.


  
Tutti i nostri cannocchiali sono basati su una struttura ottica principale che è molto simile a quella dei telescopi rifrattori nati per l'osservazione della volta celeste. Doppietti o tripletti (il primissimo gruppo dilenti) sono seguiti da una soluzione (singola o doppia) di prismi che portano la luce all'oculare e ... da questo al sensore della macchina fotografica passando per l'obiettivo o senza quest'ultimo.
L'unico meccanismo che si differenzia con quello dei telescopi astronomici è quello della messa a fuoco che nei nostri cannocchiali è interno al corpo cannocchiale e si basa su meccanismi che spostano un gruppo ottico interno. I telescopi astronomici, di norma, spostano tutto il gruppo finale con pentaprisma e l'oculare.
   I telescopi sono sviluppati per avere una grande resa nel contrasto, nella resa del colore e definizione. In genere sfruttano meglio le lenti per avere una maggiore luminosità. Un altro vantaggio, non indifferente, è la quasi completa universalità degli accessori così da poter scegliere e assemblare il meglio della produzione mondiale. Non di rado vediamo telescopi frutto di una combinazione di 4 o anche 6 marchi.
   Il mondo degli astrofili è molto simile a quello dei digiscoper con appassionati che non disdegnano di provare soluzioni anche auto costruite. L'ingegno di molti ha sviluppato un gran numero di accessori e soluzioni ottiche capaci di risolvere anche le esigenze pratiche più strane.
   In genere, per entrambi i gruppi, si parla di persone spinte da una grande passione e una buona conoscenza tecnica, amanti della tecnologia ma vista al servizio del nostro ingegno.
   Chi ha avuto modo di partecipare a meeting di astrofili avrà notato che si svolgono spesso in luoghi impervi (alla ricerca di cieli puliti) non sempre accessibili con mezzi di trasporto. Logico quindi che si debbano trovare soluzioni che, nel rispetto della qualità, diano la possibilità di un facile trasporto.
Ecco quali sono le basi che hanno portato alla nascita dei Borg.

   Curiosità: L'azienda giapponese nasce nel1989 grazie alla passione di un, allora, giovanissimo astrofilo il Sig. Nakagawa. Il nome "BORG" deriva da BO = BOenkyo (telescopi) e GU = Dogu (strumento) in giapponese ma allo stesso tempo, al Sig. Nakagawa, piace anche ricordare che "Borg" è un'abbreviazione di "cyborg", che è essa stessa una combinazione di "insieme cibernetico", sottintendendo che l'uomo e la macchina stanno lavorando insieme come un solo organismo armonico.

 

Borg 71FL con il focheggiatore montato posteriormente.

In questa immagine il Borg 71FL con il focheggiatore montato posteriormente.
A seguire gli anelli per applicare tutti gli accessori per un uso fotografico e per l'osservazione.


   Da subito vogliamo specificare che la grande maggioranza degli utenti di Borg utilizzano l'ottica collegandola direttamente al corpo macchina usandolo, quindi, come un tele. Questo non è proprio vicino al digiscoping se non per l'assenza dei diaframmi e di tutti gli automatismi dei tele e supertele. Nel catalogo Borg troviamo anche un elemento molto interessante, il M75 [7075] che permette di aggiungere la possibilità dei diaframmi (a 20 lamelle).
   Per avvicinare questa ottica al nostro modo di lavorarre abbiamo preferito cercare di collegare la macchina con un oculare (Baader Hyperion 17) e un pentaprisma (Zenitprisma) a 90° della Baader. Questo oggetto ha all'interno un prisma ottico e non un pentaspecchio.
   Il distributore italiano di Borg ci aveva fornito anche una Olympus Pen EPL-1 ma senza obiettivo. Con un accessorio facilmente reperibile in internet (Ebay) Siamo riusciti a collegare un obiettivo Olympus OM 50mm f/1.4.
Con un analogo accessorio è stato possibile collegare anche il Nikkor SC 50mm f/1.4 che usiamo regolarmente come test.
Allo stesso modo sono possibili i collegamenti con altri obiettivi di altre marche ma sempre perdendo ogni forma di automatismo.
   Abbiamo, chiaramente, realizzato buona parte del test con l'uso a fuoco diretto così da testare la resa più pura dell'ottica proposta.

 

La confezione che ci è arrivata

In questa immagine ivediamo il contenuto della confezione che ci ha inviato
il distributore Borg italiano.
I numerosi elementi erano .per poterci permettere più di una soluzione di montaggio.
A questi vanno aggiunti alcuni anelli e raccordi, che abbiamo trovato su Ebay,
per il collegamento con le nostre macchine e alcuni accessori.


  
   L'importatore e distributore italiano ci ha fatto pervenire un set completo per i nostri test. Le soluzioni possibili erano molte.
La scatola, di dimensioni contenute, conteneva una serie di confezioni per ogni anello, raccordo, accessorio e parte ottica. Tutto era pronto per un test molto vario e completo.
   A questo punto non restava che assemblarlo.
   Abituati a ricevere il cannocchiale montato ci siamo subito stupiti di quanti fossero gli elementi (13) che dovevmo assemblare. La cosa si stava rivelando molto divertente e, mentre seguivamo il semplice schema di assemblaggio, già ci venivano in mente altre soluzioni e idee da testare. Il tutto si è rivelato molto semplice e intuitivo tranne che per una piccola indicazione che manca nei brevi fogli all'interno delle confezioni, fogli scritti in giapponese. il problemino è stato con l'elemento che contiene la parte ottica vera e propria che ci è pervenuto già montato ma è composto di 3 elementi, paraluce+ottica+un raccordo riduttore da 80 a 77. La Borg produce per due linee di base, la 2571Mini Borg (77 di diametro) e la Borg serie 80. Quindi,quest'ultimo elemento, deve essere svitato e non verrà usato nel nostro sistema per il digiscoping che usa un tubo da 80mm. Ci sono soluzioni adottate con altri raccordi che permettono l'uso di questo raccordo riduttore ma noi non le abbiamo testate perché non erano disponibili nella nostra confezione.
   Andiamo avanti -
Ora avvitiamo il 2571, il cuore del sistema con le lenti alla fluorite, all'elemento 6000. Anche se non è specificato nella confezione e neanche nel sito crediamo che, anche in questo caso, le lenti non siano da considerarsi realmente alla fluorite in quanto la loro costruzione dovrebbe essere bandita per motivi di salute e tutela di chi le lavora. Oltre al motivo citato dobbiamo ricordare che le lenti alla fluorite, nel tempo, hanno un decadimento ottico nella resa del colore Schema ottico(tendono al giallo) e sono molto delicate. Pensiamo quindi che siano prodotte con terre rare come è per tutti gli altri produttori che, comunque, le danno per "alla fluorite". Oramai è di uso comune identificarle con questo nome solo perché hanno le stesse caratteristiche ottiche. Le lenti alla "fluorite" dei Borg sono prodotte dalla Canon (Optron Canon Inc.). Borg produce due cannocchiali con queste lenti, il 71FL e il 50FL (400mm f/8). Il gruppo del 71FL è un classico doppietto con una lente "alla fluorite" e l'altra ED.

   L'elemento 6000 è un tubo in metallo lungo poco meno di 20Cm ed ha una piastra rinforzata con i fori per collegare il cannocchiale alla testa del treppiede. I fori sono due ma solo da 1/4' di pollice. Chi usa il primo può usare il secondo6000 foro per collegarsi al fermo anti torsione della testa. Altri due fori, ai lati, non hanno un uso con le nostre teste fluide. La leggerezza di questo elemento e di tutto il cannocchiale in generale è derivata dall'uso di speciali leghe di alluminio duro i cui spessori sono stati studiati appositamente per sopportare tolleranze tali da mantenere un accurata precisione e resistenza. Diametralmente sopra la piasta di fissaggio al treppiede ci sono due pomelli cromati che azionano un fermo a vite che ferma una parte allungabile che termina con una filettatura alla quale possiamo avvitare i vari tipi di focheggiatori o l'anello con i diaframmi. Quasi tutte le viti di fermo dei vari accessori dei Borg sono costruite con molta cura e presentano sulla punta una parte in fibra di vetro che offre un ottima presa senza danneggiare o graffiare la parte a contrasto.
   Seguendo la costruzione del nostro cannocchiale passiamo a montare il focheggiatore elicoidale 7130.
7130Lo avviteremo a quella parte mobile del modulo 6000 (un tubo dii prolunga) allentando i due fermi cromati che ci permetteranno di notare il passo a vite. La scelta delle due manopole di fissaggio è derivata dal mondo astrologico dove è necessario cercare di mantenere al massimo la collimazione tra il fuoco delle lenti. Questo elemento mobile si allunga con un movimento molto preciso e morbido per 7,5 Cm e ci tornerà utile durante le riprese visto che, variando la distanza ottica tra lenti e piano focale ci permette di fotografare anche soggetti molto vicini. Variare questi parametri è molto veloce e funzionale. Prima di avvitare il focheggiatore elicoidale vale la pena di perdere alcuni minuti ad analizzarlo con attenzione. Noteremo subito la micrometrica scala da 0 a 25 che ci permette di memorizzare il parametro di messa a fuoco se voglianmo fare delle riprese con soggetti in movimento. Anche questo elemento ha un pomello cromato la cui funzione è quella di sbloccare-bloccare e calibrare la frizione della MaF. Altre due viti cromate hanno la funzione di fissare la parte mobile interna, quella con il movimento elicoidale. Non vanno toccate.
   Il grande diametro della manopola e la buona regolazione alla pressione garantiscono molta precisione con un movimento della mano assai breve. Il tutto è senza gioco e del tutto regolabile. Alcuni appassionati che usano solo teleobiettivi si sono molto entusiasmati per la precisione e la resa.
Movimenti del focheggiatore   Agendo sulla parte gommata possiamo cercare la corretta messa a fuoco con un movimento assai fluido e regolare senza perdere mai la nostra regolazione per pesi o involontari colpi alla macchina fotografica. Purtroppo questo elemento, pur mantenendo sempre uguale la linea dell'orizzonte della macchina, ha una corsa che sposta la macchina di circa 2,4 cm. e non ci permette di usare barre stabilizzatrici che blocchino saldamente cannocchiale e macchina.
Noi abbiamo usato la barra stabilizzatrice Kowa DA3 lasciando che il cannocchiale scorra libero sulla rotaia principale.. Purtroppo questo elemento, pur mantenendo sempre uguale la linea dell'orizzonte della macchina, ha una corsa che sposta la macchina di circa 2,4 cm. e non ci permette di usare barre stabilizzatrici che blocchino saldamente cannocchiale e macchina. Noi abbiamo usato la barra stabilizzatrice Kowa DA3 lasciando che il cannocchiale scorra libero sulla rotaia principale. In questo modo, al variare della messa a fuoco, avendo la macchina ferma sulla staffa verticale, era i cannocchiale a spostarsi.
   Una soluzione può essere quella di posizionare il focheggiatore subito dopo il gruppo lenti (All'altro capo del modulo 6000) ma, così, avremo tutti i comandi molto avanzati, comodo nell'uso manuale ma meno in quello di puro digiscoping con treppiede o in un capanno. Abbiamo già detto più volte perché preferiamo i comandi il più vicino possibile alla macchina.fotografica.

   Nota: Il Kowa TSN-DA3 è assai robusto e ha due caratteristiche assai utili:
1) - La piastra di aggancio anteriore, quella al cannocchiale, ha un fermo di sicurezza e scorre, su tutta la ben dimensionata staffa, con molta fluidità ed assenza di gioco.
2) - La parte destinata a fermare e sorreggere la macchina fotografica è molto robusta e finemente calibrabile sia in verticale come in orizzontale.

   Così montato abbiamo raggiunto lo scopo di solidità e sicurezza per foto prive di micromosso e sicurezza per accidentali movimenti che avrebbero portato alla perdita delle nostre scelte di MaF e calibratura.
TeleXtender 1,4x (7214)   Avvitato il focheggiatore terminiamo il montaggio del cannocchiale scegliendo varie opzioni.
Gli schemi Borg ci aiutano molto ma ci lasciano anche molte opzioni dettate dalla nostra fantasia. Noi abbiamo scelto 3 soluzioni due delle quali vedono sempre presente un altro elemento interessantissimo della produzione Borg.
   Il 71FL ha una focale di 400mm f/5.6 che possiamo aumentare con un raffinato TeleXtender 1,4x (7214) che avviteremo sulla prolunga 7509 subito dopo il focheggiatore. Per un astrofilo questo è considerato un Barlow ma, nella realtà, è stato studiato appositamente per l'uso fotografico.
 schema TeleXtender 1,4x (7214)   Questo elemento porta la focale a un 560mm f/7.9. Con il telextender inserito possiamo lavorare a fuoco diretto con una reflex e l'anello T2 ma anche in afocale facendo attenzione a rispettare sempre la distanza di 60mm con il piano focale della macchina. In questo ultimo caso avremo una grande potenza ma la luminosità cade vertiginosamente pur usando un oculare (nel nostro caso un Hyperion 17mm) senza il gruppo prismi.
   Osservando attentamente il TeleXtendersi nota che il gruppo ottico si può spostare internamente seguendo una serie di 5 riferimenti, 300, 350, 400, 450, 500 e uno ultimo 640. Lo spostamento al valore scelto avviene trascinando con le dita l'elemento mobile che si ferma con un leggiero blocco ai vari valori di riferimento. Purtroppo nella confezione non troviamo una spegazione scritta sulla funzione di questi movimenti che, dopo poco, capiremo essere una calibrazione ottimale per la focale dei vari cannocchiali ai quali lo collegheremo. Ricordiamo che l'elemento è stato studiato per essere usato con i vari cannocchiali Borg di diversa focale (45ED pari a un 325mm (f/7.2), 60ED pari a un 350mm (f/5.8), 71FL pari a un 400mm (f/5.6), 77ED pari a un 510mm (f/6.6), 101ED pari a un 640mm (f/4.1). A questo punto posizioniamo la parte mobile sul riferimento 400.  Da notare che il TeleXtenderpuò essere usato anche con cannocchiali non Borg grazie al suo passo a vite universale e con l'uso di anelli riduttori specifici prodotti anche da Borg.
   Il TeleXtenderè costituito da due lenti a bassa dispersione e pesa circa 180g.
scelte di montaggio   Da questo punto in poi entrano in gioco alcuni elementi a seconda delle scelte che vogliamo fare. Se lavoriamo con un oculare (birdwatching o digiscoping) dobbiamo usare un raccordo che ci consenta di posizionare e bloccare l'oculare o il prisma con l'oculare altrimenti dobbiamo avvitare un anello che ci consente di avvitare l'anello T2 con il passo del corpo macchina che useremo (sistema a fuoco diretto)
. Gli anelli T2 devono, per forza, essere anelli prodotti dalla Borg perché il passo a vite maschio non è compatibile con quelli universali (più grande).  Per usare gli anelli T2 (serie 5000) è necessario anteporre, quindi, un anello specifico (7000). Questa scelta deve essere dovuta alla filosofia costruttiva di Borg che cerca la compatibilità ottica fino a formati 6x7 oltre a tutte le moderne reflex fino al full frame.

   Ora siamo pronti.
   Da subito balza all'occhio come sia stato facile montare il tutto e come sarà facile smontarlo, anche parzialmente, per poterlo disporre in uno zaino anche di piccole dimensioni.
   Altrettanto evidente è l'assenza di gas e qualunque altro prodotto atto a limitare l'insorgenza di funghi e muffe o condense dovute a repentini sbalzi di temperatura o umidità dell'aria. Borg consiglia di conservare, o trasportare, il cannocchiale smontato così da facilitare ogni climatizzazione e limitare al massimo l'insorgenza di muffe se riposto per lunghi periodi.
   Un altra caratteristica che balza subito all'occhio è la necessità di procurarci da subito una serie di accessori per poter coprire il cannocchiale e nascondere il suo colore bianco brillante e le sue parti cromate.
   Noi abbiamo fatto uso di stoffa mimetica (I° foto) tagliata su misura (operazione alla portata di tutti) e fermata con del velcro adesivo. Il tutto era fermato anche con degli elastici. Consigliamo comunque di usare una camera d'aria nera per coprire la parte anteriore del paraluce che risulta essere comunque visibile perché leggermente ricurva verso l'interno. La camera d'aria si sagoma e copre anche ciò che la stoffa lascierebbe visibile.
   Con l'uso e la pratica sarà necessario fornirci di una semplice staffa per bilanciare il nostro sistema che tende ad avere tutti i pesi d un lato. Noi abbiamo usato una semplice staffa di un flash (Metz 45 CT4) che ha risolto il problema prima di optare per il più sofisticato Kowa TSN DA3.
Ed ecco la nostra soluzione ideale.
71fl con staffa

 Crediamo sia già trapelata la grande curiosità che avevamo nel mettere in pratica tutto il sistema con i vari elementi ... ma, soprattutto, grande era la curiosità della resa ottica.
   Già dalle prime immagini simo rimasti colpiti dalla resa dei colori, con tutte le macchine. Molto equilibrati e con un'ampia gradazione di sfumature. Anche con il TeleXtender1.4 non si ravvisa nessuna presenza di aberrazioni cromatiche e l'equilibrio di luminosità è perfetto fino ai bordi.
   Molto più marcate e contrastate, ma sempre in maniera gradevole, le immagini prodotte dall'insieme, proposto dal distributore, con la Olympus EPL-1. La soluzione con la Sony NEX-5 ci è sembrata la migliore in assoluto con colori molto realistici e un contrasto assai equilibrato.
Il merito deve essere dato anche al sensore di ultima generazione che presenta una definizione superba con un controllo del rumore molto raffinato. La comodità del visore LCD mobile ha dato molta più versatilità all'insieme permettendoci una grande libertà di azione. Con questa macchina e con la Nikon D3000 abbiamo provato a montare anche un ulteriore duplicatore 1.4 arrivando ad una focale di 714mm ma, la complessità ottica risultante, ha prodotto immagini con poca definizione, utili solo per una documentazione.
   Nikon e Olympus 4/3 si sono adattate perfettamente senza presentare nessuna aberrazione geometrica fino ai bordi. Abbiamo provato con successo anche con una Full Frame Canon.
   Nella ricerca di soggetti mobili, sia a mano libera che su treppiede, è la soluzione con il focheggiatore avanzato quella che ha dato le migliori performance. Dovendo lavorare senza l'autofocus abbiamo potuto constatare che il focheggiatore è davvero ben equilibrato per resistenza e velocità di ricerca.
   La leggerezza dell'insieme ci ha permesso di lavorare anche con un mono piede. Lavorando in questo modo, crediamo, sia di grande aiuto fornirci anche dell'anello M75 con la possibilità di avere anche i diframmi ma, fondamentale, è la presenza della staffa di bilanciamento.
Borg prisma raddrizzatoreL'uso di uno strumento così leggero e pratico nel trasporto ci ha spinto più di una volta alla caccia fotografica vagante.
   Nel catalogo giapponese delle novità di Borg è presente anche un prisma raddrizzatore simile a quello usato da Kowa per il suo nuovo cannocchiale, Un prisma diritto (7778)..il che renderebbe il tutto più pratico nel digiscoping. Possiamo anche usare prismi raddrizzatori di altre marche ma è fondamentale l'uso di oggetti di grande qulità ottica. Pari a quella del 71FL.
   Dalle foto del test che seguiranno nella pagina successiva possiamo notare che la resa è sempre stata molto buona con tutte le soluzioni.
   Non è un cannocchiale come siamo stati abituati fino ad oggi (Kowa, Swarovski, Zeiss ecc.), forse più simile al nuovo Kowa, ed è da preferire nell'uso a fuoco diretto ma ha il grande vantaggio di avere un rapporto qualità-prezzo molto buono.
   Da non dimenticare il grande parco di accessori (per scaricare il catalogo in formato PDF) e soluzioni che lo rendono un ottica molto versatile ed espandibile. Per espandibile intendiamo anche la possibilità di aggiornare l'insieme di base con gruppi ottici che aggiungeremo solo nella parte frontale. Avremo così, come abbiamo già specificato, la possibilità di montare un 45ED pari a un 325mm (f/7.2), un 60ED pari a un 350mm (f/5.8), un 77ED pari a un 510mm (f/6.6) e il 101ED pari a un 640mm (f/4.1).
Tutta questa versatilità supplisce abbondantemente alle limitazioni che abbiamo citato precedentemente.

 

Con un anello di raccordo specifico è possibile montare il focheggiatore in posizione avanzata, tra il modulo 6000 e l'elemento con le lenti.

Con questo accessorio possiamo aggiungere la possibilità di usare i diaframmi. Il M75 [7075] è dotato di 20 lamelle per una resa ottimale sia per un astrofilo ma, soprattutto, per un fotografo..

7507 BORG M75 7075

Questa soluzione ci permette di usare l'oculare senza il prisma raddrizzatore e avere un cannocchiale diritto.

Questa immagine, presa dalla rete, Il sito Borg, mostra come effettuare il montaggio seguendo schemi ed elementi del sistema MINI BORG:

cannocchiale diritto

mini borg

Abbiamo provato anche una combinazione "estrema" montando un ulteriore duplicatore 1.4 con passo Nikon e un adapter da Nikon a Sony E System. Il tutto sulla NEX-5.

Il prisma Baader con l'oculare 17mm Hyperion con collegata la Olympus E420 e il suo 25mm.

Sony NEX-5 prisma Baader

 



 


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Mini guide

Introduzione Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
Il Binocolo breve guida alla scelta.
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

Chiarimenti e semplici indicazioni
Una mini guida
Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?