Test - Pentax K-01

 

 

Da molto tempo eravamo intenzionati a testare un cannocchiale Pentax per molti motivi ma soprattutto per il grande contrasto tra le molte opinioni entusiaste dei fruitori americani ed asiatici e la quasi totale assenza di quelli italiani. Tutt’altro rapporto nel mondo degli astrofili dove i cannocchiali astronomici godono ancora oggi, pur non più prodotti, una fama incondizionata e meritatissima. Oggi Pentax produce e commercializza ancora gli oculari che sono stimati per la loro grande qualità ottica e progettuale. Per l’outdoor Pentax ha una ottima linea di binocoli e alcuni cannocchiali tra cui spiccano l’80mm e il 100mm entrambi Ed con un innesto oculari  da 31.75mm come quello per astrofilia.

L’aver potuto incontrare al Photoshow di Roma il Sig. Claudio Pelanti di Fowa (l’importatore e distributore per l’Italia) ci ha permesso di prenotarci per una prova ed, in quell’occasione, abbiamo avuto modo di poter notare anche la nuova mirrorless EVIL della Pentax, la K-01 che ci ha da subito molto entusiasmato sia per la originale estetica come per le caratteristiche che il dépliant dichiarava.  

Oggi siamo proprio a testare questa macchina che ha diverse caratteristiche uniche tra le mirrorless e, sicuramente, tra tutte la più entusiasmante è l’enorme parco ottiche a sua disposizione sfruttando la stessa baionetta di tutta la serie K della Pentax e dei produttori di ottiche universali.

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Pentax K-01 ottiche 


Caratteristiche principali Pentax K-01

Sensore -
Baionetta -
schermo -  
Scatto continuo -
Stabilizzazione -  
Video -
Ingresso microfono -
Sensibilità -
Schede di memoria -  
Durata della batteria -
16 megapixel  APS-C
Pentax K-Mount
3inch , 921k punti
6fps 
Sensor-shift Shake Reduction
 Full HD  30/25/24fps
 stereo
ISO100-12800, espandibile fino a 25.600
SD / SDHC
500 scatti

 

Come nostra abitudine, al primo test di un marchio, vogliamo anche questa volta fare una breve presentazione di Pentax, un marchio che ha fatto la storia della fotografia moderna.

La Asahi Kogaku Goshi Kaisha fu fondata nel 1919 da Kumao Kajiwara a Toshima (Tokyo) aveva come prima produzione lenti per occhiali a cui segui, nel 1922, quella di ottiche per la cinematografia. L’entrata nel mondo della fotografia è nel 1932 come fornitore di ottiche per la Molta Company Ltd (oggi Minolta), per Konica e poi per l’esercito. In questi anni nacque la Asahi Optical Company Limited che, pltre agli obirttivi fotografici e per le cineprese, produceva anche binocoli.
Bisogna aspettare il dopo guerra per vedere, nel 1951, la prima macchina fotografica prodotta e commercializzata interamente da Asahi Optical, la ‘Asahiflex’. Per la prima volta compare il marchio Takumar sulle ottiche in omaggio a Takuma Kajiwara, parente del fondatore.  Le lenti erano intercambiabili e dotate di innesto a vite M37x1.
Fu così che la Asahiflex divenne la prima reflex monobiettivo 35mm giapponese.
Da allora il marchio ha prodotto molte macchine innovative e con soluzioni di assoluta avanguardia come lo specchio a ritorno istantaneo, il pentaprisma ottico, la misurazione esposimetrica spot, l'esposimetro TTL, l'esposizione automatica a priorità dei diaframmi, la reflex autofocus e, per le ottiche, il trattamento antiriflesso multistrato.
L’innovazione del pentaprisma ottico è stata anche l’origine del marchio Pentax, da PENTAprism refleX.
Pentax 6x7Nel 1969 nasce una delle macchine che hanno per lungo tempo affascinato i miei sogni di fotografo, la Pentax 67. Quando poi ebbi la fortuna di sfogliare il libro Himalayas di Yoshikazu Shirakawa (1970) (
http://www.yoshikazu-shirakawa.com/en/index.html) scoprii che la qualità ottica e l’attenzione e sensibilità del fotografo possono, convivendo armoniosamente, dare risultati superlativi e intimamente toccanti. Incominciai ad appassionarmi alla foto di paesaggio con grandi formati, dal 6x7 al 13x18 con il banco ottico Sinar.
Nel 2000, dopo altre innovazioni e rivoluzioni nel mondo del piccolo e medio formato, Pentax presenta la prima reflex digitale a pieno formato 24x36mm, la K-1.
Fino ad oggi il marchio ha sempre dimostrato molta attenzione e professionalità verso i suoi acquirenti ed appassionati non tradendo mai i propri e i nostri investimenti. Ecco che ancora oggi viene usata la baionetta K che nacque nel 1975 e sono prodotti anche anelli di conversione per le ottiche con attacco a vite (M42) e per gli obiettivi dei sistemi più grandi, il 645 e 67.
Un'altra caratteristica che ha sempre contraddistinto i modelli Pentax è la accurata costruzione ed assemblaggio che garantisce la tropicalizzazione da acqua e polvere.

Dal 2007 l’azienda si fonde con Hoya (Tokina e Kenko) e successivamente con Ricoh.
   Una grande storia fatta di grandi macchine e grandi innovazioni.

Solo chi è sicuro del proprio prodotto e delle proprie capacità produttive si può permettere di commercializzare una macchina dal design originale e, per alcune soluzioni, innovativo. Questa è la Pentax K-01.

   Per ogni riferimento all'uso "classico"  vi invitiamo a consultare la prova eseguita da Dpreview o Imaging Resurce,  noi, come sempre, cureremo solo gli aspetti che maggiormente possono interessare un digiscoper.

La K-01 è la seconda mirrorless della Pentax che ha debuttato con un'altra originalissima soluzione, la piccola Pentax Q, che usa un sensore CMOS retroilluminato molto piccolo da 1/2.3" ed una baionetta proprietaria (Pentax Q-mount).

La K-01 non si può dire piccola come la Q proprio perché è un oggetto radicalmente diverso e indirizzato ad un altro target. Se confrontata con le altre mirrorles ed EVIL risulta essere tra le più grandi ma, lo scopriremo più avanti, c'è un motivo progettuale ben chiaro e strategico.

Pentax K-01 confronti

sopra

vista superiore e inferiore

vista frontale e posteriore

 

Per chi volesse conoscere la K-01, cliccando sull’immagine sottostante, è possibile scaricare il manuale in PDF e scoprire tutte le sue caratteristiche d’uso. .

Il Manuale in formato PDF

Le istruzioni d'uso

baionetta Pentax K della K-01

La baionetta Pentax K della K-01 presenta alcune piccole varianti e novità. I limiti più importanti per noi sono:

  • Nessun supporto per gli zoom motorizzati, anche se l'obiettivo ha i contatti necessari. I contatti vengono utilizzati solo con obiettivi aventi il motore di messa a fuoco automatica integrato.

  • Non riconosce il pulsante simulatore dell'apertura diaframmi. Questa restrizione è comune per tutti gli obiettivi digitali a innesto K (e alcune reflex analogiche). Ciò significa che gli obiettivi senza i contatti elettrici possono essere utilizzati in modalità di esposizione M solo con la misurazione stop-down

Pentax K-01Per il disegno della carrozzeria di questa macchina è stata scelta la matita di uno tra i più conosciuti e apprezzati industrial designer, l’australiano Marc Newson classificato dalla rivista Time come una delle “100 persone più influenti al mondo”, il quale ha saputo unire novità, tradizione, passione e ergonomia. Sul sito del designer lui stesso ammette di aver affrontato il processo di evoluzione del progetto senza perdere d'occhio la praticità d'uso e la sua personale passione per il marchio.  A noi piace molto ma capiamo che può lasciare perplessi se viene osservata solo in foto. Dal vivo è tutta un'altra impressione. Una delle poche macchine che abbiamo riposto raramente nel cassetto delle macchine dei test ma tenuto sempre sulla scrivania. La progettazione aveva solo un grosso limite e vincolo che deve aver creato non pochi problemi. Oggi assistiamo a un nascere continuo di EVIL compatte e miniaturizzate fino a sacrificare la presenza di molti comandi e funzioni ma nel caso della K-01 non doveva essere stato facile rispettare il progetto commerciale di Pentax che voleva da subito la compatibilità con tutte le ottiche della serie K (K AF2, K AF3, K AF e K A), senza l'uso di adapter o anelli che vanificherebbero tutti gli sforzi di miniaturizzazione. Questa caratteristica rende la K-01 unica, nel bene e nel male, tra tutte le mirrorless oggi in commercio. Doveva quindi essere rispettata la distanza della baionetta dal sensore, backfocus. Infatti è proprio la misura della profondità di questa macchina quella che la differenzia da tutte le EVIL e la “ingrossa” un poco. Il design è stato attento a non esagerare questo limite trovando soluzioni indovinate ed innovative.Pentax K-01  colori Particolari che ci sono piaciuti sono, ad esempio, Il design e sensibilità al tatto dei comandi in lega di alluminio, la soluzione degli anelli di aggancio della tracolla che si integrano e scompaiono nel corpo macchina così come il pulsante di sblocco obiettivo. La copertura in gomma dal vistoso disegno a rilievo è originale, praticissima ed offre una presa tra le più salde e sicure. Il grado di finitura generale è ottimo. La distribuzione e posizione dei ben 17 comandi di controllo è razionale e molto sensibile ma mai accidentale. Anche nella K-01 è presente il “famoso” pulsante di soccorso (quello verde) . Questo imposta repentinamente, rapidamente e in automatico i parametri della camera valutando la corretta esposizione. Si può usare in tutti i modi ma in digiscoping, lavorando manualmente, è molto utile fornendo sempre una base immediata di riferimento per ogni cambiamento delle condizioni ambientali.

Abbiamo già detto che l’estetica della macchina è assai originale ma ora osserviamola con attenzione. A noi è arrivata la versione tutta nera ma è disponibile in quattro colori: nero (con argento sulla parte superiore) argento (con il nero sulla parte superiore, solo per l'Europa) bianco (con parte gommata in nero) giallo (con il nero e argento sulla parte superiore).

Da notare i due piccoli fori dei microfoni stereo (è presente anche una presa per quelli esterni) posizionati subito sopra la baionetta ed ad una buona distanza fra loro. Altri piccoli fori dello chassis si trovano sul lato sinistro, sopra l’interruttore della messa a fuoco manuale o automatica, e sono per l'uscita dell’altoparlante. Pentax K-01  MICROFONINella versione nera questi fori si notano appena. Sul lato destro della macchina troviamo l’alloggio della memoria e le prese per i collegamenti esterni coperti dal rivestimento in gomma che ha una unica cerniera sempre in gomma (forse un poco troppo delicata?). Per accedere Pentax K-01  ENTRATEall’alloggiamento della scheda di memoria dobbiamo aprire un altro piccolo sportellino di sicurezza in plastica.

Se la parte superiore presenta un buon numero di pulsanti, un flash a scomparsa (uno dei più potenti tra quelli integrati con un NG. 12, copre l'angolo di campo di un obiettivo 18mm) e dei selettori e interruttori, la parte posteriore è semplicissima, razionale e molto pulita con l’LCD che copre il 60% della superficie. La fotocamera non dispone di un mirino elettronico che avrebbe potuto essere alloggiato nella slitta a contatti caldi come avviene per molte mirrorless ma, comunque, non sarà possibile averlo nemmeno in futuro per l'assenza di contatti elettrici disponibili.

Il Grande LCD da 3” ha una risoluzione da 921,000 dots per un controllo senza problemi durante la MaF manuale. La superficie è lucida e qualche problemino può nascere con il sole alle spalle anche se i livelli di luminosità e contrasto sono del tutto controllabili dal menu macchina.

Pentax K-01  posteriore

 

Immagine gentilmente concessa da New Camera
Immagine gentilmente concessa da New Camera
All’interno, protetto da un telaio in lega di alluminio di 121(L) × 79(A) × 59(P), il sensore, simile a quello utilizzato nella K-5, CMOS APS-C (23.7 x 15.7mm con fattore di crop di 1,5x) è un 16, 28 megapixel effettivi (circa 16,49 MP totali) ha integrato il sistema Shake Reduction a spostamento del sensore per la stabilizzazione immagine con tutti gli obiettivi baionetta K. Il movimento serve sia per la stabilizzazione dell'immagine come per la rimozione della polvere.Da notare che, come per le Sony E-mount, Samsung NX-mount, Fujifilm X-mount, ci troviamo di fronte ad un sensore più grande di quello 4/3 o delle altre mirrorless.   
Il sensore è lo stesso usato dalla K-5 con un ottima resa anche ad alti ISO e un colore molto fedele come siamo abituati dai sensori Sony che ne è il produttore. I formati possono essere scelti tra il 16:9 3:2, 4:3 e 1:1 in Jpg, RAW 12 bit (DNG) e Jpg+RAW. Possiamo scegliere anche il grado di definizione dalle dimensioni del file che vanno da 5Mb a 16Mb e la scelta del Jpg tra 3 formati di compressione. Dal menu interno si possono scegliere settaggi di elaborazione del file tra gli 11 proposti e tutti personalizzabili per saturazione, colori, contrasto, nitidezza e High/Low Key. sensoreChiaramente possiamo avere anche la possibilità di riprese video di filmati Full HD con controllo manuale dell'esposizione a 1080p. Proprio le caratteristiche nelle riprese video hanno determinato la nascita del nuovo processore di immagine, “Prime M” che fa il suo debutto nella K-01 ed è riproposto nella nuovissima K-30 (oggetto di un prossimo test). Le riprese video sono stereo con i due microfoni piazzati sul frontale e ben distanziati da poter dare un effetto naturale. Nel menu non compare una voce “anti vento” specifica per la soppressione del rumore in situazioni di ripresa con forte vento. Sul lato sinistro, ben “mimetizzata, c’è la presa per un microfono stereo esterno. I video della K-01 offrono la possibilità di 1080p a 30 fotogrammi al secondo, nella compressione H. 264 / MPEG-4 AVC. Possiamo registrare filmati per un periodo massimo di 99 ore o fino a riempimento della scheda di memoria.

Tutto il menu è razionale e logico nella ricerca ma, cosa molto importante, è assai completo in tutte le regolazioni e personalizzazioni. Tra le varie scelte vogliamo segnalarne alcune: · Nel menu c’è la voce “Evidenzia Fuoco” che ci permette di avere sull’LCD un risalto dei bordi dell’area a fuoco (Peaking ) così da essere certi di una regolazione manuale rapida. A questa possiamo aggiungere un controllo ancora più fine premendo il pulsante centrale del Joystick (OK) che ingrandisce l’area selezionata con fattori di ingrandimento da 2x a 6x. · Possiamo anche escludere o regolare (5 opzioni + Off) Pulsantila riduzione del rumore ad alti ISO e quella a tempi lenti. · Abbiamo anche la possibilità di inserire da subito i nostri dati di Copyright delle immagini nell’EXIF. Nelle nostre prove in digiscoping abbiamo iniziato scegliendo il bilanciamento del bianco selezionato manualmente, a seconda delle situazioni climatiche, ma, grande sorpresa, scegliendo il bilanciamento automatico la resa era ottima in tutte le situazioni. Questa è la prima volta che ci troviamo di fronte a una performance così affidabile in digiscoping. Oltre alla modalità automatica e manuale, ci sono ben dieci preset di bilanciamento del bianco (Luce diurna, Ombra, Nuvoloso, Luce diurna a colori fluorescente, Luce diurna bianca fluorescente, Fluorescente bianco freddo, bianco caldo, Tungsteno, Flash, e la funzione manuale selettiva per il miglioramento del colore).

Se la velocità di scatto nel Jpg è da considerarsi buona tutt’altra performance si ha nel RAW+Jpg dove i sei fotogrammi al secondo, in modalità continua Hi del Jpg, scendono a un fotogramma al secondo. Noi abbiamo sempre scattato in solo RAW per compensare questa lentezza, alle volte, poco adatta al nostro scopo. La qualità del Jpg è, comunque, molto alta e potrebbe bastare nel 80% delle situazioni. Buona, nel digiscoping, la velocità della messa a fuoco automatica su 81 punti, che ha una reazione e precisione anche in situazioni di bassa luce e basso contrasto, con oculari zoom spinti anche a 40x. La resa in digiscoping, sempre molto più critica, ha dato dei buoni valori simili a quelli della Panasonic ma subito sotto quelli delle Olympus che sono, al momento, i migliori in assoluto ma ... non irraggiungibili in futuro. Non è possibile avere l’autofocus continuo durante la ripresa di filmati ma possiamo ovviare a questa carenza con la pressione del pulsante AE/AF. Non è la soluzione ideale ma svolge la funzione in maniera più che buona.  

Le immagini offrono un’eccellente risoluzione ed un livello di dettaglio sopra la media, Scattando in JPG la fotocamera offre un ottimo livello di controllo con la possibilità di scegliere il livello di riduzione del rumore per ogni valore di ISO.

Anche con la K-01 la qualità del RAW è nettamente superiore al JPG e lo possiamo notare soprattutto sulla quantità di rumore elettronico che risulta essere molto contenuto fino a 1600ISO.  Insieme alla Sony Nex 5n risultano essere le migliori mirrorless sotto i 1.000€ per gamma dinamica e lettura dei dettagli fino a ISO, per noi, molto alti. Abbiamo provato anche con inseriti i filtri per controllare la gamma dinamica con risultati molto evidenti ma, alle volte, assai incisivi. Con immagini riprese in buona luce l’effetto risulta anche gradevole ed equilibrato per risultare, forse  , “troppo” incisivo specie quando si ritraggono soggetti nel folto del fogliame. Queste considerazioni devono essere viste come personali in quanto non tutte le persone, a cui abbiamo sottoposto le immagini, è sembrato fastidioso l’effetto finale. I filtri per il controllo della gamma dinamica sono due, uno per il controllo delle alte luci e l’altro per le ombre, attivabili separatamente. Tra le macchine testate fino ad oggi solo la Sony SLT-A77 e la Olympus OM-D E-M5 (pur con un sensore più piccolo) hanno risultati migliori ma hanno anche un prezzo d’acquisto che è più del doppio.

A conferma delle nostre impressioni e valutazioni risulta molto interessante l’analisi dei dati sulla resa del sensore e del processore se li confrontiamo con due macchine EVIL con sensore Sony, la Nex-5n che rientra nella stessa fascia di prezzo e la molto più costosa e raffinata Nex-7. Come sempre ci appoggiamo al sito DxOMark che compie approfonditi test di laboratorio e … i risultati sono questi

DxOMark

La voluminosa batteria D-LI90 agli ioni di litio è molto performante con una potenza di ben 1860mAh per un autonomia di ben 500 scatti, il record di categoria.

La K-01 dispone di un discreto numero di accessori tra cui spiccano un Ricevitore GPS (O-GPS1), l’adattatore AC per l’alimentazione senza batteria (K-AC1202), 3 flash esterni ed un anulare (AF200FG, AF360FGZ, AF540FGZ) e i già citati telecomandi senza fili.

Nella confezione troviamo il CD con il manuale nel formato elettronico, quello cartaceo assai chiaro e dettagliato, ed alcuni software per poter da subito scaricare, catalogare e elaborare le immagini. Il software SILKYPIX (già conosciuto per essere presente nella confezione delle Panasonic) è un editor in grado di elaborare le immagini JPEG e RAW (DNG) ( l'esposizione, la gamma dinamica, il bilanciamento del bianco, riduzione del rumore, nitidezza e colore). Per chi volesse usare Photoshop non c’è alcun problema di conversione visto che i files della K-01 utilizzano proprio il formato DNG di Adobe. Non sono presenti programmi in grado di elaborare e modificare i filmati.

Non avevamo richiesto il comando di scatto remoto, disponibile in due versioni, entrambe nella versione ad infra rosso, ma ci siamo costruiti uno scatto con una barretta metallica ed un flessibile (la soluzione che preferiamo sempre per il digiscoping).
Pentax Italia ci ha fornito la macchina con il cannocchiale Pentax PF-80HD ed il tubo di prolunga con il passo Pentax così da poter fare un test “tutto fatto in casa” ma noi abbiamo abbinato la macchina anche al Kowa 883., allo Swarovski ATM80HD e allo Zeiss Victory DiaScope 85 T* FL. Il Pentax PF-80HD era nella versione diritta e dotato anche dello zoom 20-60X che si integra molto bene con il 50mm f/1.4 dando immagini sempre molto controllate sia nel colore che nelle geometrie ottiche fino ai bordi. Per quanto riguarda la resa con questo cannocchiale lasciamo i commenti nella pagina dedicata al suo test ma per gli altri cannocchiali possiamo dire che la resa era ottima con il Kowa e lo Zeiss ed aveva una leggera dominante calda con lo Swarovski dotato dell’oculare 25-50x w. L’uso con il cannocchiale angolato è da preferirsi nella maggioranza delle situazioni per l’assenza dell’LCD mobile.

 

In conclusione possiamo dire che la qualità dell'immagine sulla Pentax K-01 è eccellente, ottenendo immagini nitide e dai colori molto buoni, con un basso rumore fino ad alte sensibilità. Le sue caratteristiche e la qualità del menu soddisferanno sia fotografi principianti come gli esperti. Chi ha già un corredo di ottiche Pentax sarà soddisfatto della loro totale e completa compatibilità senza bisogno di anelli o tubi di conversione. Ottima la funzione di aiuto nella messa a fuoco se usiamo la macchina collegata al cannocchiale con un tubo ottico, senza l’obiettivo. Ci è piaciuta particolarmente la grande robustezza complessiva e la completezza e razionalità del menu di settaggio. Ottima se non addirittura eccezionale la durata della batteria. Ottimo l’ampio angolo di visione e la definizione dell’LCD.

Avremmo preferito (note negative) una maggiore velocità di scatto soprattutto in RAW e un LCD mobile che ci avrebbe dato maggiore praticità e funzionalità d’uso in digiscoping sia con cannocchiali diritti e angolati.

24-10-2012 - : Pentax ha rilasciati un nuovo firmware V1.01.
    Miglioramento della velocità di messa a fuoco automatica
    Migliorata l'affidabilità durante la scrittura di schede di memoria SDHC
    Generale miglioramento della stabilità del sistema

Link per il download
»Aggiornamento del firmware e le istruzioni per Pentax K-01 - clicca qui

Alcuni appunti sull'ottica testata.


Una breve presentazione dell’ottica che ci è pervenuta con la macchina va assolutamente fatta anche se la sua focale ci porterebbe a credere non possa essere adatta ed ottimale per il digiscoping. Avevamo chiesto anche il 50mm. f/1.4 (un classico per noi) ma non era disponibile per la prova al momento della spedizione. Il piccolo 40mm

Il Pentax DA 40 mm F2.8 (corrisponde ad un 61mm) è sorprendentemente compatto e merita abbondantemente l’appellativo “pancake”. Il peso di 51g e le dimensioni 9.2mm x 62.9mm sono da record e la casa madre lo definisce, giustamente, il più compatto al mondo. Composto da 5 elementi in 4 gruppi (un sofisticato schema Tessar evoluto da Takahashi con l'aggiunta di una quinta lente ) con un diaframma a 9 lamelle arrotondate ha un diametro filtri di 27mm (piccolissimo!!). Da notare che la ricerca della MaF ha uno spostamento molto limitato dell’ottica verso l’esterno (6mm.) e che i movimenti non comportano la rotazione del porta filtri.

La ricerca dell’adapter ideale per questa ottica escluderebbe la possibilità di collegamento alla ghiera del porta filtri, per via del movilento verso l'esterno e del diametro, cercando una soluzione che inglobi tutta l’ottica in un unico tubo assai compatto. Noi lo abbiamo realizzato temporaneamente con un pezzo di tubo in PVC che abbiamo tagliato ad una lunghezza di 3cm.

schema otticoGrazie alla accurata forma delle lamelle del diaframma produce immagini con un bokeh molto piacevole e naturale che ben si armonizza con le caratteristiche di qualità ottica generale dando un contributo in più al già ottimo controllo del colore e del contrasto. Questo obiettivo ha una definizione sui dettagli davvero ottima sia al centro dell’immagine come ai bordi.

Dovendolo utilizzare alla massima apertura (f/2.8) possiamo notare, solo se il fattore di moltiplica dell’oculare è basso (20>25x), un leggerissimo decadimento di qualità ai bordi per la presenza di un accenno di effetto barilotto e di fringing notabile solo se analizziamo l’immagine a fattori di ingrandimento superiori al 100%. L’effetto a barilotto lo abbiamo notato solo  con oculari zoom come il Leica e lo Swarovski e solo a 25x, ma avevamo già accennato nel test dei cannocchiali sulla tendenza di questo oculare a questo effetto. Con il Pentax zoom 20-60x e il Kowa zoom 20-60x le cose vanno decisamente meglio e raggiungono un rapporto ottimale con il Kowa 25LER o il Nikon FEP-20W. Con oculari 30x o zoom da 30x in su le cose migliorano decisamente. Siamo convinti che questi limiti sono dovuti alla focale dell’obiettivo ma possiamo anche dire che questo 40mm, in digiscoping, si comporta in maniera superba per la focale che ha. Un altro punto a favore è la sua piccola lente che se da un lato denuncia la luminosità f/2.8 dall’altro compensa egregiamente, grazie anche al suo angolo di campo di 39°, l’abbinamento con le lenti degli oculari che sono, generalmente, più grandi e coprono l’obiettivo anche se posti a distanze di diversi millimetri. In sintesi possiamo dire che abbiamo avuto un ottima impressione generale sulla qualità ottica della lente che dovrebbe dare soddisfazioni a tutti i digiscoper dotati di un cannocchiale ed oculari di ottima qualità. Pur avendo anche un Pentax 50mm f/1.8 SMC DA (proveniente da un utilizzatore privato) abbiamo sempre usato il 40mm per la ottima resa in nitidezza e colore.


Le immagini di esempio che seguono sono state scattate in buona parte nel formato RAW elaborato con il programma di foto ritocco DxO Optics Pro

Pentax K-01 - Schiribilla ripresa con Kowa TSN 883 Prominar + TSN-VA3 14x + XS 40mm f/2,8 a 400ISO Pentax K-01 - particolare nel rapporto 1:1 del fotogramma
Pentax K-01 - Schiribilla ripresa con  Kowa TSN 883 Promina + TSN-VA3 14x + XS 40mm f/2,8 Pentax K-01 - Schiribilla particolare nel rapporto 1:1 del fotogramma
Pentax K-01 - Codirosso spazzamino ripreso a mano libera con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 1600ISO Pentax K-01 - Civetta ripresa con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 800ISO
Pentax K-01 - Codirosso spazzacamino ripreso a mano libera  - Kowa TSN 883 Prominar + TSN-VA3 14x - Pigliamosche Pentax K-01 - Civetta ripresa con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 800ISO

Pentax K-01 - Sgarza ciuffetto con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 200ISO

Pentax K-01 - Civetta ripresa con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 1600ISO
Pentax K-01 - Sgarza ciuffetto con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 200ISO Pentax K-01 - Civetta ripresa con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 1600ISO
Pentax K-01 - Codirosso spazzamino soggetto in ombra, forte contrasto di luce. Con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 400ISO Pentax K-01 - Tuffetto con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 200ISO
Codirosso spazzamino soggetto in ombra, forte contrasto di luce. Con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 400ISO Pentax K-01 - Tuffetto con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm). 200ISO
Pentax K-01 - Civetta ripresa con il cannocchiale Pentax PF80 ED e il tubo ottico. (1200mm).

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