Oculari - Scelta tecnica e non solo  

 

Già da diversi anni sentivo l’esigenza di affrontare questo argomento ma la sua vastità e complessità mi spingevano sempre a rimandare. Alcuni distributori di materiale ottico mi dicevano che sarebbe stato inutile visto il trend che vuole l’acquisto del cannocchiale con l’oculare zoom di “serie” e pochissime richieste di oculari a focale fissa o con caratteristiche ottiche particolari. Gli stessi negozianti (la maggioranza) propongono il cannocchiale con lo zoom e pochissimi hanno altri oculari che dovrebbero, quindi, essere ordinati al distributore con perdita di tempo per l'acquirente e con la resa di quello al momento disponibile in negozio.
   Alcuni argomentavano che l'articolo sarebbe stato troppo impegnativo alla lettura e che la media dei digiscoper non conoscono le regole elementari di fisica ottica e preferiscono provare in continuazione per raggiungere un risultato accettabile ... almeno per le loro esigenze più immediate. La maggioranza degli acquirenti accetta questo "sistema" e pone l'acquisto della macchina fotografica come susseguente a quella del cannocchiale cercando un equilibrio per tentativi.
Il fotografo che usa i supertele sceglie prima il corpo macchina più adatto alle sue esigenze  e poi quell'obiettivo che risulta essere il più adatto e performante. Il suo fine è quello di avere una buona immagine.
   Purtroppo avevano tutti ragione ma ho voluto comunque provare ad affrontare e presentare l'argomento cercando di non tediare con tabelle, formule e calcoli. Penso che la conoscenza di semplici principi sia di aiuto anche quando si deve cercare rapidamente una soluzione o una spiegazione ad un problema ottico. Tutto questo nulla toglie al valore della sperimentazione ed alla ricerca portata avanti anche "per caso". Non si dovrà spaventare chi prova il digiscoping arrivando dal birdwatching (tantissimi) né chi, appassionato di birdwatching, usa il digiscoping sporadicamente per la sua personale documentazione.

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3 cannocchiali e 10 oculari

 

L'oculare è quella parte del cannocchiale che ha la funzione di permetterci di osservare quell'immagine, ingrandita a piacimento, che si forma al fuoco diretto del cannocchiale. La scelta di questa ottica non dovrebbe seguire gli stessi principi di chi usa il cannocchiale per la sola osservazione.

Il birdwatcher, in effetti, trova molto più pratico e conveniente l’uso dello zoom 20-60x e i produttori si sono concentrati su quest’ottica arrivando a produrre oggetti davvero sofisticati. La scelta di uno zoom premia per flessibilità e convenienza a scapito di una certa perdita di luminosità, risoluzione, fedeltà cromatica e campo visivo. L’esperienza ci dice che il range di qualità, nel digiscoping, si ferma nell’arco di zoom tra 20x e 30x fino, con alcuni oculari, anche ad un 40x ma non di più. Con i recenti oculari 25-50x, con caratteristiche grandangolari, sono state usate anche lenti dalla costruzione assai sofisticata e dalle prestazioni ottiche molto ampie ma progettati sempre con un'attenzione marginale per l’uso fotografico, anzi, alcuni tra loro presentano, in aggiunta ai classici difetti delle ottiche zoom, una evidente aberrazione geometrica e una maggiore presenza di aberrazioni cromatiche (ai bordi). A complicare il tutto si sono aggiunte le tendenze (mode) dei produttori di macchine fotografiche compatte (P&S point and shoot camera) che sempre più producono apparecchi dotati di super zoom o con zoom che partono da focali molto grand’angolari. Le caratteristiche ottiche di questi obiettivi mal si adattano all’uso nel digiscoping presentando, per molta della loro escursione, un'evidente vignettatura. Alcune macchine P&S presentano la vignettatura a tutte le focali del loro zoom e c’è chi si è abituato a croppare sempre l’immagine. Di fatto, oggi, in commercio ci sono poche P&S con obiettivi 4x o 5x e, tra queste, molte partono da una focale molto grand'angolare precludendoci molta della loro escursione. Tra queste, poche hanno la possibilità di un controllo manuale dell'esposizione.

Tutto questo spiega come mai ancora oggi la maggioranza dei digiscoper usa un 20-60x al posto di oculari a focale fissa ed allo stesso tempo sono pochi i produttori di cannocchiali che hanno in listino una vasta e completa gamma di oculari. Se guardiamo il mondo degli astrofili notiamo subito il grande numero di oculari disponibili, dotati di focali diverse e con numerosi schemi ottici, alcuni, molto complessi e costosi, in grado di restituire immagini perfette e dal grande campo.

Sembra che solo loro sappiano che un ottimo oculare permette di sfruttare in pieno le potenzialità del telescopio.

Anche per un digiscoper deve valere la regola che vede la qualità finale dell'immagine essere determinata dall'elemento qualitativamente meno performante di tutto l’insieme. A questo dobbiamo aggiungere che il prodotto del nostro lavoro sono immagini ferme dove ogni piccolo difetto viene evidenziato e salta subito all’occhio.

L'aver avuto modo di poter testare diversi modelli di cannocchiale ci ha permesso di notare che alcuni avevano un grande dislivello di qualità tra cannocchiale e oculare. Alcuni produttori non hanno in catalogo che un solo oculare ed altri non permettono la sostituzione di quello di serie. Allo stesso tempo, nel testare e valutare i nuovi modelli proposti come aggiornamento, ci siamo accorti quanto poco, nei nuovi modelli, fosse innovativo il cannocchiale (Ad eccezione del meccanismo di messa a fuoco) e quanto si fosse investito nel migliorare l’oculare. Grandi aziende produttrici di cannocchiali hanno aumentato il numero di oculari disponibili e solo Leica propone unicamente lo zoom 25-50x. Kowa (9) e Nikon (7) hanno un parco davvero ampio e completo con ottiche speciali come i LER (Long Eye Relief) o oculari speciali per essere abbinati a telecamere. Altri produttori come Pentax adottano lo stesso standard di innesto del mondo astrofilo dando la possibilità di usare un numero enorme di oculari, di molte marche e con costruzioni ottiche molto diverse.
Per i cannocchiali Zeiss e Swarovski esistono dei raccordi specifici per poter inserire oculari astronomici con il diametro del barilotto di 31,8 mm (1,25''). Entrambe queste due ultime aziende hanno investito più nello sviluppo dello zoom e gli oculari a focale fissa sono gli stessi da anni. Per Swarovski si può spiegare come attesa per l'imminente nuovo cannocchiale, che, sembra, presenterà una rivoluzione progettuale e pratica.
Volendo, anche noi, con l’aiuto di un buon tornitore, possiamo costruirci questi raccordi (per quasi tutti i cannocchiali in commercio con l'oculare removibile), ma non sempre abbiamo la piena compatibilità ottica (un problema tra i più comuni è l’impossibilità di messa a fuoco all’infinito che, spesso, possiamo risolvere limando ed accorciando la lunghezza del barilotto di aggancio dell'oculare).

Ora vorrei chiarire il significato di molte definizioni e spiegarle in maniera molto semplice e sintetica insieme ad alcuni principi ottici con i quali dobbiamo avere più confidenza. (Come per il resto dell'articolo, anche nella tabella sottostante alcune immagini sono cliccabili per aprire una finestra con l'immagine ingrandita)

 

Definizioni di base per gli oculari .. e non solo

Italiano Inglese

Descrizione

valutazioni misure oculare e macchina fotografica

Focale
(f)

Focal Lenght
(f)

   Espressa in mm. . La focale indica la distanza complessiva che un raggio di luce  impiega per attraversare un oculare, o più sinteticamente, la distanza fra la prima e l'ultima lente dell'oculare. Più la focale del telescopio è alta, maggiori saranno gli ingrandimenti ottenibili, a parità di focale oculare.

In sintesi: La lunghezza focale è la distanza effettiva dall'ingresso dell'oculare al suo punto focale. La lunghezza focale è importante perché la lunghezza focale del cannocchiale divisa per la lunghezza focale dell'oculare vi darà ingrandimento.

Ingrandimento
(X)

Magnification
(X)

   Espresso con un valore numerico seguito da una X (20X). Inversamente proporzionale alla focale di un oculare è l'ingrandimento ottenibile con quest'ultimo. Più la focale dell' oculare è lunga meno l'immagine risulterà ingrandita ai nostri occhi.
   Man mano che sale d'ingrandimento scende proporzionalmente la luminosità relativa e il diametro della pupilla d'uscita.

Pupilla d'uscita
(PU)

Exit pupil
(EP)

   Espressa in mm. . Questa definizione sta ad indicare il diametro del raggio di luce che esce dall'oculare. La pupilla di uscita si "stringe" all' aumentare degli ingrandimenti e al diminuire del diametro del cannocchiale.

Da Ricordare: - maggiore è l'apertura effettiva, diametro lente, più elevati saranno il potere risolvente e la luminosità dell'immagine.

La pupilla di uscita è anche un preziosissimo fattore per riconoscere il valore di luminosità. E' evidente che, tra due oculari con un valore della pupilla di uscita di 5mm e l'altro di 1mm, quello con il valore di 5mm sarà quello con il raggio di luce più luminoso.

Un'altra cosa importante da precisare è che il diaframma del nostro occhio, l'iride, si allarga al massimo di 7mm, se tenuto lontano da altre fonti luminose che possano disturbare l'occhio.Per il semplice uso di osservazione è, quindi, inutile scegliere oculari che diano pupille di uscita superiori a 7mm. Succede solo che parte della luminosità non verrà intercettata dal nostro occhio. Questa conclusione non è valida nel digiscoping dove, invece, valori maggiori possono essere molto utili con certi obiettivi o certe compatte. Questo valore spiega anche perché con il chiudere dei diaframmi dell'obiettivo della fotocamera può venirsi a creare la vignettatura. Ecco che conoscere i valori dell'oculare e dell'obiettivo ci può dare la certezza dei nostri margini di lavoro.

la formula per calcolare la pupilla di uscita è questa:

Pu= D / ( Ft/ Fo) ovvero Pu= D / x

Pu indica l'Pupilla d'Uscita
D
il Diametro del Cannocchiale
Ft
la Focale del cannocchiale
Fo
indica la Focale dell' Oculare
x gli Ingrandimenti.

Pupilla di Uscita

Campo visivo
(CV)

Field of view (FOV)

   Calcolato in gradi è l'ampiezza di campo che l'oculare copre quando è abbinato al cannocchiale. Questo è un dato moto interessante nel digiscoping dove si deve conoscere anche l'angolo di copertura di un obiettivo per poter stabilitre la sua compatibilità e la distanza ottimale tra la sua lente e quella dell'oculare.
   Sia il CVA (Campo Visivo Apparente) come il CV sono valori che diventano fondamentali nello studio di adapter per il collegamento di obiettivi speciali o zoom dove l'angolo di ripresa è estremo o varia con il fattore di zoom.

Abbiamo detto che il valore viene espresso in gradi ma, spesso, possiamo trovare un valore in piedi (ft) per 1000 yard (yd) o millimetri per metro.

Campo visivo apparente (CVA)

Apparent Field Of View
(AFOV)

   Espresso in gradi. Il campo apparente è un'altra proprietà importantissima per la valutazione di un oculare. Per definizione il campo apparente è l'ampiezza di campo che l'oculare copre "a vuoto" ossia senza nessun ingrandimento,quindi, senza essere applicato a nessun cannocchiale. Oppure è l'angolo che l'occhio spazia quando si guarda a uno dei bordi del campo nell'oculare e poi guardando al lato opposto. 
Si ottiene moltiplicando il campo visivo (reale) per l'ingrandimento.

Estrazione pupillare
(EP)

Eye relief
(ER)

   L' estrazione pupillare indica la distanza fra il bulbo oculare (più precisamente l'iride) e l'ultima lente dell'oculare. Essa è espressa in mm.
In alcuni cataloghi tradotti in italiano viene indicato come "Distanza di accomodamento dell'occhio".

Se si portano occhiali, si dovrebbe prestare particolare attenzione a questa misura perché i vostri occhiali da vista aumentano la distanza tra l'oculare e l'occhio.
Alcuni oculari risolvono questo problema permettendo il parziale ripiegamento del para occhio in gomma, altri, un poco più sofisticati, regolano la distanza con un meccanismo del paraocchio che, girandolo, si estrae dal corpo oculare per poterlo regolare a piacimento. Chi usa gli occhiali lo dovrà estendere al massimo o quasi.
   Purtroppo
non conosco una formula per calcolarla , per cui ci dobbiamo fidare dei valori dichiarati dai costruttori.
Una soluzione fatta in casa la presento QUI.
Di base possiamo dire che m
inore è la focale dell'oculare e mimore sarà l'estrazione pupillare.

Estrazione pupillare

   Considerando le dimensioni del nostro occhio e quelle di un obiettivo risulta assai chiaro che la distanza da calcolare tra il punto ottimale della Pupilla d'Uscita e l'Estrazione Pupillare è di pochi millimetri per l'occhio e molto varia per la macchina fotografica il cui obiettivo ha un punto centarale tra le lenti che può variare (zoom) complicando ancora di più la scelta della distanza ottimale tra oculare e obiettivo diventando una variabile con il variare dello zoom. Con un ottica a focale fissa la scelta, anche se non semplice, rimane più facile da gestirre.

   In linea di massima dobbiamo valutare il punto dell'Estrazione Pupillare non vicino alla superficie della prima lente ma prossimo alla posizione del diaframma o, meglio ancora, nel punto centrale dell'asse ottico tra la prima e l'ultima lente dell'obiettivo.

Luminosità Relativa
(LR)
Relative Brightness
(RB
)
Pochi produttori indicano questo valore ricavato elevando al quadrato la pupilla di uscita. Numeri da 4 a 16 sono più adatti per luce diurna, da 16 a 25 per luce al tramonto e all'alba, superiore ai 25 per tutte le condizioni di scarsa illuminazione.
   In sintesi possiamo valutare che più è alto questo rapporto e migliore sarà l'utilizzo per gli usi in ambienti con scarsità di luce.
   Esempio: Un oculare con una pupilla d'uscita di 5 mm ha una luminosità relativa di 25 (5x5 = 25).

Se consideriamo che è solo una funzione matematica e non vengono considerati fattori come la qualità ottica o i rivestimenti, questo dato deve essere utilizzato solo come indicazione di massima.
   Un valore più interessante è il Fattore Crepuscolare (FC) che trattiamo in fondo a questa tabella.

Trattamento

Coating

   Sulle lenti degli oculari, e del cannocchiale, vengono applicati, a temperature altissime, degli strati di materiale anti-riflettente. La maggioranza degli oculari hanno il trattamento anti-riflessi (le loro lenti hanno una colorazione o violacea-rosata o verde). Le definizioni più comuni sono:

Fully coated - All Coated - Rivestimento monostrato su tutte le superfici ottiche.
Multi-coated - Rivestimento multistrato solo su alcuni elementi.
Fully Multi Coated - Rivestimento multistrato su tutti gli elementi.

   Nel digiscoping è importante che anche l'obiettivo mantenga le stesse qualità dell'ocularer pena un alto decadimento della qualità d'immagine. Gli effetti più evidenti sono un calo di definizione e contrasto.

La tabella che segue (Fonte sito Nikon) mostra i fattori di trasmissione riferiti rispettivamente a lenti prive di trattamento, a lenti con rivestimento a strato singolo e a lenti con rivestimento multi-strato. Dato che un cannocchiale impiega diverse lenti e prismi, le differenze tra i fattori di trasmissione assumono importanza maggiore con il crescere delle superfici ottiche presenti.

Fattore di trasmissione
 
Per superficie ottica singola
10 superfici lenti/prismi
Nessun Rivestimento 96% (0.96)10=0.66 66%
Rivestimento a strato singolo 98.5% (0.985)10=0.86 86%
Rivestimento a strati multipli 99.5% (0.995)10= 95%

Immagine Fantasma

Ghost Images

   La luce che attraversa una lente viene in parte riflessa dalle superfici anteriore e posteriore della lente stessa, provocando flare ed immagini fantasma che a loro volta riducono luminosità e contrasto. Si tratta di uno spicevole effetto dovuto alla scarsa qualità delle lenti e del loro trattamento. L'effetto si nota quando si vengono a formare, all'iinterno dell'oculare, delle deboli immagini doppie. Fastidioso nell'osservazione diventa ingiustificabile nel digiscoping.

Distorsione geometrica

Distortion

   Un buon oculare presenta una distorsione molto contenuta o minima. Gli oculari grand'ngolari sono i più critici specie agli ingrandimenti minori. Possiamo facilmente controllare questo effetto osservando un foglio di carta millimetrata attraverso il nostro cannocchiale e notare se le linee risultano diritte e non curve (specie ai bordi).

Distorsione

Un altro effetto di distorsione è la Curvatura del Campo . Si nota quando un immagine di un oggetto piano posto di fronte al cannocchiale, e parallelo al piano del sensore, non è piana ma incurvata.

Curvatura del Campo

Da valutare è anche l'aberrazione denominata Coma. Non è proprio un aberrazione geometrica ma, se presente, può denunciare anche altre aberrazioni.
Simile a quella sferica si nota quando un punto luminoso viene visto come una serie cerchi eccentrici di dimensione crescente.

Coma

Aberrazione cromatica
AC

Chromatic aberration
CA

Di norma si da la colpa alle lenti del cannocchiale ma anche l'oculare può presentare questa fastidiosa aberrazione.
  Oramai sappiamo, perchè spiegato in altri articoli del nostro sito, quale è la causa di questa aberrazione. In sintesi si ha quando tutti i colori dello spettro della luce non si concentrano nello stesso punto sull'asse ottico e sul piano del sensore. Non è comune per un oculare essere gravemente affetto da AC ma se un oculare soffre AC si noterà, di solito, al bordo del campo visivo.

Aberrazione Cromatica

Vignettatura

Vignetting

La vignettatura è presente quando una lente di un oculare non è in grado di controllare tutti i raggi di luce provenienti dalla lente precedente. La vignettatura si presenta come un oscuramento del campo visivo verso i bordi (circolare).

Vignettatura

Si ha un effetto analogo quando il nostro adapter non è correttamente allineato all'asse ottico dell'oculare e la macchina fotografica risulta decentrata negli assi ottici o basculata.
L'osservazione a occhio nudo del cannocchiale e della macchina fotografica può indicare il difetto ma questo si può presentare anche per un errore di pochi millimetri.

Fattore Crepuscolare
(FC)
Twilight Factor
(TF)
Il Fattore Crepuscolare è un dato, generalmente, più utile per valutare le prestazioni complessive tra cannocchiale e oculare.
  Il valore reale indica qualitativamente la capacità di lettura dell’immagine in scarsità di luce in quanto prende in considerazione la qualità del cannocchiale nel “raccogliere” la luce e l’ingrandimento dell’oculare.
  Entrambi i fattori influenzano la quantità di resa dei dettagli.
In poche parole, più grande è l'immagine e più diventa facile vedere i dettagli ma, allo stesso tempo, se un'immagine più piccola è prodotta da un ottica di qualità (e quindi più luminosa) è facile vedere gli stessi dettagli in modo chiaro. Quindi, entro limiti ragionevoli, se l’ingrandimento sale la luminosità può scendere senza compromettere la risoluzione, e viceversa.
   Esempio sciocco ma, forse, chiaro : è come leggere un giornale, alla luce di una lampada comandata da un interruttore variabile. Se la lampada è con un basso valore di watt, è necessario avvicinare il foglio alla fonte lumionosa (rendendo l'immagine più grande). Se la lampada è al massimo dei watt, si può tenere il foglio più lontano (rendendo l'immagine più piccola) e leggere ancora con la stessa facilità cogliendo lo stesso numero di dettagli.
    Il fattore crepuscolare permette di confrontare diverse combinazioni di apertura e ingrandimento per determinare quello che meglio bilancia un aumento della potenza contro una diminuzione di luminosità (o viceversa).
   Maggiore è il fattore crepuscolare migliore sarà la resa di un cannocchiale in condizioni di scarsa illuminazione. Fattori crepuscolari di 17, e superiori, sono i migliori al crepuscolo o al mattino.
   Il Fattore Crepuscolare si calcola moltiplicando il diametro della lente dell'obiettivo per il suo ingrandimento e poi calcolando la radice quadrata di tale prodotto. Come con la Luminosità Relativa, il Fattore Crepuscolare è un prodotto matematico e non tiene conto delle differenze esistenti tra la capacità di trasmissione di luce del cannocchiale dovuta a  differenze di rivestimenti ottici.

Diametro delle lenti

Una cosa che non si nota con attenzione è la dimensione, il diametro, delle lenti anteriore e posteriore degli oculari. Se un cannocchiale è stato progettato con un innesto, per gli oculari,dal diametro di piccole dimensioni tutti i progetti di nuovi oculari avranno quel limite. Un cannocchiale con un grande diametro come il nuovo Nikon o il Kowa permetterà ai progettisti molte più soluzioni a tutto vantaggio di una resa più luminosa e ad un migliore CVA.
  L'unico svantaggio di un oculare con le lenti di grandi dimensioni è il suo peso che, da solo, può essere pari o superiore a quello di una compatta o di una EVIL.

LER (Long Eye Relief)

Sono oculari studiati per i portatori di occhiali che hanno la necessità di una maggiore distanza tra la lente dell'oculare e l'occhio (EP). Sono usati con grandi vantaggi nel digiscoping dove compensano egregiamente i limiti di certi obiettivi ed ottimizzano la costruzione degli adapter. Macchine come la Nikon P7000 o la Olympus XZ1 (ottime per prestazioni e qualità d'immagine) diventano utilizzabili senza ricorrere al crop. Un oculare LER può essere di grande aiuto e risolvere gran parte dei problemi.

Purtroppo non sempre vengono presentate tutte le caratteristiche ottiche di un oculare o, per alcune, vengono usati vocaboli inglesi ed altri italiani. La confusione che si viene a creare non risparmia gli stessi produttori che, alle volte, nei dépliant o nei comunicati, commettono errori clamorosi. Alcuni omettono di citare lo schema ottico, con numero di lenti e gruppi, o caratteristiche utili e fondamentali come il valore della pupilla d’uscita o il campo apparente. A complicare le cose dobbiamo considerare il grande numero di schemi ottici con le loro varianti. L’immagine che segue vi può dare in idea. (tratta da http://www.handprint.com ).

A questi aggiungerei lo schema animato di un oculare zoom dove ho cercato di farvi notare il meccanismo interno del movimento del gruppo di lenti al variare del fattore di ingrandimento.

Già questo movimento può far capire quanto sia delicata la costruzione con gruppi ottici che spostandosi devono mantenere precisissimo il centro focale delle lenti e l'asse ottico. Mi è capitato più di una volta di osservare un cambiamento di resa ottica con il variare dello zoom e anche la necessità di ricontrollare la messa a fuoco. A questo dobbiamo aggiungere la complessa costruzione dello zoom con un maggiore numero di lenti che lo compongono e che, quindi, corrispondono ad un maggiore numero di superfici, volumi, trattamenti e, dunque, anche ad una minore luminosità e definizione. Una costruzione più robusta e meticolosa e l'uso di lenti speciali può compensare solo in parte questi limiti.

   Se abbiamo la fortuna di possedere una compatta compatibile o una macchina con ottiche intercambiabili e quindi avere anche un obiettivo il cui fattore di ingrandimento sia di 3x fino ad un 5x (nel rapporto con il formato 35mm Leica devono corrispondere a un 75mm fino al 100mm.) abbiamo già un sistema che ci potrà soddisfare nella maggior parte dei casi. Contrariamente possiamo cercare un oculare a focale fissa con caratteristiche ottiche che siano compatibili a quelle dell'obiettivo. Ecco che entrano in campo quegli oculari costruiti, originariamente, per soddisfare i birdwatcher che usano occhiali da vista oppure progettati espressamente per l'abbinamento con telecamere o apparecchi da ripresa speciali (tipo il Kowa TSN-DA3). I primi sono gli oculari che vengono generalmente definiti con la sigla LER ed i secondi sono oculari speciali che mal si adattano all'uso dell'osservazione per il loro alto valore di estrazione pupillare (EP). Di grande aiuto sono anche gli oculari  con fattori di ingrandimento da 20x a 30x ma solo quelli, la cui costruzione ottica, li identifica come grand'angolari (generalmente sono siglati von una W).   
   Ora dobbiamo cercare di capire quali sono i fattori che portano alla presenza della vignettatura.
Da tenere presenti sono, di base, solo quattro valori che devono entrare in simbiosi fra loro.
Il campo visivo apparente (AFOV) dell'oculare, il campo visivo (FOV) dell'obiettivo della macchina, l'estrazione pupillare (ER) dell'oculare e quello dell'obiettivo della macchina. Tutto è molto più semplice di quanto sembra a prima vista .. sempre che i dati delle ottiche siano presenti e veritieri.
   Tutti i dati che dovremo misurare sono da valutare sempre con le distanze "forzate" che ci obbligano le parti meccaniche dei nostri obiettivi ed oculari. Un esempio è la distanza che c'è tra l'innesto del passo a vite dei filtri, quindi dell'adapter, e la prima lente degli obiettivi.
Un ottica abbastanza critica, come abbiamo visto in un recente test, e il
Canon 50mm.. Nella foto vediamo il 50mm f1.4 ed accanto l'f1.8 che ha la lente ancora più piccola e profonda nello scafo e presenta quindi una situazione ancora più evidente e critica.

 Se, a queste distanze, aggiungiamo quelle dell'adapter e dell'ipotetico anello di raccordo avremo delle misure fisse che potrebbero limitarci l'uso dell'ottica con certi oculari che hanno un estrazione pupillare molto corta.
   Dobbiamo sempre tenere presente che gli oculari, quasi tutti, sono progettati per rispettare le caratteristiche dell'occhio umano mentre gli obiettivi hanno valori ottici assai diversi dall'occhio e tra marche e modelli.
Nel caso che il foglio delle caratteristiche dell'obiettivo (sempre presente nella confezione) non ci indica quale è il suo campo visivo possiamo ritenere valide le caratteristiche universali per le focali dei 35mm che calcoleremo in proporzione al formato del nostro sensore.
Questi i valori per il formato Leica 35mm:

Lunghezza focale Campo visivo in gradi
28mm 75,2
35mm 63,2
50mm 46,7
70mm 34,3
85mm 28,5
100mm 24,3
135mm 18,2
150mm 16,4

 

La struttura ottica e le caratteristiche dei 50mm da me usati per le prove ed i test.

I 50mm da me usati

   

    Per quanto riguarda i valori del campo visivo degli oculari questi sono sempre presenti nelle caratteristiche presentate dal produttore e, quasi sempre, sono affidabili e veritieri.

Alcuni oculari con il loro valore di Estrazione Pupillare

Alcuni oculari con il loro valore di ER

   Nell'immagine, il valore scelto per il Baader Hyperion 17mm, è da considerarsi come medio. Essendo un oculare universale varia con le caratteristiche del cannocchiale usato, per tutti gli altri è il valore per il cannocchiale con il maggiore diametro lenti presente nel catalogo della casa madre.

   

Valori di alcuni Oculari 

    Fattore di Moltiplica Estrazione pupillare  mm. Campo visivo  Pupilla d'uscita  mm. Campo visivo apparente
Marca  Modello          
Kowa - valori per la serie TSN-880 TE-20H 25x 32 2,1° 3,5 52.5°
TE-17W  30x 20 2,4° 2.9 72°
TE-10Z 20-60x 17.0~16.5 2,2~1,05° 4.4-1.5 44~63°
TSN-VA3 14x 60 3,0° 6,80 42°
             
Baader  Hyperion 17mm 29,5x * 20 2,35-1,6° 2.7 * 68°
             
Leica 25 x - 50 x WW ASPH.  25-50x 19
2,35° - 1,6° 3,28-1,64  
  32x WW 32x 20 2,3° 2,56  
Nikon - Valori per EDG 85            
EDG 25x LER  25x 32,3 2.4° 3.4 55°
FEP 20w 20x 20,1 3,3° 4,3 60°
FEP 30w 30x 17,9 1,9° 2,2 64,3°
FEP 75w 75x 17 1,0° 1,1 64,3°
             
Swarovski - valori per la serie ATS/STS 80(HD)            
20-60x W 20-60x 17 2,1-1,1° 4-1,3 40-59
25-50x W 25-50x 17 2,4-1,55° 3.2-1.6  60-70
SW 30x  30x 20 2.4° 2.7 66
             
Zeiss - Valori per DiaScope 85 T* FL            
Vario 20-75 20-75x 16 40 m -16 m 4.3 / 1.1  
30x/40x W 30x 18 30 m 2,1  
    * - Riferito al Kowa TSN-880

Le immagini che seguono sono il risultato di un test che è un valido esempio di come la scelta di un oculare possa cambiare l'uso di una macchina P&S.
    Abbiamo
provato ad abbinare al cannocchiale una Olympus XZ1. Una macchina molto interessante sulla carta per la luminosità dell'obiettivo e per il formato del sensore oltre che per la completa dotazione di comandi azionabili dal menu.
Purtroppo la sua ottica presenta, con gli zoom e gli oculari più comuni, un evidente vignettatura che non scompare a nessuna focale dell'obiettivo e al variare dello zoom dell'oculare. Una macchina dichiarata incompatibile nel digiscoping. Un vero peccato.

Il test è stato eseguito in un unica sessione di prove sfruttando oculari abbinati a cannocchiali dello stesso produttorre. Solo per il Baader Hyperion, un oculare universale, è stato usato un Kowa TSN 883. Per tutti è stato fatto un numero considerevole di scatti a diversi settaggi e calibrazioni delle distanze tra obiettivo ed oculare. Sono state scelte quelle immagini che presentavano la migliore resa tra qualità dell'immagine e riduzione della vignettatura. La scelta della focale dell'obiettivo è uguale per le focali estreme (28 e 112mm) e varia per le intermedie.


Ecco come si presentano le immagini con lo zoom Kowa 20-60x.

zoom Kowa 20-60x a 20x
zoom Kowa 20-60x a 60x

La vignettatura è presente a tutte le focali ed a tutti gli ingrandimenti.

Ecco come si presentano le immagini con lo zoom Swarovski 25-50 W.

Swarovski 25-50 W a 25x
Swarovski 25-50 W a 30x
Oculare Swarovski 25-50x W Zoom a 50x

L'oculare Swarovski 25-50x W  era l'unico Zoom grandangolare in prova.
Abbiamo voluto farvi vedere la resa su tre fattori di ingrandimento 25-30-50x
La scelta della focale è stata per quelle che presentavano maggiore copertura e minore flare.
In ogni caso la vignettatura è sempre presente.


Ecco come si presentano le immagini con il Baader Hyperion 17mm montato sul Kowa 883 diventa un 29,5x.

Baader Hyperion 17mm a 29,5x

Sempre sorprendente l'economico Baader Hyperion 17mm a 29,5x
Presenta, in ogni caso, la vignettatura ma molto contenuta arrivando quasi a scomparire a 31mm.


Ecco come si presentano le immagini con il Kowa 30x W.

Oculare Kowa 30x W

Il Kowa 30x W è un oculare che ci ha dato sempre molte soddisfazioni.
Anche in questo frangente non si smentisce e, pur dando per molte focali la vignettatura,
ha un ottima copertura e dai 30mm fino ai 40mm la resa è ottima con un assenza quasi completa ai 34mm.


Ecco come si presentano le immagini con il Nikon FEP-30W, un  30x. 

Oculare Nikon FEP-30W  30x

La resa dell'oculare Nikon FEP-30W è sempre stata ottima in ogni test che ha subito.
Molto simile al Kowa 30x anche per lui la vignettatura tende a scomparire dai 31 ai 38mm e scompare a 34mm.
Entrambi i 30x hanno una resa di gran lunga superiore a quella di pari ingrandimento nei due zoom testati.


Ecco come si presentano le immagini con il Nikon FEP-20W - 20x. 

Oculare Nikon FEP-20W  20x

Il Nikon FEP-20W è un ottima e luminosa ottica che, a pari fattore di ingrandimento,
ha
una copertura moto superiore a quella degli zoom testati.
A 34mm la copertura è completa e arriva fino ad oltre i 40mm.
Le dimensioni delle sue lenti denunciano la grande luminosità (32mm quella anteriore e 31mm la posteriore)
ma rimane un "peso piuma" con i suoi 236 Gr.
 Ottimo.

Ecco come si presentano le immagini con il Kowa 25x LER

Oculare Kowa 25x LER

Il Kowa 25x LER è un ottica luminosa con un ampia estrazione pupillare che, pur non essendo un grandangolare,
ha una copertura moto superiore a tutti gli oculari testati. La possibilità di poter variare la distanza  tra oculare e obiettivo
ci permette di poter controllare con più precisione la presenza della vignettatura. Il range di copertura è molto ampio e, partendo da 32mm arriva quasi ai 72mm.  Ottimo.


Ecco come si presentano le immagini con il Kowa TSN-VA3 

Oculare Kowa TSN-VA3 14x

Il Kowa TSN-VA3 14x è un oculare molto speciale pensato e progettato per essere abbinato a
apparecchi ottici dotati di obiettivi con una focale superiore al 5x, fino a 17x.
Le sue lenti hanno diametri considerevoli (56mm quella anteriore e 21mm la posteriore)
tutto questo lo rende molto luminoso e pesante (569gr.).
La sua estrazione pupillare è enorme (60cm) e ci permette una grande possibilità di calibrazione delle ottiche.
La sua resa è assai differente da tutti gli altri oculari e, con la XZ1, ha una vignettatura molto vistosa  fino ai45mm per
scomparirre del tutto dai 53mm fino ai 112mm. Un ottica molto luminosa e priva di aberrazioni geometriche e cromatiche.
Questo oculare lo abbiamo provato anche con macchine EVIL e reflex dotate di obiettivi zoom
ed ha sempre dato dei risultati dove tutti gli altri oculari fallivano.
Il suo unico difetto ... o pregio ... è il basso fattore di ingrandimento, un 14x.


   Mi rendo conto che ancora molto si dovrebbe scrivere sull'argomento ma, fedele al mio primo intento che mi imponeva di non essere tedioso, concludo sperando di essere stato chiaro e di aver dato modo di poter valutare con maggiori elementi la scelta dei vostri acquisti. Purtroppo non ero nella possibilità di valutare alcuni oculari come il 30x della Swarovski e della Zeiss.
   Quello che più mi premeva era il far nascere curiosità e voglia di provare sapendo interpretare al meglio i dati che i produttori danno.

   Rimango dell'idea che il digiscoping deve essere affrontato come si affronta la scelta di un oggetto complesso, modulare e raffinato. Valutiamo con attenzione le proposte della pubblicità e le strategie commerciali delle aziende senza perdere mai l'uso e la qualità finale di quello che vogliamo. I negozi più seri propongono il cannocchiale senza oculare che deve essere scelto seguendo dei criteri di utilizzo ben precisi. Non dimentichiamoci mai che il digiscoping è una tecnica estrema e che ha bisogno di qualità e versatilità estreme.



Alcuni tra gli oculari in esame
Alcuni tra gli oculari in esame
Le lenti frontali degli oculari
Le lenti frontali degli oculari
Le lenti posteriori degli oculari
Le lenti posteriori degli oculari
Il diametro di 56 mm. della grande lente frontale dell'oculare TSN-VA3
Il diametro lente frontale dell'oculare TSN-VA3

   


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Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

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