Test - Panasonic DMC-GX1

 

 

Test - Panasonic DMC-GX1 i modelli di punta della linea G e le ottiche
La Panasonic DMC-GX1, a destra, tra i modelliididi punta della lineaaG e leG e le loro ottichee

Da quando abbiamo avuto l’opportunità di testare una mirrorless Panasonic (la prima fu la GF3) siamo rimasti molto affascinati ed entusiasti del formato micro 4/3 che ha avuto un lento ma razionale sviluppo, ricordiamo che è solo la Panasonic a produrre e commercializzare tutti i sensori 4/3 (anche quelli montati sulle Olympus). Dai primi sensori a quelli odierni il salto qualitativo è enorme  e molte pecche sono scomparse o risolte brillantemente tanto da colmare completamente il gap con i sensori APS-C. Il sensore odierno raggiunge un ottimo equilibrio tra sensibilità e rumore elettronico ed ha una resa nei colori che rispetta ed esalta la qualità delle lenti Lumix e Zuiko. Con il micro 4/3 si sono potute raggiungere performances di pesi e volumi che sono vicinissimi a quelli delle compatte superando i modelli più evoluti. Dalla foto possiamo notare che le due Mirrorless di Panasonic sono al pari della compatta LX7 e, nel caso della GF3 addirittura più piccola e leggera.

 

Test - Panasonic DMC-GX1 con la compatta LX7 e la sorella minore GF3
La Panasonic DMC-GX1 con la compattaaLX7 e laLX7 e la sorella minoreeGF3GF3

Dall’uscita delle prime Olympus e Panasonic – era il settembre del 2009 – molte aziende si sono allineate e la concorrenza nel mondo delle mirrorless è diventata molto affiatata con macchine dotate di sensori APS-C di ultima generazione (Sony, Pentax, Canon, Samsung) o sensori più piccoli del 4/3 e quindi con corpi macchina più piccoli e funzionali al nostro scopo (Nikon, Pentax, Ricoh). Come sempre, anche in questo caso, la concorrenza è stata a nostro vantaggio ed oggi il mercato delle mirrorless oltre che uno dei più dinamici è diventato anche uno dei più interessanti con un buon parco ottiche e un ottima scelta di modelli a seconda delle nostre esigenze.

Manuale d'uso Panasonic GX1
Clicca per scaricare il manuale

 

   Per ogni riferimentooad unad un usoo "classico""  vi invitiamoo a consultareele prove ele prove e itesttest eseguitiidada Dprevieww o Imaging Resurcee,  noi, come, come sempre,, cureremoosolosolo gli aspetti che maggiormente possono interessareeunun digiscoper..

Cosa c'è nella scatola: -  La fotocamera, la batteria (310 scatti) e il caricabatteria, tappi vari, la tracolla, il cavo USB e un manuale di istruzioni di base (56 pagine). Ci sono due CD-ROM; uno ha il manuale completo in formato PDF, mentre l'altro ha i programmi che già conosciamo ed abbiamo apprezzato, PHOTOfunSTUDIO 7.0 HD Edition ( di Windows ) e SILKYPIX Developer Studio 3.1 SE (Win / Mac).

Con il test della GX1 possiamo testare il modello di punta tra le “piccole” Panasonic. Il progetto vuole aggiungere robustezza, DXOMarksolidità ed alcune funzioni più raffinate a una linea di prodotti che mira ad un pubblico amatoriale esigente ed anche ad uno semi professionale che vuole uno strumento di qualità ma estremamente pratico. La sua linea è assai semplice e un poco retrò ma sempre funzionale con comandi e funzioni in grande quantità e ottimamente raggiungibili. Il corpo macchina è costruito in alluminio  ed elastomero così da garantire robustezza, elasticità e un ottima presa senza gravare nel peso.

Le sue caratteristiche elettroniche e meccaniche le hanno dato un ampio consenso tra i digiscoper di tutto il mondo. La possibilità di un ottimo parco ottich e la grandissima evoluzione dei sensori 4/3 hanno colmato il gap che molti indicavano per questo formato e che oggi è il più diffuso tra le mirrorless e uno tra i più venduti in assoluto.

La GX1 ha avuto un ottima recensione (02, 2012) dai laborator di DxOMark confermando che “the GX1 has one of the best 4/3 sensors currently available.
Non a caso la GX1 si è aggiudicata il premio TIPA Awards 2012  per la categoria Best Advanced Compact System Camera, Sempre nel 2012 Panasonic vince anche con l’ottica oggi in prova, il LUMIX G X Varioo PZ 14-42mm nella categoriaa “Best CSC Expert Lens”.

Il corpo macchinaa è costruitooinin alluminio ed elastomero così da garantire robustezza, elasticità e un ottima presa senza gravare nel peso.

   Elastomero - Con il generico termine di elastomero si indicano le sostanze naturali o sintetiche che hanno le proprietà chimico-fisiche tipiche del caucciù (o gomma naturale), la più peculiare delle quali è la capacità di subire grosse deformazioni elastiche, ad esempio il poter essere allungati diverse volte riassumendo la propria dimensione una volta ricreata una situazione di riposo.  prosegue su Wikipedia.

 

Gli strumenti del testLa GX1 è una macchina dotata del sensore LiveMOS da 16.MP che abbiamo già conosciuto in altri test ma in un corpo molto robusto e pieno di funzioni che la avvicinano, senza essere in diretta concorrenza, alla G3. Con la G3, la GX1 beneficia anche del processore d'immagine Venus Engine FHD di ultima generazione. Questo significa che è in grado di fornire lo stesso livello di qualità di immagine ed una gestione della sensibilità da ISO 160 fino a ISO 12.800 (in modalità standard) e può riprendere video Full HD.. Abbiamo le stesse possibilità di scatto in modalità Jpg, Raw e Jpg+Raw ad un ottima velocità di raffica che arriva a 4,2 fg/s. Anche con la GX1 possiamo scegliere di scattare nei formati 3:2, 16:9 e 1:1 e tutti anche nella funzione automatica (intelligente) di Panasonic, la Auto Plus (iA). L’autofocus (a rilevamento di contrasto) è stato ulteriormente migliorato ed è uno dei più veloci della categoria.

Dal menu generale e da quello veloce attivabile sull’LCD con il touch screen abbiamo a disposizione tre diversi tipi di messa a fuoco: Af (singola), AFF (flessibile) e AFC (continua), oltre alla modalità MF. La stabilizzazione d’immagine è ottica ed è integrata negli obiettivi.

Da una attenta analisi e dall’uso intenso fatto in questi due mesi di prova possiamo assicurare che, pur nella sua ottima performance in modo automatico, la macchina è orientata verso quei fotografi che vogliono la massima elasticità e disponibilità nell’uso manuale che è completo e molto indicato nel digiscoping. Tutto si può fare e ogni comando si raggiunge in poco tempo e poche mosse grazie ad un menu estremamente intuitivo e un gran numero di accessi veloci a funzioni programmabili. Davvero molto stimolante anche se, agli inizi, un poco disorientante ma ….. solo agli inizi!. !.

Panasonic GX1 --La parte superiore con i comandi.Come per la più piccola GF3 abbiamo un LCD fisso (da 3″ e 460.000 pixel) con la funzione touch screen sia per la selezione dell’area di messa a fuoco che per lo scatto stesso. Anche in questo caso, come per la G3, queste utili funzioni sono più limitate che nella GF3 ma ottime e funzionali in ogni situazione di scatto anche in digiscoping. . Pratico è il riferimento grafico per la messa in bolla della macchina che risulta sempre molto pratico nell’uso con i super tele o in digiscoping. La fotocamera grazie alla slitta Flash e ai contatti posti subito sotto dispone della possibilità di usare un mirino elettronico opzionale (DMW-LVF2) cche garantisce la copertura del 100% e può essere inclinato verticalmente da 0 a 90 gradi consentendo la visione di tutte le indicazioni di ripresa e di settaggi come nell’LCD. Ottime tutte le possibilità di settaggio veloce con tasti funzione sia meccanici che elettronici, in tutto 4 (2+2), e praticissima la ghiera di selezione che è posta in un rigonfiamento sulla parte posteriore in alto ed ha anche la funzione di pulsante per la compensazione dell’esposizione. Da notare che tutti i pulsanti della parte posteriore sono ricoperti da una vernice dalla superficie leggermente abrasiva per migliorare la presa e sensazione al tatto.

GX1 con le otticheTra tutti i comandi posti sulla parte superiore spiccano i due per l’attivazione della funzione Auto Plus (iA) e quello per l’inizio della ripresa video che, grazie ai due microfoni posti davanti alla slitta a contatti caldi, è stereo. Molto pratico e “intelligente” è l’aver scelto di aggiungere un Flash a scomparsa. Questo flash potrebbe essere inutile vista la presenza della slitta a contatti caldi ma se usiamo il mirino elettronico non possiamo avere la slitta libera ed ecco che possiamo utilizzare il piccolo flash a scomparsa. Non tutte le macchine ci danno questa pratica possibilità.

 La compatta mirorlesss di Panasonic è assolutamente raccomandabile per l'uso in digiscoping per molti motivi tra i quali spiccano la grande varietà e qualità di gestione della macchina. Da non sottovalutare la compattezza e il peso unite alla robustezza della costruzione e l'ottima gestione dei consumi.  La buona scelta di ottime ottiche che si adattano assai bene al nostro uso. e ai vari adapter. A questi punti di rilievo vorremmo aggiungere la particolarità dell'LCD che grazie all'uso del tuchscreen rende assai facile e funzionale la ripresa veloce con un preciso controllo della messa a fuoco. Avere un oggetto così affidabile e versatile è un vantaggio tale che compensa ampiamente il costo delle ottiche che sono di grandissima qualità ma non certo economiche.. Purtroppo, lo abbiamo già detto altre volte,  mai come nell'ottica,, tranne rarissimi casi,, si giustifica il rapporto prezzo prestazioni.

Una particolarità che vorremmo segnalare è la ottima resa del sensore anche a 400ISO tanto che ci siamo sempre posizionati a questa sensibilità senza perdere mai dettagli e qualità del colore. Ottima anche la resa a 800ISO con risultati dalla buona definizione ed un sorprendente controllo del colore e delle sfumature. LUMIX G X VARIO PZ 14-42mm / F3.5-5.6 ASPH. / POWER O.I.SQuesta è una scelta nostra ma è assai significativo che una tale indicazione è la prima volta che ci sentiamo di poterla scrivere senza alcun timore. Ottimo quindi il lavoro del processore interno che ci permette anche una discreta velocità anche in Raw.

 

Un fascino particolare dal riscontro molto stimolante è l’analisi e lo studio delle ottiche che rappresentano il miglior sunto tra qualità progettuale e qualità ottica del gruppo tedesco Leica con le soluzioni costruttive di assemblaggio della migliore "tradizione" giapponese.

Anche per questo test Panasonic Italia ci ha fornito un ottica a focale fissa e uno zoom. Lo zoom Le due ottiche pervenute sono uno zoom molto interessante, il LumixxG X Vario PZ 14-42mm / F3.5-5.6 ASPH Power O.I.S e il luminoso e versatile Panasonic Leica D Summiluxx ASPH. 25mm F1.4 a focale fissa.

Lo zoom dal lunghissimo codicee LUMIX G X VARIO PZ 14-42mm / F3.5-5.6 ASPH. POWER O.I.S è un 9 lenti in 8 gruppi (4 lenti asferiche) e rappresenta un vero record di compattezza e progetto tecnologico. Dotato di controllo motorizzato per la messa a fuoco: infatti, se fate caso, non c’è alcun anello per la MaFsul barilotto dell’obiettivo; Panasonic lo definisce come “Il primo obiettivo con zoom motorizzato digitale intercambiabile al mondo” e, con questa ottica si “inaugura il nuovo marchio "X" di obiettivi di qualità superiore con standard Micro Quattro Terzi, adatti alle fotocamere Lumix G.”. Su qualità e compattezza non ci sono dubbi ma dobbiamo notare che non è certo tra i più luminosi e copre il nostro oculare solo ad alcune focali dove, per altro, la resa risulta comunque ottima con colori e aberrazioni assai ben controllati.

LUMIX G X VARIO PZ 14-42mm / F3.5-5.6 ASPH. / POWER O.I.S.

La scelta di questo zoom non è l'ideale per il collegamento al nostro cannocchiale ma, grazie alle sue dimensioni e peso si presta molto bene ad essere l'ottica da portarsi appresso per fare le classiche foto di documentazione durante le nostre gite nella natura. La soluzione dello zoom elettronico e del fuoco continuo durante le riprese rtende questo zoom. abbinato alla GX-1, assai adatto alle riprese video che, grazie alla dimensione del sensore, sono di grande qualità e dall'audio assai ben definito.

 

14-24mm (28-84 millimetri: equivalente 35mm) per il formato 4/3. Zoom 3X.

Panasonic: LUMIX GX VARIO PZ

14-42mm F3.5-5.6 ASPH. POWER OIS

 

9 elementi in 8 gruppi

Peso = 95g

Funzionamento motorizzato elettrico dello zoom Primo obiettivo della serie marchiata  "X". Le lenti sono dotate della tecnologia Nano Surface Coating per ridurre al minimo l'immagine fantasma e il flaring. Hanno il controllo progressivo dell’apertura (senza scatti o stepless), il motore AF e quello zoom sono ultra-silenziosi e sono chiaramente ottimizzati per l'utilizzo in ambito video.

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Panasonic: LUMIX G VARIO

14-42mm F3.5-5.6 ASPH. MEGA OIS

 

12 elementi in 9 gruppi

Peso = 165g

Obiettivo zoom 3x standard copre un'ampia gamma di situazioni di ripresa. Eccellente contrasto a tutta la gamma di zoom e una lente asferica per ridurre al minimo la distorsione. Sistema di messa a fuoco interno azionato da un motore passo passo veloce e preciso con movimenti eccezionalmente fluidi. incorpora lo stabilizzatore ottico Panasonic MEGA O.I.S ottimo anche in condizioni di scarsa luminosità.

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OLYMPUS: M.Zuiko Digital ED 14-42mm F3.5-5.6

 prodotto dal 2009 al 2010 

9 elementi in 8 gruppi

Peso = 150g

Fu il primo obiettivo al mondo dotato di meccanismo retrattile, questo obiettivo zoom 3x è estremamente compatto, con una lunghezza totale di soli 43,5 millimetri. Copertura da grandangolare ad un teleobiettivo moderato. Con un design digitale specifico è dotato di copertura multi-strato su tutte le superfici delle lenti

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OLYMPUS: M.Zuiko Digital 14-42mm F3.5-5.6 II

 

8 elementi in 7 gruppi

Peso = 112g

 

Un obiettivo zoom standard che copre una gamma focale equivalente a 28-84 millimetri su una fotocamera 35 mm. Un peso di soli 112 grammi, questo obiettivo è dotato di un meccanismo che aumenta AF il MSC (Movie & Still Compatible), molto veloce e silenzioso adatto sia alle riprese di immagini statiche che di filmati.

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OLYMPUS: M.Zuiko Digital 14-42mm F3.5-5.6 II R

 

8 elementi in 7 gruppi

Peso = 113g

E 'stato progettato recentemente per abbinare la nuova linea della serie PEN, pur mantenendo le elevate prestazioni del precedente M.Zuiko Digital 14-42mm F3.5-5.6 II obiettivo zoom standard. Esso incorpora il meccanismo di MSC ed è dotato del veloce,sistema di AF silenzioso.

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 Panasonic Summilux 25 millimetri f/1.4 ASPH

Il 25 mm f/1.4 è il secondo obiettivo provato, tra quelli a focale fissa di Panasonic con marchio Leica, Il primo è stato il Summilux 45 millimetri f/2.8 ASPH  macro che tanto ci aveva entusiasmato nell’uso in digiscoping e …. non solo.

 Questi due obiettivi si assomigliano  nel disegno estetico e nella scelta dei materiali così come nel diametro dell’attacco filtri, 46 millimetri, ma otticamente sono assai diversi per le maggiori dimensioni e il numero delle lenti. Il 25mm si differenzia pure per l’assenza dei due interruttori, sul lato del barilotto, manca, infatti, il sistema di stabilizzazione inhterno e il doppio controllo della funzione macro.

 Breve tabella comparativa delle due ottiche.

 

Panasonic Summilux 25 millimetri f/1.4 ASPH

Panasonic Summilux 45 millimetri f/2.8 ASPH

Struttura

9 elementi in 7 gruppi (2 lenti asferiche, 1 UHR (Ultra High Refractive Index))

14 elementi in 10 gruppi (1 lente asferica, 1 lente ED)

Stabilizzazione  Immagine

no

MEGA OIS

Focale

25mm (equivalente a un 50mm del 24x36)

45 mm (equivalente a un 90mm del 24x36)

Apertura

F1.4

F2.8

Apertura minima

F16

F22

Aperture Tipo

7 lamelle ad apertura circolare

7 lamelle ad apertura circolare

Angolo di campo diagonale

47 °

27 °

Distanza minima

0.3m

Normale 0.15m,  Limit: 0.5m

Ingrandimento massimo

Circa. 0.11x

Circa. 1,0

Costruzione - materiale

Metallo

Metallo

Diametro filtro

46 millimetri

46 millimetri

Lunghezza complessiva (circa)

54,5 millimetri

62,5 millimetri

Peso (approssimativo)

200g

225 g

Accessori standard

Copriobiettivo, tappo posteriore, custodia.

Copriobiettivo, paraluce, tappo posteriore, custodia

 

Molti potrebbero rimanere poco entusiasti del prezzo (non certo tra i più economici) ma la cosa ha una sua giustificazione se analizziamo l’obiettivo nella sua realizzazione meccanica, ottica e nella sua resa finale.

Da non sottovalutare il palese contributo del know how del marchio Leica e l’unicità, nel formato 4/3, non essendoci un altro obiettivo capace di una tale luminosità a parità di focale. Altro elemento di valutazione che accomuna entrambi gli obiettivi è nella considerazione che tutto il processo di fabbricazione, a partire dai componenti, è basato su produzioni realizzate integralmente in Giappone (Made in Japan) e non in Cina. Sappiamo che gli standard giapponesi sono assai più esigenti.

L’ottica non è una novità (fu annunciata il 13 giugno 2011) ma ha un suo inevitabile fascino ancora oggi per molte caratteristiche tra le quali spiccano le due lenti asferiche e il il trattamento della prima lente, il UHR, Ultra High Refractive Index, che ha la specifica funzione di controllare e ridurre più efficientemente l’effetto di immagine fantasma e il flare (quel fastidioso riflesso dovuto ad un effetto ottico di luce riflessa tra-sulle lenti come conseguenza di foto fatte in controluce ad un’ampia apertura del diaframma. Leica Summilux- 50mm f/1.4Questo comporta un notevole decadimento dell’immagine ). L’altra caratteristica è la focale di 25mm che corrisponde al “vecchio” 50mm della nostra macchina analogica. Questa focale non è l’ideale nel digiscoping per la sua tendenza a vignettare con la maggior parte degli oculari ma, nel caso del Panasonic, qualche cosa cambia vista la sua buona resa con alcuni oculari. Abbinata ad un oculare zoom è efficiente solo a fattori minimi di ingrandimento e tende a vignettare già a 40x. La resa con gli oculari zoom grandangolari (Swarovski e Leica ma non abbiamo provato con il nuovo Kowa 25-60x) è assai diversa da quella con i tradizionali 20-60x dove le aberrazioni geometriche non possono sommarsi e amplificarsi.

Contrariamente ai suoi contendenti più diretti non è un pancake ma … era chiaro e prevedibile, vista la luminosità e il numero di lenti ( 9 lenti in 7 gruppi). Non ostante questo è comunque un ottica molto compatta e, per ottimizzare il tutto, sono stati esclusi la ghiera dei diaframmi e la scala delle distanze. Manca la stabilizzazione ottica, una caratteristica non fondamentale per noi ma utile per tutte le situazioni di ripresa fuori dal digiscoping. Questo accade solo sui corpi macchina Panasonic mentre non ci sono problemi su corpi Olympus. 

La struttura ottica ricorda, lontanamente, quella di un Sonnar (Zeiss) ed è assai diffusa anche tra le ottiche della stessa focale (Sonnar T* E 24mm f/1.8 ZA per la Sony NEX E-mount). Ma Leica si è ispirata, forse, più al mitico e intramontabile Summilux 50mm f/1.4 degli anni sessanta che era un 7 lenti in 6 gruppi [ricordo che agli schemi classici vengono aggunte lenti (in genere le ultime) per adattarle alla nuova distanza con il sensore] ed aveva prezzi inavvicinabili ma … ebbe comunque una grande diffusione e ancora oggi è assai ambito in tutte le aste di Ebay (2-3 mila €). Un progetto, quello di Heinz Marquardt che è entrato con merito nella storia della fotografia di tutti i tempi.

Pur valutando questi cenni storici e apprezzando ancora oggi le ottiche dell'analogico non dobbiamo dimenticare che l’immagine digitale chiede ad un obiettivo una resa più elevata rispetto a quella di una volta. Le immagini guardate in uno schermo vengono  analizzate pixel per pixel, denunciando la più piccola aberrazione e le insufficienze dell’obiettivo.

 

 

In questa immagine vediamo come abbiamo montato la Panasonic GX1 per il test del cannocchiale Pentax. Sempre la Panasonic GX1 con i 3 nuovi Swarovski ATX e l'adapter DCB II .

Pentax PF-80 ED - La Panasonic GX1

Panasonic GX1 con i 3 nuovi Swarovski ATX e il DCB II

Questa immagine ci mostra come abbiamo usato la GX1 con il KOWA Telephoto Lens/Scope. . La Panasonic GX1 con il vecchio Swarovski ATM e il fedele  l'adapter DCA
Questa immagine ci mostra come abbiamo usato la GX1 con il KOWA Telephoto Lens/Scope.
Questa immagine ci mostra come abbiamo usato la GX1 con il KOWA TSN 883. . La macchina sfrutta il DA 10 per collegarsi al Nikon EDG 85 al cui oculare abbiamo.fatto una semplice modifica..
La GX1 con il KOWA 883 Questa immagine ci mostra come abbiamo usato la GX1 con il Nikon EDG 85
In questa immagine notiamo la razionalità e pulizia della parte comandi, posteriore, e la soluzione semplicissima che abbiamo adottato per collegare lo scatto flessibile. In questa immagine notiamo il vano con le prese di collegamento esterno. Si notano bene anche la qualità costruttiva dei pulsanti e il selettore-pulsante a scorrimento dell'impugnatura
 Panasonic GX1 parte posteriore e scatto
Mirino Ottico elettronico esterno DMW-LVF2E . Un mirino angolare da 0° a 90° di inclinazione con una copertura del 100%. Molto pratico e funzionale nel digiscoping. Il DMW-MA1 pratico e funzionale adattatore per obiettivi 4/3 su baionette Micro Quattro Terzi, pieno supporto funzionalità, Un accessorio assai utile che amplia la gamma di ottiche.
Panasonic Lumix DMC-GX1 Review - LVF2E DMW-MA1


 

Conclusioni

Siamo oramai convinti che Panasonic abbia sfruttato al meglio tutto il bagaglio di tecnologie ottiche e meccaniche per poter rappresentare un marchio simbolo nel mondo fella fotografia digitale. Il dinamismo e il vasto campo di intervento industriale del marchio ci lascia intravvedere sviluppi che saranno di grandissimo impatto nelle nostre scelte future e nella praticità di utilizzo di mezzi e apparecchi non sempre facili da usare.

La GX1 è un oggetto che il digiscoper serio ed esigente troverà molto gratificante e estremamente stimolante. La scelta delle ottiche incomincia ad essere molto ampia e ben selettiva tanto da avere già due ottiche che possiamo indicare come “di riferimento” per la nostra tecnica. Non è un caso che in pochissimi anni il marchio è entrato e salito ai vertici nelle scelte dei digiscoper mondiali. Gia da due anni è la macchina che vince il concorso mondiale di fotografia in digiscoping, Digiscoper of the Year.


Ci è piaciuto:

·         Design ed ergonomia

·         Robustezza complessiva.

·         Sensore oramai maturo e capace di ottime performances complessive.

·         Ottima risoluzione e resa del colore fino a sensibilità di ISO 6400

·         Velocità e prontezza di scatto.

·         Velocità e logica disposizione del menu e dei comandi.

·         Numero complessivo e versatilità dei comandi.

·         Buon bilanciamento dei bianchi

·         LCD con  touch screen, uno dei migliori in assoluto.

·         La resa del filmato è tale da convincere alle riprese video anche un incapace come me.

·         Da Buona a Discreta la resa della batteria (DMW-BLD10) che è buona se fotografiamo e discreta se riprendiamo dei video.

 

Non ci è piaciuto

·         LCD fisso e a bassa risoluzione (solo 460.000 punti) quando 921.000 punti è la risoluzione delle più dirette concorrenti.

·         Avremmo voluto la possibilità di controllo manuale di alcuni parametri dell'esposizione anche nelle riprese video.

·         I microfoni integrati sono buoni ma manca la comodità di una presa per microfoni esterni.

·         Non è economica.


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Mini guide

Introduzione ● - Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
● - Il Binocolo breve guida alla scelta.
● -
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

● - Chiarimenti e semplici indicazioni

una mini guida
● - Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?
● - Digiscoping in notturna  Le esperienze e i consigli di un nostro amico.
● - Oculari - e non solo  
Un tentativo di semplificare la scelta e la conoscenza dei dati per conoscere il miglior oculare  da abbinare alla macchina fotografica e al suo obiettivo

Da ricordare

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