Test - comparativo Nikon EDG 85 e 65 con Kowa TSN 883 - Parte 2/3

  Ecco che dopo diversi mesi di prove sul campo possiamo scrivere e dare un giudizio sui nuovi cannocchiali che Nikon ha proposto il 22 maggio  2009 e che hanno molto incuriosito gli appassionati di birdwatching e di digiscoping.
Grazie alla cortesia e grande disponibilità del distributore per l'Italia, Nital, abbiamo avuto il cannocchiale con un ottimo parco oculari e anche due macchine fotografiche, una compatta e una reflex.

 

 Breve premessa:

   Nikon Corporation (o Nikon, Nikon Corp.) è un'azienda giapponese fondata nel 1917 dall'unione di due società che già si occupavano di ottica di precisione per l'uso civile e  militare. Dopo la seconda guerra mondiale, quando Nikon fu il fornitore ufficiale di strumenti ottici di osservazione e ripresa per l'esercito giapponese, l'azienda si concentrò nella produzione di strumenti per uso civile e presentò la prima macchina fotografica, Nikon I, che, pur avendo già un suo carattere, si ispirava tuttavia alla produzione Zeiss. Da allora il marchio si è sempre distinto per la qualità, robustezza e ricerca nel settore ottico delle macchine fotografiche professionali ed amatoriali, strumenti di precisione, lenti e strumenti oftalmici, microscopi e ottiche sportive come cannocchiali e binocoli.
Oggi è, insieme a Canon, la azienda leader nella produzione di macchine fotografiche digitali ed ha un ottimo e saldo mercato nel mondo delle ottiche per la osservazione.
Oltre alla vasta linea di binocoli vengono prodotti dei cannocchiali per l'uso amatoriale ed anche professionale.
 

   Proprio in questo ultimo settore si colloca la recente linea marchiata EDG comprendendo sia binocoli che cannocchiali. Due sono i cannocchiali, presentati fino ad oggi, nelle dimensioni di 85mm e 65mm per coprire tutte le esigenze del mercato. Sia l'85 come il 65 sono nella versione diritto o angolato.
   Per questa linea sono stati presentati anche dei nuovi oculari, siglati FEP,  rivisti in toto sia nella costruzione ottica come nella linea e nell'innesto.  Ben sette oculari per coprire tutte le nostre esigenze, uno zoom (20-60x/16-48x) FEP 20-60, un 20/16x FEP20W, un 30/24x FEP30W, un 38/30x FEP38W, un 50/40x FEP50W, un 75/60x FEP75W e un 25/20x FEP25LER.

 


Immagine istituzionale


   Il fatto che venissero presentati due cannocchiali e un vasto parco di oculari la dice lunga su come Nikon punti a guadagnare un posto importante nel settore. Altro punto di interesse è l'ergonomia e la meccanica di questi strumenti di precisione. Un ultima curiosità, significativa per la filosofia di queste ottiche, è proprio la scelta del nome EDG. Secondo la casa madre, sia per il cannocchiale come per il binocolo, questa sigla deriva dall'inglese EDGE .... bordo, margine, spigolo ma anche taglio.  Allo stesso tempo sono la sigla di E - extra low D - dispersion G - glass, cioè lenti ED. Tutti significati che vogliono esprimere la raffinata qualità dell'immagine che deve essere ricca di dettagli, netta, con un alto grado di contrasto e .. in poche parole molto dettagliata e pulita dal centro fino ai bordi. L'uso di lenti ED dai diametri piuttosto grandi è una scelta che porta ad un ottima luminosità anche in situazioni critiche come l'alba e il tramonto o l'osservazione di soggetti nel fitto della boscaglia.
   Le lenti hanno un ottimo e collaudato rivestimento multistrato su tutta la superficie e i prismi. Questi ultimi sono:
per l'angolato -  a tetto e con rivestimento a correzione di fase per una immagine davvero all'altezza della qualità delle lenti.
per il diritto - a tetto con rivestimento dielettrico multistrato ad alta riflettenza.
   Il corpo del cannocchiale come degli oculari è impermeabilizzato con azoto e protetto con anelli ORing così da proteggerlo da polvere e umidità. Nel manuale viene fatto presente che, grazie a queste soluzioni, gli EDG possono rimanere completamente immersi sott'acqua fino a una profondità di due metri per dieci minuti consecutivi. Sia ben chiaro che non siamo di fronte ad un oggetto per foto subaquee ma si parla di situazioni accidentali.
  La cosa che salta subito all'occhio è il design poco convenzionale, forse un poco duro e massiccio, ma con una base assai lunga e la grande manopola di messa a fuoco posta, come è tradizione di Nikon, sul corpo cannocchiale come quella dei teleobiettivi. Sulla scelta di porre la manopola sulla parte anteriore del corpo cannocchiale ci siamo già espressi numerose volte e non ci ripeteremo anche in questo frangente ma vorrei sottoporre un caso abbastanza frequente: Immaginiamo di essere dentro ad un capanno con un apertura di piccole dimensioni, come quelle dei capanni portatili, volendo osservare un area con un angolazione molto ampia, o lasciamo sporgere il cannocchiale, e con lui sporge anche la manopola correndo il rischio di essere notati ogni volta che mettiamo a fuoco, o teniamo tutto il cannocchiale all'interno del capanno e, per avere un ampio angolo di ripresa, spostiamo tutto il cannocchiale con il treppiede.
   Ma ecco le sorprese ... una delle prime favorevoli impressioni si ha proprio nell'uso della manopola di messa a fuoco che risulta ottimamente frizionata, con una corsa molto breve (3/4 di giro) ma assai precisa e sensibile in tutte le situazioni. Fantastico è stato il lavoro degli ingegneri Nikon nel progettare questo meccanismo che, sicuramente, è frutto di tutta l'esperienza nel campo delle ottiche per le macchine fotografiche. Dopo diversi mesi di uso ha ancora la stessa resistenza e la stessa precisione. Uno dei pochissimi casi che non fa rimpiangere la doppia manopola.
   Il cannocchiale diritto, nella zona prismi, ha un rigonfiamento cilindrico ricoperto da una gomma mentre l'angolato è un poco più squadrato alla base ma sempre molto ben proporzionato e pratico nella presa. Il rigonfiamento, aumenta nella parte inferiore, non è fastidioso nelle applicazioni con una lunga base di bilanciamento. Nell'angolato, la base di collegamento al cavalletto, ha un fermo a vite che, una volta sbloccato, permette di ruotare il cannocchiale sul suo asse ed ha dei riferimenti a scatto per un numero di 6 angolazioni, 3 per lato più una centrale.
   Il resto del cannocchiale è verniciato color canna di fucile e non presenta nessuna riflessione o parti cangianti. Generoso e pratico è il paraluce gommato che incorpora il tappo. Aver voluto incernierare il tappo è stata una scelta molto utile per proteggere le lenti durante il trasporto e rapidamente liberarle per l'uso.  Se vogliano possiamo anche togliere completamente il tappo ma, avendo un fermo per la posizione aperta, non da assolutamente alcun fastidio nell'uso. Il vantaggio è che possiamo proteggere le lenti anche con il paraluce tutto esteso. Una piccola curiosità: Se il tappo è chiuso risulta più difficile estendere il paraluce. Questo particolare spiega quanto sia sicuro ed ermetico il metodo di protezione usato.
   Davanti alla lente frontale non abbiamo notato nessuna filettatura per i filtri.
   Un altro particolare molto ben studiato e realizzato con cura è la base di attacco al treppiede. Anche in questo caso è frutto della grande esperienza degli ingegneri Nikon.  La base si collega al cannocchiale su due perni ed è fissa solo nel cannocchiale diritto. La sua lunghezza di quasi 9,5cm è giustificata da ben 3 fori filettati da 1/4" che semplificano la scelta di bilanciamento del cannocchiale nel digiscoping. Ogni foro filettato ha due fori, anteriore e posteriore, per  l'anti torsione. Grazie a questo sistema abbiamo potuto notare che il cannocchiale con il 30x e la macchina fotografica P5100 con il suo adapter era bilanciata da subito senza la necessità di una staffa stabilizzatrice. Questa soluzione è ottima anche con macchine di peso superiore fino ai corpi delle piccole reflex o le nuove "mirrior-less". Ottima soluzione. Questa base è anche un ottima presa per il trasporto.
   Nel folder di presentazione viene spiegato come è stata accuratamente studiata, durante la progettazione, la forma e le soluzioni di bilanciamento per garantire il massimo della stabilità anche alla torsione e la resistenza al vento laterale.  Un immagine elaborata al computer sfruttando i programmi di CAE (Computer Aided Engineering – Progettazione assistita da computer) dimostra l'effetto di una di simulazione analitica delle vibrazioni causate dalla pressione del vento laterale.

 


   Abbiamo già detto che è stata presentata una linea nuova di oculari che presentano una nuova baionetta di sicurezza per l'innesto al corpo cannocchiale. Questo innesto è impermeabile e questa caratteristica lo rende un poco duro e resistente allo sgancio ed anche all'innesto. Il disegno di questa baionetta è molto curato e sicuro. Gli ingegneri della Nikon hanno fatto, anche in questo caso, una scelta fuori corrente ma palesemente ispirata al sistema in uso per le fotocamere (Cinquanta anni di esperienza con la baionetta Nikon ). Infatti la baionetta assomiglia molto a questo sistema (F mount)  con un diametro piuttosto grande (58mm) e un blocco di sicurezza. Il blocco non è sul corpo del cannocchiale ma su ogni oculare. Una piccola leva il cui movimento ad arco, non a pressione, è nel verso di sblocco dell'oculare. Potrebbe sembrare delicato ma nell'arco di tutto questo tempo non ci ha mai dato segni di cedimento.
   Anche questa volta ci siamo serviti di una bilancia di precisione per controllare i pesi dei due cannocchiali e lo abbiamo fatto con un oculare e senza. Abbiamo anche pesato gli strumenti con l'adapter per collegare una reflex in modo a fuoco diretto, il FSA-L2.  Il tappo di gomma era sempre presente. La Nikon fornisce un peso di 2,030Kg. per lEDG 85 e 1,560Kg. per L'EDG 65.  I nostri dati sono rappresentati nella tabella che segue.
  

Tabella Pesi in grammi

 Caratteristiche

EDG 85

EDG A65

 Solo corpo

2.080

1.659

 Con FEP 30xW

2.448

2.020

 Con FSA-L2

2.520

2.099

   Pur avendo un corpo in lega di magnesio, entrambi i cannocchiali, sono piuttosto pesanti. Supponiamo che sia dovuto alle dimensione delle lenti e al meccanismo di messa a fuoco che, ci è stato spiegato da un responsabile della Nital,  è costruito in metallo (ottone) e con un meccanismo a doppia frizione. Se la causa è davvero in questo meccanismo non possiamo che valutare positivamente il rapporto costi-benefici. Nel confronto tra cannocchiali questi nuovi Nikon sono svantaggiati solo dal peso ma se confrontiamo con le ottiche normali, i super tele, il rapporto si capovolge completamente. Potrebbe sembrare un confronto poco attendibile ma la Nikon non ha voluto costruire un oggetto solo per l'osservazione  ma, palesemente, anche per la fotografia e lo dimostrano tantissimi particolari. Nikon ha, da diversi anni, un programma completo per il digiscoping e opera molto per la sua diffusione. Nel proseguo della presentazione vedrete che anche gli accessori sono studiati per la possibilità d'uso in digiscoping. Tutti ... tranne uno solo, stranamente, non è previsto per questo scopo. Si tratta dello zoom (20-60x/16-48x) FEP 20-60 al quale non possiamo applicare gli adapter studiati da Nikon.
 

Breve considerazione .. forse fuori luogo? Ma interessante.
Se pensiamo ad un super teleobiettivo Nikon il cui peso è di circa 5Kg per il AF-S Nikkor 600mm f/4G ED VR ($ 10,299.95) e 3,88Kg per il AF-S Nikkor 500mm f/4G ED VR ($8,199.00) oppure 3,36Kg per il nuovo zoom AF-S NIKKOR 200-400mm f/4G ED VR II ($6,999.95) vediamo che il peso di questo cannocchiale non è poi tantissimo. Le alternative nelle ottiche universali possono essere il Sigma 800mm f/5.6 EX DG APO HSM ($7,399.00) con i suoi  4,740Kg (156.5 x 520 mm) o lo zoom  Sigma 300-800mm f/5.6 EX DG APO IF HSM ($6,999.00) con i suoi  5,870Kg (541.5 x 165 mm).

  

I due cannocchiali  oggetto del test.
Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - I due cannocchiali  oggetto del test.
Uno spaccato che illustra la meccanica e la struttura ottica dell'angolato. Confronto con Swarovski ATM 80 HD e il
Kowa Prominar
TSN-883
Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - Uno spaccato che illustra la meccanica e la struttura ottica dell'angolato. EDG 85 e EDG A65 - Confronto con Swarovski ATM 80 HD e il Kowa Prominar TSN-883

La base di collegamento alla testa del cavalletto con le tre posizioni  e i 4 fori di sicurezza anti torsione.

Il tubo ottico Zoom FSA-L2 montato tra l'EDG 85 e la nuova "piccola"  Nikon D3000.
Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - La base Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - Il tubo ottico Zoom FSA-L2
Il FEP-30W e il Kowa 30x W. Al FEP-30W è stato sostituito il paraocchio con l'anello per gli adapter. La nuova baionetta Nikon. Evidentissima la somiglianza con quella delle fotocamere Nikkon.
Confronto tra il Nikon FEP-30W e il Kowa 30x W. Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - La nuova baionetta Nikon

L'innesto della grande baionetta.
Sicura, robusta e impermeabile.

Il Nikon EDG A65 con il Leica Televid 65 Apo.
Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - L'innesto della grande baionetta. Il Nikon EDG A65 con il Leica Televid 65 Apo.
I quattro oculari forniti per il test FEP-75W - FEP-30W - FEP-20W - FEP-20-60 Zoom
I quattro oculari forniti per il test FEP-75W - FEP-30W - FEP-20W - FEP-20-60 Zoom

   Gli oculari sono protetti da un anello O-Ring  e pressurizzati con azoto per garantire la massima impermeabilità all'acqua e alla polvere.  Lo zoom, come gli altri a focale fissa, è compatto e con lenti di generose dimensioni. Tutti, tranne lo zoom, hanno già  da subito la possibilità di essere usati con gli adapter studiati per le compatte Nikon. Il 30x viene venduto con il paraocchio di gomma e un anello in metallo che lo sostituisce quando vogliamo usare gli adapter della linea FSB compreso il nuovo e versatile FSB-U1.  Tutti hanno il tappo di protezione che rimane collegato all'oculare per non essere persi e per poter essere subito riposizionati a difesa delle lenti durante il trasporto. Tranne il 30x tutti hanno un paraocchio integrato nel corpo che esce con riferimenti a 3 posizioni digiscoping, visione con occhiali e a occhio nudo.   Sugli oculari è presente la leva di sblocco di sicurezza. Il movimento è semplice e pratico e non può essere accidentale. Dei sette oculari (nominati con la sigla FEP)  cinque sono grandangolari, uno è zoom (con lente asferica) e uno ha la caratteristica di avere una elevata estrazione pupillare (il FEP-25LER con oltre 32,3mm). Un ottimo e vario parco che soddisferà da subito ogni esigenza.  Dobbiamo notare che la Nikon non ha tralasciato nulla al caso e ha anche aiutato tutti i suoi clienti più fedeli che volendo passare dai vecchi  cannocchiali ai nuovi EDG possono usare i loro vecchi oculari grazie ad un anello di conversione, il EMA- 1, con il quale si ha la unica limitazione di perdere la chiusura pneumatica ma ci permette di godere di tutti gli oculari DS (4) compreso il tubo ottico con baionetta Nikon FSL-1 che non è uno zoom ma trasforma in una focale fissa di 800mm f/13.
   Li abbiamo provati in molte situazioni anche critiche e sempre abbiamo     potuto constatare la loro grande qualità ottica ma uno, in particolare, ci ha sorpreso in modo positivo per le sue grandi qualità ottiche e predisposizione al digiscoping. Si tratta del sorprendente 30/24x FEP30W. Uno dei migliori 30x che abbiamo avuto tra le mani. Lo abbiamo testato con grande "cattiveria" ma è sempre uscito a testa alta da tutti i test. Un vero peccato non poterlo provare sul nostro Kowa o sullo Swarovski. Un consiglio per chiunque voglia usare questi cannocchiali per il digiscoping è di averlo sempre come ottica di riferimento.
   Ottimo in moltissimi frangenti è anche il 20/16x FEP20W che mantiene sempre una grande luminosità e pochissima aberrazione geometrica.
   Molto potente ma, chiaramente, poco luminoso il 75/60x FEP75W che, in giornate di sole, ci da quella potenza tanto ricercata soprattutto dai digiscoper che praticano la fotografia vagante.

Gli oculari
20/16x FEP20W 30/24x FEP30W 75/60x FEP75W 20-60x/16-48x FEP 20-60
Il movimento del paraocchio integrato nell'oculare La leva di sblocco ha il movimento e la presa che aiutano e semplicicano la operazione di cambio oculare. Ogni oculare ha nella sua confezione una custodia imbottita ed impermeabile per il trasporto.


   In questi giorni abbiamo potuto provare anche la  compatta Coolpix P5100 e  la reflex D3000. Sulla compatta possiamo dire che le impressioni che avemmo espresso a suo tempo sulla P5000 non vanno  considerate su questo aggiornamento che si presenta più vicino alle nostre esigenze.
    Faremo una prova molto approfondita anche perché moltissimi digiscoper la stanno usando e ci rivolgono richieste di consigli e ragguagli.
   Sulla reflex, entry level, della Nikon, la D3000, abbiamo avuto moltissime sorprese positive e ci siamo appassionati nel metterla alla prova in situazioni e su cannocchiali diversi. Visti i suoi risultati iniziali rimpiangiamo di non aver richiesto la D5000 che, per molte caratteristiche, è più vicina alle nostre esigenze. A noi premeva fare un test con una reflex semplice e dal costo di una compatta. 
   Le sorprese non saranno poche  e tutte molto stimolanti.

Accessori

L'EMA-1 è un accessorio che permette di montare nei nuovi EDG gli oculari della vecchia serie Nikon. La custodia protettiva in cordura SOC-8 Il nuovo adapter FSB-U1
con il braccio snodato che permette la visione e lo scatto con una mossa
Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - L'EMA-1 Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - La custodia protettiva in cordura SOC-8 Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - FSB-U1
Nikon Universal Mounting Bracket
Un braccio di equilibrio per usare macchine dal peso superiore o telecamere.
Il FSA-L1 si può adattare con il EMA-1 ai nuovi EDG. Questo è un tubo ottico a focale fissa solo per macchine reflex con baionetta Nikon La Nikon ha un ampia scelta di adapter per l'uso con le sue compatte. Con la P5100 abbiamo usato l'FSB-6
Nikon Universal Mounting Bracket Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - FSA-L1 Nikon Fieldscope EDG 85 e EDG A65 - FSB-6

 


 

 



Mini guide

Introduzione Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
Il Binocolo breve guida alla scelta.
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

Chiarimenti e semplici indicazioni
Una mini guida
Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?

Da ricordare

I link ai siti dei produttori e distributori

 

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