Test - LEICA D-Lux 4 - Una compatta con tante doti per il digiscoper. Parte I°

 

Grazie a Polyphoto, importatore e distributore per l'Italia del marchio Leica, ci è stata data la possibilità di testare due prodotti di grande interesse per il mondo del digiscoping.
Il nuovissimo cannocchiale Leica Televid Apo 82 e la fotocamera compatta D-Lux 4 con il suo economico e pratico adattatore.
Il primo impatto con la Leica D-Lux è stato poco fortunato anche per colpa nostra. L'idea è partita dal Sig. Renato Rappaini, responsabile per l'Italia dell'area Leica, il quale  ci ha proposto il test del cannocchiale abbinato alla D-Lux 4.
La nostra preoccupazione iniziale era il test del Televid e pur di averne uno in prova eravamo disposti ad accettare anche quello della D-Lux.
Sta di fatto che, all'arrivo della machina e del cannocchiale, abbiamo subito messo alla prova il Televid con le nostre fedeli macchine compatte e reflex che, da tempo, ci danno parametri di confronto e valutazione.
Dopo aver provato il cannocchiale con le nostre macchine abbiamo, per scrupolo, provato anche l'abbinamento con la piccola compatta dal "bollino rosso". Ecco che il suo obiettivo zoom di pochi ingrandimenti ci ha fatto sorridere. "L'avevo detto che è troppo corto" questo è stato il nostro primo commento. Ma, arrivati al computer e viste le immagini, subito siamo rimasti affascinati dal colore e dalla qualità dell'immagine finale.
Incominciava ad insinuarsi un pensiero strano che volevamo dimenticare.

 

Appena abbiamo avuto in mano la D-Lux ci siamo resi conto di un oggetto robusto e versatile ma non potevamo aspettarci diversamente dal marchio tedesco che è e rimarrà ancora per moltissimo un mito nel mondo della fotografia per le sue soluzioni ottiche e per la qualità assoluta dei suoi prodotti, cannocchiali, binocoli, macchine fotografiche compatte e reflex e tutti gli altri strumenti ottici di precisione.
Dopo aver letto attentamente il manuale delle istruzioni ed aver settato la macchina come ritenevamo più adatta al digiscoping ci siamo ingegnati a collegarla anche al Kowa e allo Swarovski. Ed ecco che il pensiero si è fatto più insistente e confortato sistematicamente dai risultati.
Ora possiamo dire tranquillamente che la macchina è ... ma no! ... ancora un attimo di suspense.

Vediamo le caratteristiche tecniche che maggiormente ci hanno colpito.

10MPixel in un sensore da 1/1.63" leggermente più grande e largo delle compatte tradizionali. Con una densità di 24 MP/cm offre una risoluzione finale di 10.1 MlPixel ad una risoluzione massima di 3648 x 2736.
3 formati di ripresa 16:9, 4:3, 3:2 per immagini e video HD
Registrazione dati: JPG Fine / Standard, RAW / RAW + standard / RAW + fine
Un luminoso obiettivo Leica Summicron F2-2.8 ASPH 6.1-12.8 (24-60 nel formato 35mm) un 8 elementi di cui 4 asferici per un fattore di ingrandimento ottico 2,5x (forse poco?).
ISO 80-3200.
Esposizioni in sequenza: 2,5 fps; Max. 8 immagini (standard), 4 immagini (fine), 3 immagini (RAW)
Modo a raffica veloce: Circa 6 foto (3 MP con 4:3), (2,5 MP con 3:2), (2 MP con 16:9)
Misurazione dell'esposizione: Scelta tra Multi-zonale, integrale ponderata al centro e spot

Completa e totale la possibilità di controllo dell'esposizione e della messa a fuoco.

LCD TFT da 3“ (3:2), 460,000 pixel, campo di visione grandangolare di circa 100%
Ottima resa della batteria. (con due batterie si lavora tranquillamente per una giornata di riprese, un poco meno se facciamo dei video). Un Ingresso DC.per alimentazione esterna.
Buona la velocità di messa a fuoco e registrazione del file (rispetto alle altre compatte)
Riprese di video in HD in formato QuickTime. Formato 16:9: HD 1280x720 (24 fps), 848x480 (30 fps)
Adapter razionale, pratico, dedicato e economico DA4 (circa €80)
Misure compatte (109 x 56 x 27 mm) e peso (248 g) in un design ergonomico.
Stabilizzatore ottico di immagine (ma a noi serve poco)

Quando, nel 2008, fu presentata alla Photokina la Leica D-Lux 4 tutti notarono la grande somiglianza con la Panasonic Lumix DMC-LX3. La  DLux-4
I due marchi collaborano da tempo nello sviluppo di ottica ed elettronica e non avrebbe avuto alcun senso presentare la stessa macchina con due marchi a prezzi diversi e concorrenziali fra loro.
Infatti le differenze ci sono e non sono solo estetiche.
Oltre alla veste grafica razionale e di grande design la differenza meno visibile esternamente è proprio nel "motore" interno. A confermare la ricerca di qualità e fedeltà del colore, la Leica, ha sviluppato una sua propria e unica corrispondenza dei colori, contrasto e definizione del profilo di immagine con un più alto grado di definizione dei dettagli più fini e riproduzione fedele dei valori tonali.
La macchina si presenta con una linea molto pulita e con una disposizione dei comandi ben ideata ed ergonomica.
La parte frontale presenta il glorioso "puntino rosso" con il marchio Leica e l'obiettivo circondato da un anello svitabile che ci permette di accedere alla filettatura dove aggiungere l'adapter per il digiscoping o il tubo di raccordo porta filtri o aggiuntivi ottici con il passo di 55mm.
La parte superiore ha il flash a scomparsa con il suo interruttore, la slitta con il contatto caldo per un flash esterno (la Leica ha in catalogo un piccolo flash, il CF 22, ma possono essere collegati altri universali) alla stessa slitta può essere inserito il mirino ottico fornito come accessorio. Accanto c'è il comodo selettore per la scelta del modo di ripresa, il pulsante di scatto con il pulsante per la regolazione del fattore di zoom ed accanto a questo un pulsante che permette di attivare il controllo tramite joystick della messa a fuoco su tutta l'area del fotogramma. Un interruttore a slitta accende la macchina con un movimento abbastanza sicuro contro accensioni accidentali.
Sul retro della macchina spicca il grande LCD da 3". Sono concentrati a destra, in maniera molto intuitiva, tutti i comandi d'uso durante le riprese. Tra questi spicca per originalità e numero di funzioni il joystick.
Sul fondo, decentrata dall'asse ottico c'è la filettatura per collegare la macchina ad un treppiede e per fissare una impugnatura fornita come accessorio. Sul lato destro c'è lo sportello per accedere alla batteria agli ioni di litio BP-DC4, 3,7 V, 1150 mAh e alla scheda di memoria SD o SDHC.
Sull'lato destro si apre uno sportellino di plastica grazie al quale si può accedere a una serie di 3 prese per i collegamenti Usb2, HD tv e un alimentazione esterna. tra gli accessori dobbiamo ricordare anche delle custodie in pelle molto ben realizzate.
Della D-Lux 4 esistono anche due versioni speciali denominate "Safari" e "Titanium". Esse differiscono per il colore, le finiture e alcuni accessori.
Ultimo, ma non in graduatoria, bisogna segnalare la copertura di 3 anni della garanzia.

USO

Dobbiamo subito notare la semplicità e razionalità dell'adapter studiato appositamente per l'abbinamento tra la D-Lux 4 e l'oculare 25-50x WW ASPH dei nuovi Televid. Per collegarlo alla macchina bisogna scoprire la filettatura intorno all'obiettivo togliendo (svitando) l'anello di metallo che la protegge e che ha anche funzione estetica. L'oggetto è semplicissimo e robusto. Si innesta e si toglie con estrema facilità e rapidità. Il risultato di insieme tra macchina e cannocchiale è solido e pulito. Passare dall'osservazione alla ripresa è assai rapido, se si rispettano alcuni piccoli accorgimenti che citeremo in seguito. Lo stesso adapter è stato usato con lo Swarovski e il Kowa grazie a piccoli e semplicissimi accorgimenti.
Altri accessori sono da ricercare nel catalogo della Panasonic Lumix DMC-LX3.

Leica D-Lux 4: La macchina con due accessori, il mirino ottico e la impugnatura.

La macchina con due accessori, il mirino ottico e la impugnatura.

La preziosa borsa in pelle stile retrò

Leica D-Lux 4: La macchina con il suo Adapter razionale, pratico, dedicato e economico DA4

Nelle due immagini sottostanti vediamo quanta è l'escursione dello zoom della macchina e quanto incide quando inseriamo l'adapter nell'oculare. La prima è nella posizione di grand'angolo e la seconda è in quella di tele. Questa ultima è quella più adatta al digiscoping.  Da notare che il bordo più largo dell'adapter corrisponde internamente a quello di appoggio all'oculare del cannocchiale.  Nella prima immagine possiamo quindi notare che le due posizioni richiedono uno spostamento dell'adapter sull'oculare visto che nella posizione più corta le immagini risultano vignettate se non spostiamo la lente dell'obbiettivo vicinissima a quella dell'oculare.  Più avanti vedremo come questo problema sia parzialmente risolvibile.

 

La macchina è molto leggera (228g) e ha i numerosi comandi disposti nel rispetto di un ergonomia molto sobria e razionale. Il visore LCD è di qualità e dimensioni assai pratiche per l'uso nel digiscoping. Mettere a fuoco è semplice anche per chi usa gli occhiali. Solo in situazioni estreme abbiamo avuto problemi nella visione ma li abbiamo risolti con una semplice mascherina para sole. Il menu interno ci aiuta con una funzione che esalta la definizione dell'immagine riprodotta dall'LCD quando questa è a fuoco. Se noi impostiamo la messa a fuoco manuale abbiamo la possibilità di un aiuto dalla macchina con la funzione ASSIST MF che allarga a tutto lo schermo l'area centrae dell'immagine. Opzione utilissima ma, chiaramente, rallenta il nostro lavoro. Abituati ad usare un lentino, con la D-Lux, ne abbiamo fatto tranquillamente a meno.
Il menu dei vari settaggi è funzionale e rapido nella ricerca delle varie funzioni che, per una compatta, sono molte e assai complete.
Come in molte recenti compatte manca un settaggio fondamentale per il nostro uso. Ci riferiamo alla possibilità, al momento della riaccensione, di avere memorizzati anche i settaggi dello zoom. La macchina ci consente ben quattro modalità personalizzate di lavoro ma non possiamo impostare il valore di zoom. Potendo memorizzare la posizione zoom a 2,5x ed averla già impostata al momento della accensione della macchina, non saremmo costretti a sfilare l'adapter ogni volta. Infatti, all'accensione, la macchina, estendendo al massimo l'obiettivo, lo fa battere contro la lente dell'oculare e ci costringe a spegnere la macchina, sfilarla dall'oculare, accenderla e zoomare a 2,5x prima di reinserira nella posizione di lavoro.  Tutto questo processo ci ruba secondi preziosi.
Abituati ad accendere e spegnere le macchine fotografiche per risparmiare la batteria ci siamo trovati costretti a scegliere di lasciare la macchina accesa per tutto l'arco della sessione. Il lato positivo è che il consumo della batteria e la sua qualità ci permetteva di lavorare per una intera giornata estiva (11 ore) con due sole batterie. Un grande lavoro è stato fatto dai progettisti nella ottimizzazione dei consumi e nella scelta della batteria agli ioni di litio. Dobbiamo segnalare che le batterie hanno una durata che si riduce sensibilmente se facciamo filmati.I pulsanti con le funzioni

Per un digiscoper è assai frequente l'esigenza di controllare gli scatti appena fatti. In questi casi non dobbiamo usare l'interruttore a slitta in alto a destra ma il pulsante funzioni quello marchiato "Fn"  nella rosa di 5 pulsanti multi funzione e programmabile.
Usando il pulsante a slitta con la funzione classica di visione delle immagini, al momento del ritorno alla funzione ripresa, la macchina si comporta come ad una riaccensione generale e qundi si ripresenta il problema che abbiamo citato prima.  Con l'esperienza e l'uso abbiamo superato brillantemente questo problema.
La disposizione dei comandi, sul dorso della macchina, è molto completa e permette una buona presa anche per chi non ha dita sottili. Con i guanti potremmo avere alcuni problemi con il piccolo pulsante accanto a quello di scatto. Si tratta del controllo manuale dell' area di messa a fuoco. Non per un uso accidentale ma, essendo molto incassato, diventa difficilmente manovrabile. Dobbiamo segnalare l'efficienza dei sei sistemi di messa a fuoco che offre la macchina. Quello automatico, manuale e quello macro (selezionabili dalla slitta posta sul fianco dell'obiettivo) funzionano alla perfezione nel 99 per cento dei casi e sono molto rapidi.

Come in tutte le macchine compatte e per molte reflex economiche, l'automatismo diventa lento e poco efficiente se la scena è molto buia o se, avendo portato lo zoom dell'oculare al massimo degli ingrandimenti, l'immagine che viene raccolta dal sensore è buia e priva di definizione.
Tra le varie opzioni di messa a fuoco dobbiamo segnalare la Traking AF e la High.Speed che funzionano anche con il nostro complesso sistema ottico.
Durante le varie sessioni di test sul campo abbiamo usato i tre formati di immagine disponibili e selezionabili da un pulsante a slitta sul corpo dell'obbiettivo (4:3 / 3:2 / 16:9) e, soprattutto nel 16:9, ci è risultato utile, per la corretta messa a fuoco e la scelta della inquadratura, l'uso del pulsante che attiva il joystick con il quale possiamo spostare a piacere in tutta l'area dell'immagine il punto di messa a fuoco. L'operazione è molto più facile e rapida di quanto non possa sembrare. Con questo joystick possiamo controllare, oltre alla messa a fuoco, anche il tempo di otturazione, diaframmi e correzione dell'esposizione.
Purtroppo la macchina non ha una presa o un sensore per ricevere il comando di uno scatto esterno. Noi ci siamo organizzati con una soluzione abbastanza semplice realizzata sfruttando la slitta porta flash. Nel mercato degli accessori prodotti da privati esiste un oggetto assai raffinato prodotto da Richard Franiec's Components che noi avevamo già presentato nelle nostre news.

Alcune cose ci hanno sorpreso e sono state confermate quando abbiamo collegato la macchina ad altri cannocchiali.
Usando la macchina con il nuovo Televid e l'oculare 25-50x WW ASPH la più eclatante è la reale compatibilità in digiscoping solo alle due posizioni estreme di zoom. Con lo zoom a 2,5x non abbiamo presenza di vignettatura solo se l'oculare è a 25x e se riduciamo lo zoom della macchina al minimo si lavora bene a 50x dell'oculare. Il risultato delle immagini è un fattore di ingrandimento molto simile anche se la esposizione è più performante nella prima posizione guadagnando quasi un diaframma. Abbiamo provato anche con il nuovo oculare della Swarovski, il 25-50x W molto simile, con qualche chance in più. Con il 20-60x della Kowa non abbiamo incontrato problemi per il 70% delle combinazioni. A nostro avviso è un problema che si riscontra nell'uso con oculari grand'angolari e scompare in quelli più "tradizionali". Con il Kowa 30x W, grand'angolare, abbiamo lavorato tranquillamente. Per superare questo limite, in situazioni al critiche, è necessario impostare la priorità di diaframmi e usare la massima apertura.

Prima di passare alla pagina 2 dobbiamo fare tre raccomandazioni molto utili se non indispensabili:
 

A molti risulta penoso e "dispendioso" ma è necessario leggere attentamente il manuale delle istruzioni per riuscire a sfruttare a pieno e nel migliore dei modi tutte le possibilità ed opzioni della macchina. Sono tante e la maggior parte personalizzabili. Non che non sia intuitivo l'uso della macchina ma ci sono funzioni che non si trovano spesso in una compatta e che non ci aspettiamo di poter usare.
Aggiornate il firmware. La versione 1.20 migliora le prestazioni del bilanciamento del bianco automatico e le funzioni di messa a fuoco automatica della fotocamera.
E' molto stimolante e concede molte possibilità creative scegliere di lavorare in 16:9. Un esperienza da provare assolutamente. In questo caso usate la possibilità di scegliere il punto ottimale di messa a fuoco e la funzione del display con i 6 riquadri per calcolare la proporzione aurea.

P

 

 

Mini guide

Introduzione Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
Il Binocolo breve guida alla scelta.
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

Chiarimenti e semplici indicazioni
Una mini guida
Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?

Da ricordare


Appuntamenti