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Quattro anni fa, quando
iniziai a scoprire il digiscoping abbinando la mia Nikon ad
un cannocchiale russo avuto in eredità, non pensavo che ci
fossero cannocchiali di altissimo livello fino a quando non
misi l'occhio in un Leica Televid Apo 77 di un turista
olandese. Fu il primo
cannocchiale che mi stupi e mi convinse che il digiscoping
aveva bisogno di una lente di qualità per poter esprimere
tutte le sue potenzialità. Come molti, non pensai di
investire tutta quella cifra che veniva richiesta dal Leica
e cercai altre soluzioni più economiche. Quando, dopo molte
prove e alcuni acquisti, compresi che
non bisognava cedere a compromessi venne annunciato il nuovo Televid 82 con il rivoluzionario oculare 25-50x
WW ASPH.
Dall'annuncio alla commercializzazione è trascorso quasi un
anno per motivi che oramai tutti sappiamo e che ho esposto
nella pagina dell'intervista alla Leica.
Ed ora .. finalmente, eccolo alla prova.
Anche per
questo marchio facciamo una piccola e succinta storia anche
se, forse, mai come per questo marchio non è necessaria
perché tutta la storia dell'ottica e della fotografia è
segnata dalle soluzioni e dalla qualità di questo marchio
tedesco facendolo entrare, di
diritto, tra i miti. Il nome LEICA è composto dalle
prime tre lettere del cognome di Erns Leitz e da quelle del
vocabolo tedesco per indicare la macchina fotografica -
Camera. LEItz CAmera.
Erns Leitz, già nel 1869, fondò la prima azienda per la
progettazione e produzione di strumenti ottici ma fu grazie
al figlio Ernst II e all'ingegnere della Zeiss Oskar Barnack
che il marchio entro nella fotografia e lo fece con una
grande rivoluzione. Il formato 24x36 che è conosciuto
proprio come "formato Leica". Venne pensata e prodotta la
prima macchina fotografica 35mm con otturatore sul piano
focale, con obiettivo 50 mm, slitta porta accessori e peso
di soli 350 g, La prima macchina fotografica compatta con
rullino porta film. Da allora è stata la macchina più
imitata e il formato più in evoluzione. Altrettanto famosi
sono gli obiettivi che Leitz produsse e produce ancora oggi.
Nella storia dell'ottica il passo a vite M39 o LTM (Leica thread-mount) è uno standard inventato da Leica e ancora
oggi diffuso. La ricerca meccanica e ottica ha sempre
segnato e preceduto i tempi e, per moltissimo, è stata
considerata l'ottica di riferimento.
Qualunque collezionista ha un riguardo particolare per la
produzione di questo marchio e alcuni oggetti raggiungono
cifre altissime.
I binocoli e cannocchiali Leica sono un mito per qualità e resa
ottica, robustezza e assistenza. Anche in questo campo ci
sono pietre miliari segnate dal marchio tedesco che ha
contribuito fino dagli albori allo sviluppo di strumenti
raffinatissimi. Basti pensare che già nel 1869 si produceva
un oculare per telescopi e microscopi capace di correzione
delle aberrazioni geometriche e acromatico. Il famoso,
ancora prodotto e imitato oculare Kellner.
Una cosa che ha sempre distinto i prodotti di questo marchio
è il design frutto di uno studio che vuole premiare anche
l'essenzialità e l'ergonomia.
La scatola di cartone argentato contenente il cannocchiale e
l'oculare misura (LxAxP) 37x13x14 e il cannocchiale pesa
1.490g l'angolato e 1.520g il diritto (dati della casa).
Noi abbiamo pesato il nostro angolato con l'oculare ma
senza i tappi in una bilancia digitale di precisione e
ci risulta 1.918g). Non male per
un cannocchiale con lente da 82mm.
Tolto dalla sua scatola ecco che ci colpiscono da subito la sensazione
tattile dei materiali e il design. Pulito, razionale,
ergonomico e leggero. A nostro avviso, il più bel
cannocchiale che abbiamo avuto tra le mani.
Soprattutto chi ha avuto il vecchio modello non si potrà aspettare un
oggetto gommato nero e senza quel, a volte problematico,
rigonfiamento dei prismi. Anzi, il nuovo Televid, ha
una zona prismi molto compatta e sottile che non offre
nessun problema nell'allineamento con la base di fissaggio
equilibratrice della testa del cavalletto. Angolato o
diritto ha una sua linea inconfondibile. Misure e
proporzioni lo rendono molto ergonomico, intuitivo e comodo. Se lo confrontiamo
con il suo progenitore, il Televid 77, le differenze sono
evidentissime e esprimono chiaramente quanto lavoro è stato
fatto e come è cambiata radicalmente la filosofia
costruttiva sia meccanica che ottica.
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Il vecchio Leica Apo
Televid 77 (1994) e
il nuovo 82 a confronto |
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Anche per il
Leica la base di fissaggio è sagomata in modo da essere fissata
direttamente al cavalletto Leica dotato dell'ottima
testa a movimento fluido e bilanciato DH-1 (prodotta da Gitzo) o alle teste Manfrotto che
usano la piastra 200PL38. Ottimizzare l'innesto per
trappiedi Manfrotto e Gitzo, i più diffusi sul mercato, è un
ottima soluzione e strategia. Questa idea è sata
condivisa anche dal marchio Swarovski. Noi abbiamo fissato il
cannocchiale alla nostra 128RC senza l'uso della
piastra. Ma, nel caso delle Manfrotto non è solo la 128 che
usa queste piastre, anche la testa a sfera idrostatica
468MGRC2 o quella rapida 322RC2 ed altre ancora.
Il punto di ancoraggio alla testa è perfettamente bilanciato
per l'osservazione ma con la macchina fotografica (Compatte
o reflex) ha
bisogno di una piastra di bilanciamento. Abbiamo montato il Leica sulle teste gimbal
grazie alla possibilità di ruotare il cannocchiale sul suo
supporto ad anello. Il movimento è a 360° e lo possiamo
bloccare con una fermo in tutte le posizioni o in 7
posizioni predefinite da uno scatto meccanico. Come per lo Swarovski anche con il Leica
è stata sufficiente una piastra da 85mm ma consigliamo una
più lunga di almeno 100mm per poter compensare l'uso con
reflex più pesanti e impegnative. La base, di forma
quadrata, si può fermare sulla testa in tutte le posizioni.
Subito accanto al passo a vite da 1/4" c'è un altro piccolo
foro filettato di cui non conosciamo l'utilizzo. Curiosamente non è
possibile fermare il cannocchiale a una testa dotata di vite
del passo di 3/8".
La scelta di una robusta copertura in gomma nera senza tante decorazioni ma
solo con una trama (ricorda quella della pelle) è un altro
elemento che contribuisce a fare di questo cannocchiale un oggetto di design.
Il materiale è ottimo e sicuro nella presa con le mani nude
o con i guanti e non è soggetto a segni o abrasioni per
colpi accidentali. Anche il paraluce integrato è
gommato ed ha sui fianchi il classico bollino rosso con il
marchio. Può essere esteso ma non girato intorno all'asse
del cannocchiale. Questo particolare limita l'uso dei tre
riferimenti con
funzione di mira di puntamento perchè rimangono nella loro
posizione sulla sommità del paraluce, non possiamo spostarli
lateralmente. Sicuramente hanno una
funzione più pratica e intuitiva nella versione diritta
mentre in quella angolata, come in tutti i cannocchiali
simili, perde molto della sua funzionalità e richiede un
mirino all'altezza della macchina e dell'occhio. Il paraluce
ha ottime dimensioni per assolvere alla sua funzione e,
anche esteso, riceve e blocca il tappo di protezione lenti.
Tappo che dobbiamo usare sempre per nostra sicurezza e per
la fedeltà colore delle nostre immagini. Il paraluce risulta duro all'inizio del suo movimento per poi essre
fluido e silenzioso.
Lo scafo è stato realizzato in lega di magnesio pressofuso e le lenti,
già apprezzate nel vecchio modello, sono state ridisegnate e realizzate
con nuove soluzioni tecniche sia nel materiale alla fluorite
che nella copertura
Aquadura TM
a protezione sia dall'umidità, appannamento e da
involontarie ditate. Siamo di fronte ad un 4 lenti composto
dal classico tripletto e una lente neutra di protezione. Nei
confronti del modello precedente, un 77mm, ora abbiamo un
aumento di potenza del 6% ma una considerevole diminuzione di
pesi e misure (20%
più leggero). Sorprendente, come
vedete dalle immagini, è la dimensione compatta e molto
ridotta della zona prismi. Pratico è il disegno dello scafo
che integra i comadi, doppi, di messa a fuoco. La forma
aiuta a tenere la mano appoggiata con le due dita pronte
sulle manopole. La manopola di messa a fuoco veloce ha una
escursione di quasi 5 giri (la maggiore che abbiamo
incontrato fino ad oggi) e quella di messa a fuoco fine è
molto precisa. Il movimento è fluido e con poca resistenza.
Con questo cannocchiale possiamo fotografare piccoli insetti
e rettili partendo da una distanza minima di 3.9m. Una
caratteristica che piacerà tantissimo a tutti i digiscoper
che amano riprendere farfalle e libellule.
Anche l'oculare
25-50x WW ASPH ha
un design che ben si allinea a tutta la siluette del
cannocchiale.
La luminosità e definizione, con una buona
correzione fino ai bordi, denunciano un progetto
estremamente evoluto. Il primo oculare 25-50x grand'angolare
presentato sul mercato è un 8 lenti di cui una asfericha per
ridurre al massimo aberrazioni e il classico e fastidioso
effetto "tunnel", In effetti l'osservazione è assai facile e
gradevole a tutti i fattori di zoom. Caratteristica che
piacerà molto ai birdwatcher. Durante le nostre
riprese fotografiche si è comportato molto bene anche a 50x. La Leica
dichiara che con questo oculare si ha un aumento di
luminosità, nei confronti del vecchio 20-60x del 6%. Avendo
potuto provare anche il vecchio modello, ci stupiamo perché,
soprattutto a 50x, la luminosità complessiva ci sembrava
maggiore di un semplice 6%.
L'innesto a baionetta, purtroppo non compatibile con i vecchi
oculari, è stato ridisegnato per garantire
impermeabilità all'acqua e alla polvere. La manopola
rivestita in gomma ha una ottima presa anche con i guanti.
Il movimento, molto fluido, ha solo dei chiari riferimenti
grafici per i vari fattori di ingrandimento.
Il paraocchio, gommato, si estende con movimenti a 3 scatti.
Togliendo la parte gommata possiamo sfruttare un area di
55mm di diametro per una profondità di 6mm con una
scanalatura che ben si può adattare a nostre soluzioni per
la creazione di un adapter.
Le caratteristiche, fornite dalla
casa, del nuovo zoom
paragonato con il vecchio 20-60x e con il 32x WW
Caratteristiche se montato sul Televid 82
|
Caratteristiche
|
Oculare zoom
20-60x (Vario) |
Oculare zoom
25-50x WW ASPH. |
Oculare 32x WW |
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Ingrandimento |
da
20x a 60x |
da
25x a 50x |
32x |
|
Lunghezza focale |
22,2-7,3 mm. |
18-9 mm. |
18-9 mm. |
| Struttura |
9 lenti |
8 lenti |
7 lenti |
| Pupilla di uscita |
4,1mm-1.4mm
|
3,28mm-1.64mm |
2.56mm |
| Estrazione pupillare |
19mm |
19mm |
20mm |
|
Campo visivo a 1000m
|
34m-20m |
41m-28m |
40m |
|
Angolo visivo in gradi
|
2.0°-1.2° |
2.35°-1.6° |
2.3° |
|
Lunghezza approssimativa
Dati della casa |
83mm |
100mm |
68mm |
|
Diametro
Dati della casa |
56,5mm |
57,5mm |
56,5mm |
|
Peso approssimativo
Dati della casa |
320g |
390g |
288g |
La Leica ha realizzato un economico adapter
appositamente studiato per l'uso con la fotocamera
digitale compatta D-Lux 4. Per maggiori informazioni su
questo razionale oggetto rimandiamo alle nostre pagine della
prova D-Lux 4 e, per ora, possiamo solo anticipare che, se
con la D-Lux si abbina perfettamente, non ha la possibilità
di essere usato con altre macchine (tranne la Panasonic
Lumix3) perché il suo passo a vite verso la macchina è
proprietario e maschio.
Per tutte le nostre prove con altre macchine abbiamo usato il DCA
della Swarovski applicando, all'oculare, un pezzo di camera
d'aria come spessore per garantire un ottima presa e una
perfetta centratura. La Leica ha in catalogo un adapter
universale per macchine compatte che non abbiamo potuto
testare.
Questo cannocchiale è
palesemente il capostipite di una nuova linea, con lui
vediamo solo l'inizio di quello che sarà sicuramente un
sistema di cannocchiali che darà molte soddisfazioni alla
casa madre e ai suoi clienti.
La sfida con tutti i vecchi e nuovi contendenti sarà molto dura
perché il mercato di questi strumenti si sta sviluppando e i
nostri interessi non sono più ristretti a soli quattro machi
storici.
Nella
tabella sottostante presentiamo alcuni tra gli accessori
che la Leica propone per il digiscoper e il birdwatcher.
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