Abbiamo riunito in un unica tabella i test con le
foto per facilitare la visione e il confronto.
Per
vedere le immagini a 800pixel cliccate sull'immagine
e si aprirà una nuova finestra del vostro browser. |
 |
Tutte le nostre prove sono
state eseguite montando i cannocchiali su una
piastra di bilanciamento montata su una testa fluida
Manfrotto 128 e due teste gimbal della Benro montate
su robusti cavalletti Gitzo, Manfrotto e Benro.
Abbiamo sempre fatto numerosi scatti allo stesso
soggetto variando solo la messa a fuoco della
macchina da infinito a macro. Tra tutti gli scatti
abbiamo selezionato il migliore.
Tutti gli scatti sono fatti a 100ISO (salvo
variazioni scritte) con la macchina impostata in
manuale e con tempi e diaframmi uguali.
Le prove sono state eseguite in esterno durante una
giornata estiva con il materiale posto ad una
distanza di 25 m. Per
alcune immagini la
nostra scelta è stata quella di porre i riferimenti
in zona d'ombra così da avere un immagine con la
possibilità di notare le possibili dominanti. A
molti potrà sembrare una scelta discutibile ma,
trovandoci di fronte a cannocchiali di altissimo
livello abbiamo volutamente scelto di metterli in
situazioni critiche estreme.
Solo gli scatti a soggetti vivi possono essere stati
fatti in più sessioni (raramente) e comunque
rispettando lo stesso luogo e postazione gli stessi
orari e le condizioni climatiche per non creare
grandi differenze.
Abbiamo usato un adapter
fornito dalla casa produttrice del cannocchiale
altrimenti uno universale o adattando quello in
dotazione per un altro oculare.
Per questo test abbiamo sempre usato, come macchina fotografica di
riferimento, la nuova Leica D-Lux 4. Lo
zoom era a 2.5x. Abbiamo affiancato anche scatti
realizzati con la Nikon Coolpix 4500 e, come reflex, la
Olympus E-420.
Abbiamo ripetuto più di una volta in più giorni il
test ed abbiamo notato, confrontandoli con quelli
fatti con la Nikon Coolpix 4500 e la Olympus E-420,
che, in situazioni di ombra, la D-Lux 4 tende ad
esaltare la dominante azzurra della luce. Abbiamo
così tolto la correzione dei bianchi in automatico
ed abbiamo imposto quella a luce diurna.
Le immagini sono state ridotte, per inserirle nel
nostro sito, con un programma professionale di foto
ritocco ma non hanno avuto nessun altro trattamento.
Gli originali verranno conservati per almeno 5 anni. |
 |
 |
 |
|
|
Noterete che alcune immagini sono sotto o sovra esposte ma
abbiamo sempre tenuto gli stessi tempi e diaframmi così da
notare anche la luminosità e la dominante del cannocchiale.
Questo sistema non è del tutto corretto perché i
cannocchiali hanno differenti focali e oculari, è un fattore
da non sottovalutare.
Queste differenze le notiamo solo in digiscoping nelle
immagini mentre, nella visione, non incide così vistosamente, anzi, in
situazioni di penombra il Leica, che risulta più sotto
esposto, non perde assolutamente la lettura dei dettagli.
Il
confronto con l'oculare del Kowa e i due grand'angolari non
è del tutto corretto ma sicuramente molto curioso.
Per
mantenere un certo equilibrio abbiamo scattato impostando
gli zoom solo a 30x.
Non pubblichiamo le immagini riprese con la Nikon 4500
perché i due oculari grand'angolari presentavano una
deformazione a barilotto molto vistosa. Questo non lo
abbiamo notato ne con la D-Lux 4 ne con la Olympus E-420 con
il 25mm pancake o il 50mm f1.4 della serie OM. Per ora non abbiamo nessuna spiegazione se
non l'incompatibilità ottica tra oculare e obiettivo a certi
fattori di ingrandimento. Questa deformazione non è presente
nell'uso con il Kowa 30X grand'angolare ma si tratta di
ottica a focale fissa.
|
La vistosa
deformazione a barilotto con la Nikon
Coolpix 4500 |
|
 |
|
Le ambientazioni originali
|
 |
 |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
Kowa
TSN-883 88mm PROMINAR Zoom
20-60x |
Leica
Apo Televid 82 - Leica 25-50X WW ASPH |
Swarovski
ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W |
|
30x |
30x |
30x |
 |
 |
 |
|
Ritaglio parte centrale del
fotogramma |
 |
 |
 |
|
Istogramma della immagine. |
 |
 |
 |
|
Confronti diretti delle immagini
nella selezione di un rapporto 1:1 |
 |
 |
 |
|
Confronto 1:1 tra Kowa TSN 883 Prominar e lo
Swarovski ATM 80 HD. |
Confronto 1:1 tra LEICA Apo Televid 82 e Kowa TSN
883 Prominar |
Confronto 1:1 tra Leica Apo Televid 82 e lo
Swarovski ATM 80 HD. |
|
|
|
|
|
Dime di calibrazione |
|
|
|
|
 |
 |
 |
|
Ritaglio parte centrale del
fotogramma |
 |
 |
 |
|
|
|
|
 |
 |
 |
|
Ritaglio 200% parte centrale del
fotogramma |
 |
 |
 |
|
|
|
|
|
Scatto eseguito ad un esposizione
di 1/2000 sec. f.2.0. Uguale per tutti i
cannocchiali |
 |
 |
 |
|
Ritaglio parte centrale del
fotogramma |
 |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Scatti eseguiti con il Leica Apo
Televid 82 |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Olympus E-420 |
Immagine scattata con Olympus E-420 |
40X |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
|
|
|
|
|
Scatti eseguiti con lo Swarovski ATM
80 HD |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Olympus E-420 |
Immagine scattata con Olympus E-420 |
Immagine scattata con Olympus E-420 |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 |
 |
 |
 |
|
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 |
Noterete che sia il Leica come lo Swarovski hanno, se
confrontati con il Kowa, una dominante un poco più fredda. Se
analizziamo le ombre sui fondi bianchi noteremo un leggero sovrappiù
di ciano nello Swarovski e di magenta nel Leica. Provando lo
Swarovski con un vecchio oculare 30x questa dominante non
era così evidente e, ugualmente si comportava il Leica con
un William Optics DCL-28. Dobbiamo quindi pensare che sia
dovuto alla costruzione ottica dei due zoom, Entrambi i
cannocchiali con l'oculare 25-50x hanno più contrasto del
Kowa che ha dalla sua un maggior numero di dettagli e un
immagine senza aberrazioni geometriche, soprattutto a
fattori di zoom più corti..
Entrambi i cannocchiali con oculari grand'angolari producono
immagini con molta profondità di campo e pochissima
aberrazione cromatica.
La presenza minima di aberrazione cromatica si nota solo ai
bordi dell'immagine arrivando a rapporti di ingrandimento
del fotogramma molto superiori al 1:1. Curioso come non
siano corrispondenti le situazioni di luce per tale
effetto.
Lo Swarovski ha una leggera aberrazione ciano nelle ore con il
sole perpendicolare a mezzogiorno mentre il Leica ha una
leggera aberrazione magenta con il sole leggermente più
inclinato verso le 13. Per entrambi la cosa è del tutto
ininfluente sulla resa finale dell'immagine. anche il Kowa presenta un sottilissimo bordo più
chiaro ai lati di situazioni di grande contrasto. Anche in
questo caso possiamo notare questo particolare solo ai bordi
del fotogramma e a fattori di ingrandimento molto spinti. La cosa è del tutto ininfluente sulla resa finale
dell'immagine.
Posizionando il fattore di ingrandimento a 30x sulla ghiera
dell'oculare, lo Swarovski avvicina di più ma produce
immagini leggermente sotto esposte di almeno 1/4 di
diaframma. Questo ci fa pensare che il riferimento, per uno
dei due cannocchiali, non sia del tutto corretto. Abbiamo
quindi fatto una prova con i due oculari Kowa, lo zoom
20-60x a 30x (come riferito nella sua ghiera) e il 30x
fisso, e, anche in questo caso, c'era una leggera differenza.
Come potete notare, soprattutto dalle immagini con soggetti
vivi e sul campo, entrambi i cannocchiali producono immagini
con colori e contrasti molto ben definiti. Se confrontati
con il Kowa sono entrambi un poco più freddi, soprattutto
il Leica, ma con maggiore contrastato.
Lo Swarovski ha una ottima lettura dei dettagli fino al
bordo immagine.
Il contrasto del Leica è buono con ogni tipo di luce e da
immagini molto buone anche in situazioni di luce più
critica.
Lo Swarovski ha sempre dimostrato di avere una profondità di
campo leggermente superiore Questo a
tutti i fattori di zoom. Dovuta, sicuramente, alla costruzione ottica e non
certo al minor diametro delle lenti (solo 2mm).
Entrambi i cannocchiali si sono comportati molto bene in situazioni
critiche con poca luce o in zone di grande ombra ma in piena
giornata di sole (un torrente molto coperto da fitta
vegetazione). Il Leica, grazie al suo contrasto, ci ha dato
immagini un poco più leggibili con colori pieni molto
saturi. In situazioni estreme è quello che ci ha dato
immagini ancora leggibili e con più particolari. Lo
Swarovski sfonda di più i chiari ma ha una resa molto ricca
in tutta la gamma media producendo immagini con molti
dettagli e bei colori.
Entrambe le aziende hanno presentato il
nuovo oculare come estremamente adatto ai birdwatcher e ai
digiscoper.
Per quanto riguarda i primi sicuramente il vantaggio è
grande con la possibilità di spaziare nella visione
dall'oculare grandangolare. Il limite di ingrandimenti ha
fatto storcere il naso a molti ma, probabilmente, erano
appassionati che non avevano ancora guardato con questi due
strumenti. Per loro è un vantaggio considerevole avere a
disposizione uno zoom che non cede a compromessi di qualità.
Per i secondi, i digiscoper, il vantaggio è quello di
disporre di uno zoom luminoso e "universale". L'alto
grado di contrasto aiuta molto con le compatte.
Il mercato delle macchine fotografiche digitali è in grande
fermento, molti si sono fermati e sono tornati a sensori che
premiano la qualità e non il numero di pixel. Alcuni hanno
proposto compatte con sensori più grandi ma con ottiche più
corte. Altri hanno proposto compatte con ottica
intercambiabile e sensori derivati dalle reflex. Le reflex
hanno abbassato i prezzi e alleggerito i corpi.
Tutto questo movimento di strategie commerciali e produttive
ci offre nuove opportunità che richiedono maggiore
attenzione nella scelta del cannocchiale e dell'oculare. Se
il cannocchiale aumenta la sua qualità ottica è solo un
vantaggio ma gli oculari, con un grande numero di lenti, e
tra queste alcune speciali come le asferiche, ci costringeranno
a lavorare con molti limiti. Durante il test dei due
cannocchiali abbiamo notato che la vignettatura compariva a
fasi alterne e discontinue durante la zoomata sia della
macchina che dell'oculare. Eravamo abituati a notare un
abbassamento della luminosità molto graduale e proporzionale
al fattore di ingrandimento. Ora, con questi nuovi oculari,
le cose cambiano e diventa molto più difficile trovare una
posizione standard. Diventa elaborato e complesso costruire,
per noi come per le case madri, degli adapter universali.
Nei nostri test abbiamo frequentemente cambiato la distanza
tra la ultima lente dell'oculare e quella dell'obiettivo. Ci
è capitato che, se aumentavamo il fattore di ingrandimento
dell'oculare, dovevamo cambiare anche quello della macchina,
pena la vignettatura o aloni più scuri al lato immagine.
Con alcune macchine, nel fare questa manovra, non avevamo
nessun giovamento finale perché l'immagine riprodotta era
quasi la stessa. Con le reflex e l'obiettivo di focale fissa
(il 50mm) il problema non si presentava e, anzi, grazie alle
grandi lenti degli oculari non avevamo vignettatura
nemmeno a 25x. Ci è mancata la prova con un ottica media (un
35mm per il 4/3 e un 45mm per il DX) che, a nostro avviso,
avrebbe potuto essere una soluzione ottimale
nel rapporto ingrandimenti-luminosità.
Per chiunque voglia costruirsi da solo un adapter dovrà fare le
cose con molta precisione, stando attentissimo a collimare
perfettamente l'asse ottico tra lente e oculare. Bastano pochi millimetri e
compaiono aloni più scuri al lato dell'immagine. Sono
sicuramente i primi sintomi dell'effetto tunnel che è
classico degli oculari grand'angolari.
Abbiamo letto in un sito giapponese, di una famosa casa produttrice
di adapter, che lo studio e la progettazione di questi
oggetti si è complicato al punto tale che oggi sono
costretti a raddoppiare i tempi di progettazione e a
quadruplicare quello dei prototipi.
Consigliamo, alla fine dei conti, questi nuovi zoom ma, se vogliamo
una nuova compatta, sarà meglio andare a sceglierla
portandoci anche il nostro cannocchiale. A scelta ultimata
avremo un sistema capace di produrre immagini con grande
potere di risoluzione e colori molto fedeli.
- Vai a |
|
|