Test - comparativo Kowa Leica e Swarovski - Parte 3/3

 

   Tutte le nostre prove sono state eseguite montando i cannocchiali su una piastra di bilanciamento montata su una testa fluida Manfrotto 128 e due teste gimbal della Benro montate su  robusti cavalletti Gitzo, Manfrotto e Benro.
   Abbiamo sempre fatto numerosi scatti allo stesso soggetto variando solo la messa a fuoco della macchina da infinito a macro. Tra tutti gli scatti abbiamo selezionato il migliore.
   Tutti gli scatti sono fatti a 100ISO (salvo variazioni scritte) con la macchina impostata in manuale e con tempi e diaframmi uguali.Foto di documentazione durante una sessione di riprese al fiume
  
Le prove sono state eseguite in esterno durante una giornata estiva con il materiale posto ad una distanza di 25 m. Per alcune immagini la nostra scelta è stata quella di porre i riferimenti in zona d'ombra così da avere un immagine con la possibilità di notare le possibili dominanti. A molti potrà sembrare una scelta discutibile ma, trovandoci di fronte a cannocchiali di altissimo livello abbiamo volutamente scelto di metterli in situazioni critiche estreme.
   Solo gli scatti a soggetti vivi possono essere stati fatti in più sessioni (raramente) e comunque rispettando lo stesso luogo e postazione gli stessi orari e le condizioni climatiche per non creare grandi differenze.
   Abbiamo usato un adapter fornito dalla casa produttrice del cannocchiale altrimenti uno universale o adattando quello in dotazione per un altro oculare.
   Per questo test abbiamo sempre usato, come macchina fotografica di riferimento, la nuova Leica D-Lux 4. Lo zoom era a 2.5x. Abbiamo affiancato anche scatti realizzati con la Nikon Coolpix 4500 e, come reflex, la Olympus E-420.
   Abbiamo ripetuto più di una volta in più giorni il test ed abbiamo notato, confrontandoli con quelli fatti con la Nikon Coolpix 4500 e la Olympus E-420, che, in situazioni di ombra, la  D-Lux 4 tende ad esaltare la dominante azzurra della luce. Abbiamo così tolto la correzione dei bianchi in automatico ed abbiamo imposto quella a luce diurna.
   Le immagini sono state ridotte, per inserirle nel nostro sito, con un programma professionale di foto ritocco ma non hanno avuto nessun altro trattamento.
   Gli originali verranno conservati per almeno 5 anni.


Noterete che alcune immagini sono sotto o sovra esposte ma abbiamo sempre tenuto gli stessi tempi e diaframmi così da notare anche la luminosità e la dominante del cannocchiale. Questo sistema non è del tutto corretto perché i cannocchiali hanno differenti focali e oculari, è un fattore da non sottovalutare.
Queste differenze le notiamo solo in digiscoping nelle immagini mentre, nella visione, non incide così vistosamente, anzi, in situazioni di penombra il Leica, che risulta più sotto esposto, non perde assolutamente la lettura dei dettagli.
Il confronto con l'oculare del Kowa e i due grand'angolari non è del tutto corretto ma sicuramente molto curioso.
Per mantenere un certo equilibrio abbiamo scattato impostando gli zoom solo a 30x.
Non pubblichiamo le immagini riprese con la Nikon 4500 perché i due oculari grand'angolari presentavano una deformazione a barilotto molto vistosa. Questo non lo abbiamo notato ne con la D-Lux 4 ne con la Olympus E-420 con il 25mm pancake o il 50mm f1.4 della serie OM. Per ora non abbiamo nessuna spiegazione se non l'incompatibilità ottica tra oculare e obiettivo a certi fattori di ingrandimento. Questa deformazione non è presente nell'uso con il Kowa 30X grand'angolare ma si tratta di ottica a focale fissa.

La vistosa deformazione a barilotto  con la Nikon Coolpix 4500

 

Area di lavoro dei test. Segnalato dove sono posizionati i vari riferimenti e dime..

Area di lavoro dei test

 

Le ambientazioni originali
   
     
Kowa
TSN-883 88mm PROMINAR
Zoom 20-60x
Leica
Apo Televid 82 - Leica 25-50X WW ASPH
Swarovski
ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W
30x 30x 30x
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
Ritaglio parte centrale del fotogramma
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x 1:1
Istogramma della immagine.
Confronti diretti delle immagini nella selezione di un rapporto 1:1
Confronto 1:1 tra Kowa TSN 883 Prominar e  lo Swarovski ATM 80 HD. Confronto 1:1 tra Leica Apo Televid 82 e  lo Swarovski ATM 80 HD.
Confronto 1:1 tra Kowa TSN 883 Prominar  e lo Swarovski ATM 80 HD. Confronto 1:1 tra LEICA Apo Televid 82 e Kowa TSN 883 Prominar Confronto 1:1 tra Leica Apo Televid 82 e lo Swarovski ATM 80 HD.
     
Dime di calibrazione
     
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
Ritaglio parte centrale del fotogramma
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
     
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
Ritaglio 200% parte centrale del fotogramma
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
     
Scatto eseguito ad un esposizione di 1/2000 sec. f.2.0. Uguale per tutti i cannocchiali
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
Ritaglio parte centrale del fotogramma
KOWA TSN-883 88mm PROMINAR - Zoom Kowa 20-60x a 30x 1:1 LEICA Apo Televid 82 - zoom Leica 25-50X WW ASPH a 30x 1:1 SWAROVSKI ATM 80 HD - Swarovski 25-50X W a 30x
     
 
Scatti eseguiti con il Leica Apo Televid 82
Codirosso (Phoenicurus phoenicurus) (Linnaeus, 1758) Rigogolo europeo (Oriolus oriolus) (Linnaeus, 1758) LEICA Apo Televid 82 - libellula (Libellula Linnaeus, 1758)
Immagine scattata con Olympus E-420 Immagine scattata con Olympus E-420 40X
LEICA Apo Televid 82 - Codirosso (Phoenicurus phoenicurus) LEICA Apo Televid 82 - Rigogolo europeo (Oriolus oriolus) (Linnaeus, 1758) LEICA Apo Televid 82 - Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500
LEICA Apo Televid 82 - Tarabusino (Ixobrychus minutus) LEICA Apo Televid 82 - Beccaccino comune (Gallinago gallinago) LEICA Apo Televid 82 - Pantana comune (Tringa nebularia)
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 Immagine scattata con Leica D-Lux 4 Immagine scattata con Leica D-Lux 4
     
Scatti eseguiti con lo Swarovski ATM 80 HD
Swarovski ATM 80 HD - Garzetta comune (Egretta garzetta) Swarovski ATM 80 HD - Folaga (Fulica atra), Swarovski ATM 80 HD - Rigogolo europeo (Oriolus oriolus)
Immagine scattata con Olympus E-420 Immagine scattata con Olympus E-420 Immagine scattata con Olympus E-420
Swarovski ATM 80 HD - Piccione (Columba livia) Swarovski ATM 80 HD - Nitticora comune (Nycticorax nycticorax) Swarovski ATM 80 HD - Scoiattolo comune (Sciurus vulgaris, Linnaeus 1758)
Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500 Immagine scattata con Nikon Coolpix 4500
Swarovski ATM 80 HD - Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) Swarovski ATM 80 HD - Garzetta comune (Egretta garzetta) Swarovski ATM 80 HD - Pettirosso europeo (Erithacus rubecula)
Immagine scattata con Leica D-Lux 4 Immagine scattata con Leica D-Lux 4 Immagine scattata con Leica D-Lux 4

Noterete che sia il Leica come lo Swarovski hanno, se confrontati con il Kowa, una dominante un poco più fredda. Se analizziamo le ombre sui fondi bianchi noteremo un leggero sovrappiù di ciano nello Swarovski e di magenta nel Leica. Provando lo Swarovski con un vecchio oculare 30x questa dominante non era così evidente e, ugualmente si comportava il Leica con un William Optics DCL-28. Dobbiamo quindi pensare che sia dovuto alla costruzione ottica dei due zoom, Entrambi i cannocchiali con l'oculare 25-50x hanno più contrasto del Kowa che ha dalla sua un maggior numero di dettagli e un immagine senza aberrazioni geometriche, soprattutto a fattori di zoom più corti..
Entrambi i cannocchiali con oculari grand'angolari producono immagini con molta profondità di campo e pochissima aberrazione cromatica.
La presenza minima di aberrazione cromatica si nota solo ai bordi dell'immagine arrivando a rapporti di ingrandimento del fotogramma molto superiori al 1:1. Curioso come non siano corrispondenti  le situazioni di luce per tale effetto.
Lo Swarovski ha una leggera aberrazione ciano nelle ore con il sole perpendicolare a mezzogiorno mentre il Leica ha una leggera aberrazione magenta con il sole leggermente più inclinato verso le 13. Per entrambi la cosa è del tutto ininfluente sulla resa finale dell'immagine. anche il Kowa presenta un sottilissimo bordo più chiaro ai lati di situazioni di grande contrasto. Anche in questo caso possiamo notare questo particolare solo ai bordi del fotogramma e a fattori di ingrandimento molto spinti. La cosa è del tutto ininfluente sulla resa finale dell'immagine.
Posizionando il fattore di ingrandimento a 30x sulla ghiera dell'oculare, lo Swarovski avvicina di più ma produce immagini leggermente sotto esposte di almeno 1/4 di diaframma. Questo ci fa pensare che il riferimento, per uno dei due cannocchiali, non sia del tutto corretto. Abbiamo quindi fatto una prova con i due oculari Kowa, lo zoom 20-60x a 30x (come riferito nella sua ghiera) e il 30x fisso, e, anche in questo caso, c'era una leggera differenza.
Come potete notare, soprattutto dalle immagini con soggetti vivi e sul campo, entrambi i cannocchiali producono immagini con colori e contrasti molto ben definiti. Se confrontati con il Kowa sono entrambi un poco più freddi, soprattutto il Leica, ma con maggiore contrastato.
Lo Swarovski ha una ottima lettura dei dettagli fino al bordo immagine.
   Il contrasto del Leica è buono con ogni tipo di luce e da immagini molto buone anche in situazioni di luce più critica.
   Lo Swarovski ha sempre dimostrato di avere una profondità di campo leggermente superiore   Questo a tutti i fattori di zoom.  Dovuta, sicuramente, alla costruzione ottica e non certo al minor diametro delle lenti (solo 2mm).
   Entrambi i cannocchiali si sono comportati molto bene in situazioni critiche con poca luce o in zone di grande ombra ma in piena giornata di sole (un torrente molto coperto da fitta vegetazione). Il Leica, grazie al suo contrasto, ci ha dato immagini un poco più leggibili con colori pieni molto saturi. In situazioni estreme è quello che ci ha dato immagini ancora leggibili e con più particolari. Lo Swarovski sfonda di più i chiari ma ha una resa molto ricca in tutta la gamma media producendo immagini con molti dettagli e bei colori.

   Entrambe le aziende hanno presentato il nuovo oculare come estremamente adatto ai birdwatcher e ai digiscoper.
Per quanto riguarda i primi sicuramente il vantaggio è grande con la possibilità di spaziare nella visione dall'oculare grandangolare. Il limite di ingrandimenti ha fatto storcere il naso a molti ma, probabilmente, erano appassionati che non avevano ancora guardato con questi due strumenti. Per loro è un vantaggio considerevole avere a disposizione uno zoom che non cede a compromessi di qualità.
Per i secondi, i digiscoper, il vantaggio è quello di disporre di uno zoom luminoso e "universale".  L'alto grado di contrasto aiuta molto con le compatte.
Il mercato delle macchine fotografiche digitali è in grande fermento, molti si sono fermati e sono tornati a sensori che premiano la qualità e non il numero di pixel. Alcuni hanno proposto compatte con sensori più grandi ma con ottiche più corte. Altri hanno proposto compatte con ottica intercambiabile e sensori derivati dalle reflex. Le reflex hanno abbassato i prezzi e alleggerito i corpi.
Tutto questo movimento di strategie commerciali e produttive ci offre nuove opportunità che richiedono maggiore attenzione nella scelta del cannocchiale e dell'oculare. Se il cannocchiale aumenta la sua qualità ottica è solo un vantaggio ma gli oculari, con un grande numero di lenti, e tra queste alcune speciali come le asferiche, ci costringeranno a lavorare con molti limiti. Durante il test dei due cannocchiali abbiamo notato che la vignettatura compariva a fasi alterne e discontinue durante la zoomata sia della macchina che dell'oculare. Eravamo abituati a notare un abbassamento della luminosità molto graduale e proporzionale al fattore di ingrandimento. Ora, con questi nuovi oculari, le cose cambiano e diventa molto più difficile trovare una posizione standard. Diventa elaborato e complesso costruire, per noi come per le case madri, degli adapter universali. Nei nostri test abbiamo frequentemente cambiato la distanza tra la ultima lente dell'oculare e quella dell'obiettivo. Ci è capitato che, se aumentavamo il fattore di ingrandimento dell'oculare, dovevamo cambiare anche quello della macchina, pena la vignettatura o aloni più scuri al lato immagine. Con alcune macchine, nel fare questa manovra, non avevamo nessun giovamento finale perché l'immagine riprodotta era quasi la stessa. Con le reflex e l'obiettivo di focale fissa (il 50mm) il problema non si presentava e, anzi, grazie alle grandi lenti  degli oculari non avevamo vignettatura nemmeno a 25x. Ci è mancata la prova con un ottica media (un 35mm per il 4/3 e un 45mm per il DX) che, a nostro avviso, avrebbe potuto essere  una soluzione ottimale nel rapporto ingrandimenti-luminosità.
   Per chiunque voglia costruirsi da solo un adapter dovrà fare le cose con molta precisione, stando attentissimo a collimare perfettamente l'asse ottico tra lente e oculare. Bastano pochi millimetri e compaiono aloni più scuri al lato dell'immagine. Sono sicuramente i primi sintomi dell'effetto tunnel che è classico degli oculari grand'angolari.
   Abbiamo letto in un sito giapponese, di una famosa casa produttrice di adapter, che lo studio e la progettazione di questi oggetti si è complicato al punto tale che oggi sono costretti a raddoppiare i tempi di progettazione e a quadruplicare quello dei prototipi.
   Consigliamo, alla fine dei conti, questi nuovi zoom ma, se vogliamo una nuova compatta, sarà meglio andare a sceglierla portandoci anche il nostro cannocchiale. A scelta ultimata avremo un sistema capace di produrre immagini con grande potere di risoluzione e colori molto fedeli.


 

Mini guide

Introduzione Introduzione al digiscoping
Digiscoping con la reflex
Il Binocolo breve guida alla scelta.
Il treppiede e la testa  breve guida
alla scelta.

Chiarimenti e semplici indicazioni
Una mini guida
Tre oculari ed un cannocchiale  un mini test o un gioco?

Da ricordare

  • I link ai siti dei produttori e distributori