Test
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Carl Zeiss
PhotoScope 85T* FL
Avevamo già provato l'oculare Zeiss con la fotocamera integrata, il
DC4,
e ci eravamo espressi sulla estrema ed intuitiva
praticità d'uso. Il vecchio progetto si basava su una
filosofia di costruzione che altri produttori hanno
copiato ed è proprio perché sono i grandi produttori
quelli che lanciano le idee più azzardate ecco che Zeiss
evolve e rivoluziona ancora questa filosofia e trasforma
un accessorio in un cannocchiale completo molto più
performante e, come sempre, rivoluzionario sia nella
costruzione come nell'uso. Presentato alla Photokina 2008 è entrato in distribuzione solo nel 2010
ed ha già attirato molti clienti e fato nascere
discussioni nei vari forum.
Avere un cannocchiale 15-45x con una fotocamera da 7 megapixel
completamente incorporata è il risultato di un progetto
molto raffinato e "azzardato",
Il distributore italiano per i prodotti del marchio tedesco,
Bignami S.p.a.
di ORA (BZ), ci ha fatto pervenire, per i nostri
test, uno Zeiss PhotoScope 85T* FL.
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Caratteristiche di base fotocamera |
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| Sensore | CCD (3.72 cm²) da 7 Mpixel |
| Rapporto con il formato 35mm | 6,4x |
| Dimensione immagini Mb. | 7, 4, 2 |
| Dimensione immagini MPx | 3032-2264 - 1516-1132 |
| Focale zoom (corr 35mm.) | 600-1.800mm |
| ISO | 50-800 |
| Velocità otturatore | B + 30"- 1/4000' |
| Formato immagine | JPG - DNG (Raw) - AVI |
| Apertura (nominale) | 2.4 a 15x, e 3.3 a 45x |
| Aperture | Aperto, 11, 22 |
| Esposizione | Manuale, P, A, Auto |
| Area esposizione | Spot, ponderata al centro, matrix, istogramma, Alte luci, ombre |
| Compensazione esposizione | -2,0 - +2,0 |
| Bilanciamento dei bianchi | Auto, Manuale, Neon, Luce artificiale, Nuvole, Sole. |
| Bracketing | 6 per esposizione e 2 per focalizzazione |
| scatto in sequenza | SI - 5 |
| Riprese video | Si - AVI QVGA con 14 p/s |
| Scatto remoto | Si - opzionale (ML-L3) radio. |
| Tipo memoria | SD |
| Collegamenti | USB 2.0 e AC esterno |
| Batteria | Lithium Ion BP 511 (AN-MANN) 7,4 V 1.400 mAh circa 400 scatti |
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Caratteristiche di base Cannocchiale |
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| Diametro lenti | 85 |
| Rapporto con il formato 35mm | |
| Oculare | Fisso - 15-45x |
| Campo visivo a 1000m | 80-27m. |
| ISO | 50-800 |
| Fuoco minimo | 5m |
| Misure (L-A) Cm. | 43,8 - 16 |
| Peso Kg. | 2,99 |
Le novità di questo
"oggetto" sono tantissime ma passiamo subito ad elencare
le certezze.
Ci troviamo di fronte ad un cannocchiale Zeiss con lenti
alla fluorite, tutte le caratteristiche ottiche del
ottimo Diascope 85 FL si trovano concentrate in un corpo
e nell'oculare che hanno assunto un aspetto più
slanciato. Il design è di grande impatto sia per
la semplicità come per la razionalità tanto da aver
meritato il Red Dot Design Award 2009.
Il trattamento
esterno delle superfici delle lenti è il conosciuto LotuTec® che aiuta a tenerle pulite e ne
semplifica la pulizia da acqua e polvere.
Ma le novità sono ancora più interessanti visto il nuovo sistema di
messa a fuoco che ora si trova sul corpo del
cannocchiale con un unica manopola e non più sopra i prismi
con le doppie manopole di messa a fuoco micrometrica e
veloce. L'altra manopola che lo precede è il
comando dello zoom che non è più sull'oculare dove, invece,
si trova quello della correzione diottrica.
Il rivestimento in gomma nera che è su tutto il cannocchiale, come
per il nuovo Diascope, offre una ottima presa e
contribuisce, non poco, al design dell'oggetto.
Al posto del rigonfiamento dei prismi troviamo tutta la parte della
macchina fotografica integrata. Questa è una 7MlPixel
capace di registrare le immagini nel formato JPG e DNG
(RAW) ed anche brevi filmati nel formato AVI. Da un lato,
a destra,
c'è lo sportellino che nasconde il vano batteria, quello
della scheda di memoria e la presa dell'uscita video ad
un televisore, dall'altro lato si apre uno schermo
orientabile da 2.75" tecnologia OLED.
Subito sotto questo rigonfiamento troviamo la piastra con
connessioni filettate da 1/4˝ e 3/8˝ per il collegamento
alla testa del treppiede. Il tutto risulta da subito
perfettamente bilanciato.
Come potete vedere nello spaccato che segue la sua costruzione è
molto razionale e l'immagine che entra nel cannocchiale
incontra, subito dopo il doppietto con la lente alla
fluorite, il gruppo di lenti della messa a fuoco e dello
zoom e va ad un sistema di prismi dove il primo è,
sicuramente, parzialmente traslucido e riflette verso il
basso dove il tutto viene convogliato verso il sensore.
La parte che oltrepassa questo primo prisma segue verso
un altro prisma che porta l'immagine all'oculare.
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| Visione della parte elettronica e fotografica | Visione di quella ottica dell'oculare |
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Potete immaginare la
raffinata capacità costruttiva e tecnologica che ci vuole per
realizzare un sistema come questo e mantenere, allo
stesso tempo, la qualità del marchio Zeiss. Qualità che
si nota da subito e che, anche nell'osservazione, mantiene
le stesse caratteristiche ed emozioni che siamo stati
abituati ad avere con i cannocchiali Zeiss fino ad ora
testati.
La prima cosa che si nota, infatti, è proprio la grande qualità che
si ha nell'osservazione, immagini definite, luminose e
con grande fedeltà del colore che risulta essere molto
naturale. In questi giorni abbiamo anche il nuovo
Zeiss Diascope 85 FL con l'oculare 20-75 e il confronto,
non ostante la differenza di costruzione ottica e il
maggior numero di prismi, non sembra essere così
rilevante come ci si potrebbe aspettare. Dal lato
estetico sembrano molto simili per via della nuova
copertura in gomma nera con il marchio "Carl Zeiss" in
rilievo ma il Photoscope è più lungo di pochi centimetri
(circa 1,5cm.).
La visione dall'oculare è, infatti, molto gradevole e lascia
impressionati per l'ampiezza del grand'angolare. La
Zeiss denuncia una caratteristica con un campo visivo
fino a 60% in più di un oculare normale. L'oculare
14-45x consente una visione grand'angolare su tutta la
estensione dello zoom. L'estensione dello zoom non è
quella a cui siamo abituati (20-60) ma consente un
ottimo ingrandimento per il sensore che è, nelle
dimensioni, un classico delle compatte.
La Zeiss non ci comunica quali sono le caratteristiche del sensore
ma la partnership tra Zeiss e Sony ci fa pensare all'uso
di uno tra i più diffusi sensori della multinazionale
giapponese, quello da 7,1 MPixel dalle dimensioni
di 1/1.8 " (7.18 x 5.32 mm, 0.38 cm²). Queste dimensioni
giustificherebbero i rapporti di ingrandimento finale in
rapporto alla focale del cannocchiale.
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In questo Gif animato possiamo vedere i fattori di avvicinamento dello Zoom 14-45x. Ogni immagine corrisponde ad una tacca numerica della manopola |
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Dotato del classico paraocchio estraibile questo oculare grand'angolare è davvero piacevole alla visione e riporta al centro una sottilissima grafica per consentire la correzione diottrica e, ai lati, il riferimento per l'area che verrà impressionata dal sensore. Questo ultimo riferimento è molto importante per chi, non usando il monitor come riferimento per la fotografia, deve calcolare in visione i limiti dell'immagine da riprendere. Noi abbiamo usato molto spesso questo sistema di ripresa consentendoci di tenere sempre d'occhio il soggetto.
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Dopo un breve periodo
iniziale ci si abitua facilmente a considerare questi
riferimenti come controllo e non si corre più il rischio
di riprendere soggetti parzialmente tagliati. In questo
modo possiamo usare il cannocchiale con l'LCD spento e
risparmiare la batteria.
L'aver posizionato le
manopole dello zoom e della messa a fuoco sul corpo del
cannocchiale davanti alla zona elettronica è,
sicuramente, dovuto a esigenze progettuali ma non
pregiudica la velocità di operazione e la maneggevolezza
del Photoscope. Alle volte, potrebbe essere d'intralcio
l'LCD visto che, in genere, è con la mano destra che si
tiene il telecomando e la sinistra ha il compito delle
regolazioni della messa a fuoco e dello zoom.
La manopola dello zoom ha una corsa
molto breve (1/4 di giro) e quella della messa a fuoco
di 2 giri e mezzo. La loro frizione è un poco dura ma,
probabilmente, è dovuto al oggetto nuovo e si
ammorbidirà con l'uso. Entrambe le manopole denunciano
una costruzione molto precisa, senza punti vuoti e con
una meccanica subito pronta.
La messa a fuoco con il Photoscope è molto semplice anche perché
viene aiutata dal comando, attivabile, Messa a fuoco
assistita. Questa opzione ci permette di avere
immagini perfette perché interviene una messa a fuoco
automatica più precisa per correggere piccoli errori di
valutazione. Questa funzione non
sostituisce, bensì supporta, la messa a fuoco manuale. Premendo il tasto
SET sul telecomando, il riferimento dell'area di
misurazione viene spostato dai
tasti del
joystick nel telecomando sull’immagine riprodotta
dall'LCD. La cornice che delimita il
campo di misurazione, normalmente di colore rosso,
appare in blu. Premendo nuovamente il tasto SET, il
campo di misurazione viene fissato e la cornice appare
di nuovo in rosso. Questo ci permette di valutare già
durante la ripresa la impostazione grafica dell'immagine
e raggiungere la messa a fuoco e l'esposizione nell'area
che abbiamo scelto.
Se si lavora osservando solo dall'oculare, la messa a
fuoco assistita, è davvero
funzionale e utile. In genere non consigliamo di usare
questi automatismi perché troppo spesso ci sono elementi
davanti o vicino al soggetto che distolgono questo
automatismo ma grazie alla possibilità di selezionare l'area dell'immagine dove
deve intervenire la MaF automatica, abbiamo limitato
molto questi classici errori.
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Lo sportello nasconde l'area impermeabile dove c'è la batteria, la scheda di memoria, la presa di alimentazione esterna e quella USB. |
Dall'altro lato si apre il visore LCD con la possibilità di essere orientato. |
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| Subito a lato del vano porta batteria c'è l'interruttore generale con la sua spia e, sotto, il sensore del telecomando. | Nel visore LCD possiamo controllare le immagini che abbiamo ripreso con dati completi e istogramma. |
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| Il doppio comando sul corpo cannocchiale con il fattore di zoom e la messa a fuoco | Il telecomando con tutti i comandi per la ripresa e i settaggi dello scatto. |
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| La pratica valigetta da viaggio per riporre, trasportare e conservare il nostro Photoscope | Anche nellle caratteristiche e negli accessori dell'alimentatore del carica batterie viene tradita la vena di grande viaggiatore del Photoscope. |
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Viaggio nelle opzioni del menu |
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I nostri scatti li abbiamo sempre fatti scegliendo il massimo della risoluzione e, spesso, nel formato DNG. Questa scelta, anche se rallenta moltissimo, è l'unica che ci ha dato dei risultati ottimi altrimenti la definizione è molto penalizzata dalle dimensioni del sensore.
La funzione, attivabile dal menu, di Riduzione del rumore attiva un filtro riduzione rumore che riduce il rumore dell’immagine in modo evidente. Questo comando va usato con attenzione perché può causare anche delle perdite nella risoluzione dei dettagli, specie se vogliamo poi elaborare l'immagine con dei ritagli.
Ogni comando viene attivato e controllato dal telecomando che è molto intuitivo nell'uso. Dopo poco tempo di adattamento si riesce a scattare e regolare molti comandi anche alla cieca ... cioè guardando direttamente dall.oculare senza il controllo dall'LCD. una sensazione davvero nuova e molto stimolante. l'unico appunto, se fotografiamo in questo modo è che non vediamo quando è terminata la registrazione del file e possiamo controllare quando il Photoscope è pronto per il prossimo scatto.
Dal menu possiamo selezionare e scegliere, tramite il telecomando, 4 modalità di esposizione:
AUTO - Programma completamente automatico.
P - Comando automatico programma: il questo caso il tempo d’esposizione, l’impostazione ISO
(in ISO-AUTO) e il diaframma vengono scelti automaticamente in rapporto alla luminosità rilevata.
A - Comando a priorità di diaframmi: il diaframma è stabilito, il tempo e l’impostazione
ISO vengono fissati di conseguenza automaticamente. Sono disponibili 3 livelli di diaframma (auto - 11 - 22)
M - Impostazione manuale. Il tempo e il diaframma possono essere selezionati liberamente. L’impostazione ISO-AUTO non è disponibile. I vari cambiamenti vengono gestiti dal telecomando e i riferimenti si controllano dal monitor.
Da notare che il tasto di scatto è un tasto a due stadi di pressione. Premendo fino al primo punto viene eseguita la misurazione dell’esposizione e la funzione di messa fuoco assistita se la abbiamo inserita attiva, mentre alla pressione completa del tasto viene scattata la foto con la possibilità di scattare in sequenza.
La sensibilità del ricevitore del telecomando è molto buona permettendoci di scattare posizionati ad una distanza di 5-7m dal cannocchiale.
Con il Photoscope possiamo fare anche dei filmati anche se solo in AVI a 320 × 240, non registra in HD, e non c'è il microfono incorporato o la slitta a contatto caldo per un microfono esterno.
La durata della batteria è ottima (consigliamo comunque di averne sempre una di ricambio come pure per il telecomando) e il suo tempo di ricarica è abbastanza breve. L’apparecchio di alimentazione del caricatore dell’accumulatore serve anche per usare il PhotoScope direttamente collegato alla corrente elettrica. Il coperchio del vano porta batteria del cannocchiale ha un tappo, si toglie premendo dalla parte interna, si libera così la presa che ci permette di inserire quella del carica batterie e ci consente di operare con il cannocchiale senza la batteria. Questa soluzione ci consente di operare per ore da ambienti dotati di corrente elettrica. Comodo e funzionale anche il cavo di corredo con la presa per l'accendisigari. Grazie a questo cavo possiamo ricaricare le batterie o usare il cannocchiale comodamente dall'auto.
| Cosa ci è piaciuto | |
| ♦ | La qualità e la robustezza del progetto con soluzioni innovative e razionali. |
| ♦ | Qualità ottica sia del cannocchiale come dell'oculare. |
| ♦ | Resa dei colori e della definizione durante l'osservazione.. |
| ♦ | Grande facilità di apprendimento dei comandi e del telecomando. |
| ♦ | Semplicità d'uso. Fotografare ed osservare simultaneamente è una nuova esperienza di grande effetto. |
| ♦ | Buona potenza del telecomando (testato fino a 5-7 m.) |
| ♦ | Aiuto automatico della messa a fuoco. |
| ♦ | Immagini ottime e con una buona resa del colore nel formato DNG. |
| ♦ | Dimensioni e peso. |
| ♦ | Pratica e razionale la valigetta di corredo per il trasporto e la conservazione. |
| Cosa non ci è piaciuto | |
| ♦ | 7MPixel sono sufficienti ma il sensore ... forse doveva essere più grande per eliminare il rumore da 200 ISO in su. |
| ♦ | Avremmo preferito fosse dato di corredo anche un semplice software per la manipolazione e catalogazione delle immagini e dei DNG. |
| ♦ | Scrittura del file DNG lenta, specie nelle sequenze |
| ♦ | Controllo del bianco non sempre affidabile. |
| ♦ | Anche se c'è il vantaggio della estrema compattezza non c'è quello di un prezzo "avvicinabile" per molti. |
Su You Tube abbiamo trovato questo video americano
"Basic PhotoScope Introduction" che fornisce una ampia e
dettagliata introduzione.
Da vedere.
Nel nostro forum di immagini abbiamo un iscritto (Maurizio DiBitetto) che ha scattato alcune immagini durante un suo viaggio in Africa con il suo Photoscope. Quella dell'Aquila marziale è un vero gioiello.
















